Che andasse pazza per i collier, i diademi, i gioielli eccentrici, e soprattutto le opere in vetro è risaputo. Basta ammirare, nella sua casa-museo, le sue fotografie, la testiera del letto o le sculture vitree di Picasso. A questa passione di Peggy Guggenheim viene oggi reso omaggio con un’enorme installazione sulla facciata di Cà Venier dei Leoni, lato Canal Grande. Un’installazione alta nove metri. Si tratta di una collana di vetro color acquamarina, realizzata dal giovane artista Jean-Michel Othoniel (S. Etienne, 1964), in collaborazione con i soffiatori di Murano, adagiata sul cancello d’ingresso, fino agli scalini: lo spettatore, per accedere al balcone dedicato a Marino Marini, ci passa attraverso. L’opera-omaggio comprende inoltre quattro diademi a forma di croce, due Geometrie amorose e due Candelabri, in vetro colorato e alluminio, posti sulla balaustra antistante, e due lunghi grappoli di ossidiane pendenti dalle finestre, denominati Amanti sospesi.
Come dichiara Hélion, nipote di Peggy e promotore dell’installazione, l’intento è quello di fondere “avanguardia e bellezza”. Tuttavia, il fascino sprigionato dai sette enormi diademi, il gioco di rifrazione luminosa e il riverbero del movimento lagunare sul vetro, non sono l’unico punto d’interesse dell’installazione. Il carattere simbolico, infatti, anche se non dichiarato, è evidente. Per un artista come Othoniel, che da dieci anni si dedica alla manipolazione di materiali come lo zolfo, l’acqua e l’ossidiana, nel tentativo di sublimarli in opere che fondano erotismo e poesia, i riferimenti all’immaginario alchemico e le suggestioni dell’ambiente surrealista già legato alla Guggenheim, sono evidenti.
Così, la collana di nove metri, evocando il corpo assente di Peggy, finisce per trasformare la sua villa in un corpo-tempio. Il carattere sacro dei diademi, insieme alla loro carica erotica, li rendono reliquari profani, la cui posizione, addirittura, potrebbe evocare due capezzoli.
Gli Amanti sospesi, infine, sono evidentemente due orecchini. Ecco che l’installazione non solo rende omaggio alla passione per la gioielleria della miliardaria, ma gioca di nascosto a proclamarla vestale dell’arte e dell’amore.
Un avviso: l’installazione, nel complesso interessante, può lasciare a bocca asciutta chi si aspetti di veder completamente trasfigurata la facciata del palazzo. Un peccato, vista la grande mobilitazione di mezzi e il prezioso lavoro artigianale dei maestri vetrai di Murano.
andrea liuzza
mostra visitata il 29 aprile 2006
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