E quindi con la realtà . Poniamo però di accontentarci di definire reale ciò che è dotato di esistenza e di concentrarci sull’arte. Arte Povera e Minimalismo, nel corso dello scorso secolo, hanno lasciato alcune eredità importanti, tra le tante: si pensi all’uso del modulo o alla sperimentazione sui materiali extra-artistici e di recupero, alla pratica della sintesi come pure del suo eccesso, la poetica dell’ammasso e l’estetica del rifiuto.
A molti apparirĂ evidente il perpetuarsi nella
In questo contesto si situa anche il lavoro del padovano Stefano Calligaro che, nonostante la giovane etĂ (n. 1976), ha ufficialmente chiuso un capitolo fortunato della sua ricerca artistica, improntato sulla commistione tra concettualismo minimale e riedizione deformata e fumettistica di istanze neopop, per intraprendere una strada assolutamente radicale, nella direzione della riduzione estrema di forme, colori e contenuti. Sono i piccoli dipinti geometrici dagli abbinamenti cromatici freddi (bianco, marrone, arancio) a restituire atmosfere asettiche, perfino chirurgiche nel dettaglio frammentario e sezionato, sono le catene genetiche fatte di cilindri di carta a riprodursi sul pavimento, disegnando misteriosi organismi sintetici e contorti, sono gli strani oggetti modulari incisi, piegati in punta di taglierino, infine, a mostrarsi nelle loro inutili forme ed illogiche architetture, progettate assemblando solidi elementari
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