Oltre ad ospitare, come di consueto, opere di grandi artisti della gloriosa tradizione veneziana come Tiepolo, Tintoretto o Giorgione, le Gallerie dell’Accademia accolgono in questo tardo autunno una presenza d’eccezione: una mostra di 104 stampe giapponesi, di cui molte uniche al mondo, provenienti dal Museo d’Arte Orientale di Venezia, dal Museo Nazionale d’Arte Orientale di Roma e da collezioni private dell’Emilia Romagna.
Le opere, costituite da grafiche singole, dittici e trittici, risalgono al periodo Edo (1600-1868) e provengono dall’area geografica di Osaka, il più grande e prospero porto commerciale del Giappone dell’Ottocento, in cui dalla fine del XVIII alla fine del XIX secolo fiorì un’eccezionale produzione di stampe ukiyo-e (‘le immagini del mondo fluttuante’) raffiguranti gli attori del teatro kabuki nel momento delle loro esibizioni sul palcoscenico, nella vita privata e in immagini commemorative. Le personalità del teatro popolare erano infatti estremamente amate dal pubblico, che le considerava dei veri idoli, ne amava le gesta, i comportamenti eccentrici e la vita lussuosa, copiandone abbigliamento e pettinature, ed esse vennero ritratte da artisti come Yoshitaki, Hirosada, Sadanobu e Hokuei proprio per soddisfare la grande domanda di questo genere di illustrazioni.
L’esposizione, che proseguirà in altre sedi come il Museo Nazionale di Arte Orientale di Roma e il Giappone, oltre che essere l’occasione per avvicinare il grande pubblico ad un’arte poco conosciuta, è un invito a continuare la visita alle collezioni custodite dalla Soprintendenza per il Patrimonio Artistico di Venezia al Museo d’Arte Orientale che, malgrado versi in difficili condizioni di apertura a causa dei lunghi lavori di restauro di Ca’ Pesaro, conserva una delle maggiori collezioni di arte giapponese del periodo Edo esistente in Europa.
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