Categorie: venezia

Venezia Immagine: le 2800 foto di Araki

di - 7 Marzo 2002

A 2 anni dalla grande mostra del Museo Pecci, Araki fa il bis in Italia al Padiglione Italia con una mostra di ben 2.800 fotografie che ricapitola molto del lavoro e della personalità dell’artista considerato unanimemente uno dei maestri dell’arte attuale, nonché uno dei responsabili principali del boom della fotografia degli ultimi 20 anni, tecnica prima ritenuta minore e che oggi si ritrova completamente sdoganata e degnamente rappresentata sul mercato e nei musei di tutto il mondo.
La mostra è articolata e divisa in varie sezioni: Arakinema è uno slide show costruito con 10 diapositive proiettate in loop, a dissolvenza, con vedute ravvicinate di coloratissimi fiori sbocciati; la fascinosa sensualità sorgiva di forme e colori costituisce una chiave d’accesso alla mostra e, depurando lo sguardo del visitatore, lo allena ad una osservazione serena e concentrata.
Ryu u seki è il titolo di un mosaico costruito con 300 immagini di Tokyo, mentre Polaeroid è un’istallazione di quasi 2000 polaroid stese a coprire un tavolo a ferro di cavallo. Sono tutte le donne di Araki, una sequenza sterminata di personaggi femminili ripresi in situazioni, posture e atteggiamenti infiniti. E’ forse da questa folle teoria di corpi e volti femminili che esce la vera anima di Araki, il fotografo che dichiara di vedere il mondo solo attraverso l’obiettivo, di ritrarre le donne con la vana illusione di comprenderne la natura più profonda, di perseguire inutilmente la condizione di ermafrodito per poter finalmente raggiungere questa conoscenza, di amare Venezia (lui che a Tokyo si sente protetto come nell’utero materno) ma per le sue donne. Sono queste alcune delle dichiarazioni rilasciate a Filippo Maggia, curatore della mostra, in una lunga intervista registrata ed in visione.
Altri due video sono proposti proiettati su pareti opposte e mostrano, rispettivamente, l’artista in soggiorno oltreoceano e mentre passeggia nella notte di Tokyo. Significativo è notare come Araki si mostri ugualmente entusiasta ed incuriosito all’estero come nella sua Tokyo, freneticamente intento a fotografare qualsiasi cosa attragga la sua attenzione: per natura immune dalla condizione di indifferenza nei confronti della quotidianità, egli registra i piccoli mutamenti della realtà che lo circonda.
Nella recentissima sequenza Yugawara Stories e L’amante d’agosto l’artista si mostra nella sua accezione narrativa fissando, nella scelta del suicidio, l’eternità di un ultimo atto d’amore.
E il suicidio è un tema con il quale Araki si è confrontato. “Sia la tua bellezza perfetta quanto la tua infelicità” scriveva lo scrittore e sceneggiatore Yukio Mishima (morto secondo il rito del Seppuku, il suicido rituale): nella serie Suicidio in Karuizawa Araki reinterpreta questa visione escatologica in cui la morte sconfigge la natura effimera della bellezza rendendola eterna ed assoluta. Le sue bellissime donne giacciono cadaveri, le carni bianchissime percorse appena da un rivolo di sangue.
La mostra ai Giardini si conclude con i 26 dittici di Tokyo Nude, in cui le donne sono associate a vedute e scorci della capitale giapponese; tra i 2 si instaura un rapporto di attrazione ed empatia (per citare Worringer) che si risolve in un’armonica astrazione di pura bellezza.
Nella parte allestita alla Querini Stampalia sono proposti invece la storica serie Jeanne D’Araki (1965), lavoro ispirato dal cinema neorealista italiano e dalla nouvelle vague francese nel quale Araki approfondisce la ricerca sulla storia di Giovanna d’Arco e Viaggio sentimentale, primo lavoro documentarista ed intimissimo del 1971 dedicato alla moglie. Inedita è invece sono le riprese realizzate durante il soggiorno veneziano dal titolo collettivo Araki in Venice, tra le quali spicca l’immagine dell’artista che si aggira con una maschera da gatto manga tra le calli durante il carnevale.

Articoli correlati
Approfondimento di “Araki in Venice”
Araki tra i 16 per il G8
Link correlati
Il sito di Venezia Immagine

Alfredo Sigolo


“Suicide in Tokyo” a cura di Filippo Maggia
Dal 7.II.2002 al 10.III.2002
Veneiza, Padiglione Italia, Giardini Castello
Ingresso: 7 € (ridotto 5 €).
Orari: dalle 10 alle 18.
Tel: 041714066 Fax: 041713151 E–mail: veimmagine@veneziafiere.it
“Araki in Venice” a cura di Filippo Maggia
Dal 9.II.2002 al 10.III.2002
Venezia, Fondazione Querini Stampalia, Castello 5252
Ingresso: 6 € (ridotto 4 €)
Orari: dom_mar_mer_gio dalle 10 alle 18, ven_sab dalle 10 alle 22 (lunedì chiuso).
Tel: 041714066 Fax: 041713151 E–mail: veneziaimmagine@veneziafiere.it


[exibart]

Visualizza commenti

  • A parte il sempre splendido Sig, Com'è triste Venezia non la cantava Iglesias (che si scrive così...)

  • "astrazione", Alf, non "attrazione", ti prego...

    Abstraktion und Einfuehlung, 1907.

Articoli recenti

  • Musei

Il Museo Reina Sofía di Madrid ha ampliato la sua collezione con 404 nuove opere

La recente acquisizione comprende 404 opere di 130 artisti provenienti da acquisti, donazioni e depositi che rafforzano una lettura critica…

18 Gennaio 2026 17:48
  • Attualità

Disimparare l’Occidente. Arte, tempo e decolonialismo

Una serata in un boteco di Rio de Janeiro diventa l’occasione per aprire una riflessione sull’arte contemporanea, la decolonizzazione e…

18 Gennaio 2026 16:42
  • Cinema

In “No Other Choice”, Park Chan-wook rimescola tutti i generi del cinema

É il marchio di fabbrica del regista coreano. Stavolta l'espediente è la perdita del lavoro, che si trasforma in perdita…

18 Gennaio 2026 15:40
  • Arte contemporanea

Biennale 2026: il Padiglione Kosovo riapre una storica chiesa di Venezia

Il giovane artista Brilant Milazimi rappresenterà il Kosovo alla Biennale d’Arte di Venezia 2026 con un progetto ospitato nella Chiesa…

18 Gennaio 2026 10:30
  • Fotografia

Other Identity #188, altre forme di identità culturali e pubbliche: Idan Barazani

Other Identity è la rubrica dedicata al racconto delle nuove identità visive e culturali e della loro rappresentazione, nel terzo…

18 Gennaio 2026 9:30
  • Mostre

Luigi Voltolina a Venezia: la pittura come epifania

A Palazzetto Tito, fino al 15 febbraio 2026, la Fondazione Bevilacqua La Masa dedica una mostra monografica a Luigi Voltolina,…

18 Gennaio 2026 0:02