Ritmi colorati delle tribù urbane, flussi audiovisivi immersivi, pulsazioni vitali elettroniche, materializzazioni immaginifiche dello spazio digitale: il vjing allo stato dell’arte animerà per tre serate lo spazio teatro dell’Istituto Europeo di Design di Milano. La storia del vjing in Italia è fortemente debitrice, se non coincidente con quella di Andrea Lissoni e Daniele Gasparinetti, art directors di Xing. La prima VJ Convention organizzata risale al 2000 (ma i primi esperimenti sono già nel 1998), in un club storico di Milano, il Tunnel Uscita Nuovi Suoni, la cui chiusura ha reso i nuovi suoni di fatto degli “homeless” a Milano. Dopo l’esperienza al Link di
Significativo rilevare che un festival come Netmage, dedicato alle nuove immagini espanse dalla rete, si sia trasformato in un evento di live video, a sottolineare la tendenza dell’arte digitale a uscire dallo schermo dei computer per creare una visualizzazione tridimensionale, multisensoriale e immersiva del cyberspazio. Nello stesso tempo si assiste all’interno delle pratiche di vjing a uno spostamento dalla cultura dei club e dei rave verso ambiti post-cinematografici , di strutturazione di racconti audiovisivi e di eventi di lounge theatre, e verso nuove forme di interrelazione con l’universo sonoro e musicale, più sperimentali e complesse, fino a capovolgere la relazione tra suono e immagini a vantaggio di queste ultime. Uno spostamento sottolineato dalla location dell’evento milanese, l’ambito accademico dell’Istituto Europeo di Design, e dall’orario, decisamente non da nottambuli e clubbers (si inizia alle 21.30). Nel pomeriggio sono organizzati workshop di discussione teorica e ricostruzione storica sulla nuova creatività digitale. Nell’arena multimediale si sfidano nomi storici del vjing italiano, come Ogi:no Knauss, Solitonwave, Massimo Di Felice di Elettrosofia, Claudio Sinatti di Sun Wu-Kung, Elektrika Visual Stimulant con il sound dei Sigma Tibet, e emergenti, come i milanesi Eggsinvaders o i torinesi Softly.kicking. Il collettivo milanese
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lavinia garulli
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