Lo scorso 14 febbraio è stato presentato in anteprima presso il nifca, Nordic Institute for Contemporary Art, il nuovo video della giovane artista finlandese Salla Tykkä (1973), dal titolo Thriller. Si tratta del secondo momento di una trilogia costruita da Tykkä, iniziata con l’opera Lasso, presentata alla scorsa Biennale di Venezia e incentrata sulle problematiche e sulle sofferenze adolescenziali nel passaggio dall’infanzia all’età adulta.
In un precedente video, in bianco e nero, realizzato da Salla Tykkä e intitolato Power (1999), il confronto tra uomo e donna, maschile e femminile, era sicuramente interpretato in maniera più fisica e violenta: un incontro di box, infinito, in loop, interpretato da un uomo possente vestito con una maglietta bianca come durante un semplice allenamento, e da una minuta ragazza con il torace scoperto come un boxeur uomo durante un incontro agonistico.
Il nuovo video Thriller vuole mettere in scena i demoni profondi, i pensieri e le ansie vissute da una ragazzina con un dolcevita rosso durante la pubertà. Ancora una volta Salla Tykkä ripropone l’angosciante scoperta legata alla propria identità femminile. Quasi come si trattasse di una malattia. Basti infatti ricordare la serie fotografica Sick, More Sick e The Sickest One (1997), trilogia della presentazione in climax dello stato di malattia fisica-dolore esistenziale di un’adolescente: la protagonista è una ragazzina bionda che compare dapprima elegantemente seduta in un caffè, apparentemente sana se non per il rivolo di sangue che scende dall’orecchio, poi addormentata su una lettiga d’ospedale, incredibilmente pallida e circondata da numerose bottiglie d’acqua minerale di varie marche poste su un pavimento asettico e, infine, in un primo piano mentre abbassa sconsolata il viso su una maglietta verde ospedale su cui campeggia la scritta rossa GIRL, bagnata in parte dalle sue stesse lacrime.
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Paola Noé
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