La mostra celebra, seppur con qualche mese di ritardo, l’ottantesimo anniversario della lettera, datata 12 novembre 1918 (il giorno successivo all’Armistizio), di Monet al suo amico Georges Clemenceau, in cui l’artista scrisse: “Sto per terminare due pannelli decorativi in onore della Vittoria che, con la Vostra intermediazione, intendo offrire allo Stato”.
Il ciclo delle Ninfee, al quale appartengono le opere menzionate nella lettera, ha impegnato il Nostro negli ultimi trent’anni della sua esistenza, durante i quali ha realizzato gli splendidi pannelli decorativi che offrì all’Amministrazione pubblica nel 1922 e che, sotto le sue direttive, furono installati al Museo de l’Orangerie e rappresentano una delle donazioni più ingenti mai fatte alla Francia da parte di un artista vivente.
Attraverso questo poema dedicato alla Natura, composto in pieno conflitto mondiale, Monet offrì, al termine della Guerra, alla caotica Francia ciò che il Governo era strato incapace di darle: lo spettacolo riparatore dell’ordine cosmico e la consolazione della bellezza. E a tal proposito, soprattutto legandosi alle attuali vicende belliche, come dimenticare il Dostoevskij de L’idiota: “La bellezza salverà il mondo”.
Questa personale include, oltre alla collezione permanente del museo ospitante, una sessantina di dipinti provenienti da collezioni pubbliche e private francesi ed estere; in particolare dodici pannelli sono stati prestati dal Museo Marmottan di Parigi e due dal MOMA di New York.
Nel 1883 Claude Monet affittò una casa a Giverny, un villaggio sulla riva destra della Senna, quasi ai confini della Normandia; lì rimase per quarantatré anni, fino alla sua morte nel dicembre 1926. Nel 1890 egli comprò la casa e nel lago del giardino iniziò a coltivare le ninfee, vedendole “come soggetto da dipingere”.
Nacque così un incredibile e spettacolare ciclo comprendente, nel corso di un trentennio, oltre 250 tele di diversi stili e formati.
Nel 1900 Monet espose una prima serie di circa dieci quadri a Parigi: essi mostravano il lago e il piccolo ponte giapponese. Così scrisse: “Sono completamente assorbito dal mio lavoro. Questi paesaggi d’acqua e riflessi stanno diventando un’ossessione per me. Pur essendo lo sforzo superiore alle mie forze di vecchio, voglio arrivare a rendere visibile ciò che provo…”.
Nel 1909 seguì un’altra esposizione di 48 opere, tutte eseguite tra il 1903 e il 1908: in esse il paesaggio attorno al lago o è ridotto ad una stretta striscia sul lato superiore della tela o sparisce del tutto, lasciando posto solo all’acqua e alle ninfee.
Il percorso espositivo si articola in otto sezioni cronologiche: la scansione in realtà è spazio-temporale, perché deve tenere conto delle installazioni permanenti del museo. L’ allestimento scenografico, suggestivo e attraente, coinvolge il visitatore, inducendolo a far seguire a questa la visita della casa e del lago di Giverny.
E’ impossibile scrivere i titoli delle opere più emozionanti, essendo lo stesso di tutte: Ninfee.
Periodo 06 maggio 1999 – 2 agosto 1999
Orario: mercoledì – domenica 10.00 – 20.00, lunedì 10.00 – 21.00, martedì chiuso. Prenotazione obbligatoria dalle 10.00 alle 13.00
Sede: Musée de l’Orangerie, Jardin des Tuileries 75001 Paris
Accesso metrò: linee 1, 8, 12; fermata: p.zza della Concordia
Ingresso 49 FF intero, 34 FF ridotto e mercoledì, 55 FF se con prenotazione
Prenotazioni: Office de Tourisme de Paris, tel. 039/0/803.808.803
internet: http://www.fnac.fr
Informazioni ai n° +39/01/42.97.48.16
Claudio Arissone
[exibart]
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