Uno dei primi desideri del Depero futurista e pittore era quello di aspirare a un universo «coloratissimo e luminosissimo». Tale è il proclama che si ritrova nel «Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo» del 1915, firmato con Giacomo Balla, nel quale i due si definivano «astrattisti futuristi».
E in effetti, le opere che scaturirono da quel fortunato periodo dell’arte italiana erano caratterizzate da un acceso cromatismo, accompagnato a un forte dinamismo che si sviluppano intorno a una tematica legata alla natura vegetale e animale. La ricerca di Depero è poi continuata anche in diversi campi quali l’architettura, in cui si fece promotore di una «architettura dinamica (città aerea). Prima audace applicazione architettonica dello stile astratto».
Ma Fortunato Depero è ricordato anche, e forse soprattutto, per la sua attività di grafico, pubblicitario, scenografo e costumista. Alcune sue realizzazioni sono infatti passate alla storia e sono ancora oggi fonte di ispirazione. I suoi trascorsi futuristi lo spinsero a ripensare il ruolo della macchina e della velocità in un’ottica pubblicitaria. E forse proprio qui risiede la sua modernità e la sua importanza, cioè nell’aver precorso il ruolo comunicativo della pubblicità che per lui doveva essere veloce, sintetica, fascinatrice con grande campiture di colore, proprio per accrescere la dinamicità e la penetrazione del messaggio pubblicitario stesso.
Biografia di Depero
Fortunato Depero nasce a Fondo, Trento, nel 1892. Già nel 1907 realizzò le sue prime opere grafiche, plastiche e pittoriche. Alla fine del 1913 è a Roma, dove entra in contatto con i Futuristi e partecipa attivamente alla vita di quel gruppo. Nel 1914, firma insieme a Giacomo Balla il «Manifesto della ricostruzione futurista dell’universo». Sempre a Roma, inizia la sua carriera come scenografo e costumista teatrale, lavorando a fianco di Picasso per i Ballets Russes di Sergej Diaghilev. Tra il 1925 e il 1930 soggiorna lungamente a Parigi e a New York. Intorno agli anni ’30 realizza una pubblicità, destinata a diventare storica, per la Ditta Campari. Quella di pubblicitario fu una attività che gli permise di affermarsi come ambientatore d’interni. Famose le ambientazioni di alcuni locali pubblici newyorkesi, come il «Ristorante Enrico and Paglieri», o il «Ristorante Zucca». Sempre negli Stati Uniti, Depero continuò la sua carriera di grafico progettando alcune copertine per la rivista Vanity Fair. Depero, fu dunque un artista poliedrico, caratteristica che continuò a esercitare fino alla sua morte avvenuta a Rovereto nel 1960.
The Wolfsonian, Florida International University
1001 Washington Avenue, Miami Beach (Tel 0013055311001)
Admissions: Adults $5; Sen/St/Ch 6-12 $3.50
Hours: W,F,SA 11A-6P; Th 11A-9P; SU 12-5P
[exibart]
Nella prima mostra del nuovo Centro della Fotografia di Roma, oltre cento scatti ripercorrono l’opera di Irving Penn: un’indagine radicale…
Era del post-boom, edifici museali monumentali e uno sguardo sempre più rivolto alla propria storia interna: i primi dieci anni…
Laurent Le Deunff in residenza e in mostra presso pianobi, ha realizzato un’opera site-specific, ossia una fontana raffigurante una marmotta…
Partecipazione emotiva, dimensione spirituale: le Gallerie dell’Accademia di Venezia ospitano per la prima volta il lavoro di un'artista vivente. E…
A Kyoto il festival KG+ presenta un ricco programma con oltre cento artisti e una costellazione di mostre dedicate alla…
La mostra inaugurale trasforma l’onda in una metafora di equilibrio instabile e cambiamento, segnando l’esordio veneziano di Sanlorenzo Arts con…