Organizzata dal Centro per l’Arte Contemporanea Luigi Pecci di Prato con la collaborazione di vari musei e istituzioni internazionali, fra cui la Städtische Galerie im Lenbachhaus di Monaco, lo Hirshhorn Museum di Washington, i Musei Ludwig di Vienna e Budapest, la Fine Arts & Projects di Mendrisio, alcuni musei e FRAC francesi, la Collezione Astrup Fearnley di Oslo, oltre a diverse collezioni private, la mostra dedicata a Gerhard Richter è la più vasta antologica mai realizzata da un museo italiano.
Fra le precedenti mostre personali di Richter in Italia ricordiamo quella curata da Bruno Corà nel 1982 al PAC di Milano e quella più recente al Museion di Bolzano.
La mostra, che resterà aperta nel periodo dal 10 ottobre 1999 al 9 gennaio 2000, rappresenta un’occasione unica per conoscere a fondo l’opera di uno fra i massimi protagonisti della scena artistica internazionale.
Il percorso espositivo presenta, accanto ad Atlas – opera a carattere enciclopedico composta da oltre 600 fra fotografie, collages, schizzi e disegni -, un’ampia scelta di oltre 50 dipinti ad olio di cui taluni di grandi dimensioni appartenenti ai vari cicli pittorici, esperimenti speciali e formali, paesaggi, viste aeree di città, abitazioni, carte di colori, colori spalmati, astrazioni, in costante evoluzione. Da tale compilazione di immagini Richter trae temi e motivi per i suoi dipinti, come documentano le opere pittoriche esposte in parallelo.realizzati dagli anni ’60 ad oggi: i nudi, le città, i paesaggi, le montagne, le nuvole, i ritratti, i grigi, le astrazioni, le tavole a colori, i particolari.
Atlas è una raccolta personale di immagini, organizzate in pannelli di medie dimensioni che comprendono fotografie, ritagli di diari o riviste e disegni. I materiali sono raggruppati in forma di album tematici, come scene familiari private,
In questa occasione sarà disponibile una edizione comprendente il catalogo di Atlas e un catalogo specifico delle opere esposte in mostra a cura di Bruno Corà con saggi critici sull’opera di Richter (Benjamin H.D. Buchloh, Jean-François Chevrier, Italo Moscati).
Il sito della mostra: Gerard Richter
[exibart]
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