La presenza di Edgar Degas a Firenze nel 1858, testimoniata tra l’altro dal ritratto disegnato dall’amico Gustave Moreau, coincide con una fase di intensa sperimentazione artistica del maestro francese.
L’avvio di una maniera più disinvolta e di una colorazione più violenta lascia tracce sostanziose soprattutto nei bozzetti per le composizioni storiche di Stefano Ussi, negli esordi accademici di Giovanni Fattori, ma anche e soprattutto nelle fantasie medievali di Cristiano Banti.
D’altra parte anche altri artisti toscani quali Abbati, Sernesi, Cabianca, Borrani e Lega, dopo una prima produzione di stampo accademico, ravvivata progressivamente da spunti cromatici innovativi, si dedicano a partire dagli anni Cinquanta alla pittura di genere storico e al ritratto, mantenendo una salda struttura formale ma perfezionando la naturalezza della gradazione cromatica e l’accordo dei toni, mentre alcuni artisti, quali Boldini e Gordigiani, si dedicano con particolare entusiasmo al ritratto permeato da eleganze cromatiche ed armonie di accordi di ascendenza degasiana.
È Diego Martelli, nel 1879, a redigere un bilancio sull’influenza dell’opera di Degas in Toscana, ricorrendo ad una scansione della produzione di quest’ultimo in due diverse fasi, una prima fase in cui l’artista, giunto a Firenze, realizza una serie di disegni esemplari sull’arte dei maestri del Quattrocento, ed una seconda, in cui Degas appare soggiogato dallo sforzo e dalla specialità del movimento e dal gioco della luce negli interni. E lo stesso Martelli sottolinea come, nell’ambito della produzione più recente dell’artista, quella delle vedute del “cafè concert”, la colorazione moderna si combini con una traccia disegnativa memore degli antichi maestri.
Comune di Crespina
Crespina (Pi)
villa il Poggio
dal 14 settembre 1999 al 24 ottobre 1999
orario 10:00-12:30 – 15:00-20:00 da martedì a domenica
Tel. 050634726
con la collaborazione della Galleria d’Arte moderna di Palazzo Pitti
[exibart]
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