Categorie: altrecittà

12 settembre 1999 – 24 ottobre 1999 | In Toscana, dopo Degas | Crespina: villa il Poggio

di - 14 Ottobre 1999

Dopo un ciclo di esposizioni in cui sono stati affrontati i temi fondamentali della pittura “macchiaiola», ponendo l’accento sui profondi legami che gli artisti dell’800 avevano instaurato con Crespina e le colline circostanti, quest’anno abbiamo inteso offrire ai visitatori, anche attraverso la ricostruzione scenografica degli ambienti, una nuova e suggestiva indagine, presentando una mostra dedicata alle mutazioni pittoriche verificatesi a partire dalla metà degli anni ’50 tra gli artisti del Caffè Michelangelo in coincidenza con il soggiorno di Edgar Degas in Italia.
La presenza di Edgar Degas a Firenze nel 1858, testimoniata tra l’altro dal ritratto disegnato dall’amico Gustave Moreau, coincide con una fase di intensa sperimentazione artistica del maestro francese.
L’eclettismo di Degas a questa data riflette le tendenze artistiche dei giovani fiorentini, intenti ad una rivisitazione del genere storico sulla scorta del modello della coeva pittura francese.
L’avvio di una maniera più disinvolta e di una colorazione più violenta lascia tracce sostanziose soprattutto nei bozzetti per le composizioni storiche di Stefano Ussi, negli esordi accademici di Giovanni Fattori, ma anche e soprattutto nelle fantasie medievali di Cristiano Banti.
D’altra parte anche altri artisti toscani quali Abbati, Sernesi, Cabianca, Borrani e Lega, dopo una prima produzione di stampo accademico, ravvivata progressivamente da spunti cromatici innovativi, si dedicano a partire dagli anni Cinquanta alla pittura di genere storico e al ritratto, mantenendo una salda struttura formale ma perfezionando la naturalezza della gradazione cromatica e l’accordo dei toni, mentre alcuni artisti, quali Boldini e Gordigiani, si dedicano con particolare entusiasmo al ritratto permeato da eleganze cromatiche ed armonie di accordi di ascendenza degasiana.
È Diego Martelli, nel 1879, a redigere un bilancio sull’influenza dell’opera di Degas in Toscana, ricorrendo ad una scansione della produzione di quest’ultimo in due diverse fasi, una prima fase in cui l’artista, giunto a Firenze, realizza una serie di disegni esemplari sull’arte dei maestri del Quattrocento, ed una seconda, in cui Degas appare soggiogato dallo sforzo e dalla specialità del movimento e dal gioco della luce negli interni. E lo stesso Martelli sottolinea come, nell’ambito della produzione più recente dell’artista, quella delle vedute del “cafè concert”, la colorazione moderna si combini con una traccia disegnativa memore degli antichi maestri.
Si tratta della produzione più nota m Italia, ma soprattutto in Toscana, dove il tramite dell’opera di Zandomeneghi, rende atto della fortuna dei temi degasiani nel corso degli anni Settanta e Ottanta, anche nell’ambito di quegli artisti toscani, quali Francesco e Luigi Gioli, Ruggero Panerai, Adolfo Tommasi, Giovanni e Tito Lessi, Enrico Banti, che manterranno una salda struttura disegnativa pur nella raffigurazione di ambienti cittadini e ritratti, improntati ad “un sentimento veramente parigino”.

Comune di Crespina


Crespina (Pi)
villa il Poggio
dal 14 settembre 1999 al 24 ottobre 1999
orario 10:00-12:30 – 15:00-20:00 da martedì a domenica
Tel. 050634726
con la collaborazione della Galleria d’Arte moderna di Palazzo Pitti

[exibart]

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