Copartecipazione, collaborazione, collettiva. L’arte di questi tempi si veste della realtà contemporanea e, in fase di comunicazione globale, cerca nell’evento multiplo una propria identità.
E allora, ecco che a partire dal 4 maggio e fino al 30 giugno, «Il Corpo e l’Anima» (progetto fotografico a cura di Colomba D’Appolito) invadera’ Firenze con un’ installazione multipla che riunisce una serie di talenti dell’ultima generazione.
Spazio centrale della rassegna La Stazione Leopolda, dove esporranno artisti del calibro di Turi Rapisarda, Paolo Orazio Woods, Maria Teresa Giancoli, Raphael Boccanfuso.
Coinvolte nel progetto alcune delle principali gallerie d’arte della città: la Saci Gallery dove esporrà Michi Suzuki con «M e F», il salone di Villa Romana in via Senese, con Gisel Scheidler e «Inbilder»; e ancora Dejan Atanacovic con «Screen Savers» alla Stap Project, Fabiola Torres con «Saudade de Mim» alla Assolibri in via del Sole.
Ognuna di queste mostre appartiene ad un percorso unico che si snoda attraverso la città come singole frasi di un medesimo discorso.
Il progetto fotografico «Il corpo e l’anima» si articola introno ad un concetto forte: quello della reinterpretazione della dicotomia di origine platonica che ha pervaso la discussione filosofica ed estetica di tutta la civiltà mediterranea prima, mondiale poi.
Il corpo e l’anima che si sono modificate, si stanno modificando dando luogo alle trasformazioni contemporanee: clonazione, ma anche chirurgia estetica, salutismo e body building da una parte; new age, no age, psicologismo e consumismo dall’altra.
La forma ed il contenuto della persona umana in trasformazione che si esprimono attravetrso arti esse stesse, in qualche modo, «mutanti».
Un corpo-pianeta «deterritorializzato» nell’era della globalizzazione, ed un’arte che ne registra lo spaesamento, lo straniameno. Lo spaesamento emotivo e psicologico di un individuo che si chiede cosa sita succedendo a se’ ed alla sua anima.
Coro e anima vuole presentare il lavoro di fotografi accomunati da una ricerca che diventa metafora visiva di questo interno mentale.
Filo conduttore della rassegna, i frammenti di una poesia di Alba Donati che si ricompone intera alla Stazione Leopolda.
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