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Dal 13.VIII.2000 all’8.XII.2000 | Perdono. Undici artisti contemporanei per la Porziuncola | Assisi, Santa Maria degli Angeli

di - 29 Agosto 2000

“Laudato si, mi Signore, per quelli che perdonano per lo tuo amore e sostengono infirmitate e tribolazione. Beati quelli che ‘l sosterranno in pace, ca da te, Altissimo, sirano incoronati” scriveva San Francesco, nel 1424. Sono questi versi del “Cantico delle Creature” la chiave di volta per comprendere la rassegna “Perdono. Undici artisti contemporanei per la Porziuncola”, che si tiene, fino a venerdì 8 dicembre 2000, presso la Basilica Patriarcale di Santa Maria degli Angeli.
Un concerto di voci diverse si è confrontato con il tema dell’indulgenza, traendo ispirazione per i propri lavori dai capolavori della piccola cappella francescana della Porziuncola, dalla celeberrima Tavola di Prete Ilario (1393) agli affreschi di Tiberio d’Assisi (1516) e del Providoni (1680). Lo studio di questo soggetto ha dato origine a una trentina di opere, tra pitture e sculture, realizzate con stili, tecniche e materiali differenti.
Nei dipinti di Gaetano Orazio, l’immagine di San Francesco e la raffigurazione pittorica del perdono assumono, per esempio, i toni combusti della carta catramata bruciata.
Un’identica atmosfera di oscurità notturna compare nei lavori ad olio e smalto dell’argentino Raul Gabriel.

La superficie delle sue tele, in cui predominano pennellate nere e bianche, sembra essere un campo d’azione di pulsioni vitali, in cui la figura si forma nel pigmento, come se fosse chiamata ad una drammatica, ma indubitabile presenza.
È costruita di sola materia, pure, l’opera informale di Armando Fettolini, in cui il Crocefisso, il saio francescano e la Porziuncola emergono dal lavorio di stratificazione e concrezione dei materiali sul legno.
Ai toni chiari dei suoi lavori si contrappongono quelli cupi della pittura di Paola Campidelli. La sua tavolozza è, infatti, composta da una vasta gamma di rossi, blu e viola. Questi pigmenti sulfurei ed antinaturalistici, messi sulla tela con tocco frenetico, danno origine ad immagini che rievocano alla memoria le opere dei grandi maestri dell’Espressionismo.
La vulgata francescana di Francesco Toniutti, anch’essa affidata alla sontuosità del croma, appare, invece, più gioiosa. Nei suoi lavori ad olio e smalto, dominano colori forti e vitali, quali il rosso ed il giallo. Nel “Dittico dello sguardo” e nei disegni preparatori, la scena del Poverello d’Assisi e dell’uomo, pervaso dal perdono, che si guardano a viso aperto è costruita con vigore disegnativo.
La stessa attenzione alla figurazione abita l’opera pittorica di Giorgio Scano, che in “Francesco annuncia l’Indulgenza della Porziuncola” attualizza e ricontestualizza un episodio della vita del Santo assisiate, con la raffigurazione di astanti e passanti vestiti alla moda d’oggi.
Questa sua vena narrativa si ravvisa, anche, nel lavoro di Alberto Maria Giulini, che – come sostiene Domenico Montalto, in catalogo – propone una sorta di “sacra rappresentazione per stazioni”, che trova il suo culmine nelle vivaci macchie di colore dell’acquerello “Il dono della conoscenza attraverso la contemplazione della natura”.
L’enfatizzazione di una sola immagine caratterizza, per contro, l’opera di Lanfranco Quadrio, che per mezzo di un’unica grande ala rievoca l’episodio degli angeli che accompagnano San Francesco alla Porziuncola.

Passando al versante della scultura, Mario da Corgeno traduce l’idea del perdono nell’icona del Crocefisso, plasmando sul bronzo un corpo spossato, di matrice espressionistica e, nel medesimo tempo, di classicità plastica di derivazione michelangiolesca. Anche Pasquale Galbusera ha scelto di trasporre nel legno d’ulivo l’immagine del Cristo in croce. E, per finire, Giorgio Longhin ha realizzato tre opere, ispirate alla grande scuola scultorea italiana, che raffigurano San Francesco ai piedi di Papa Onorio, attorniato da un volo d’angeli e orante, con gli occhi rivolti al cielo, a ringraziare l’“Altissimu, onnipotente, bon Signore”.

Annamaria Sigalotti



Fino a venerdĂŹ 8 dicembre 2000
Perdono. Undici artisti contemporanei per la Porziuncola
Assisi (Perugia). Basilica Patriarcale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola.
Info: tel. 075/8051430 – fax 075/8051418.
Orario d’apertura: lunedì – domenica, ore 9.00-12.00 e ore 15.30-18.30.
Ingresso libero.
Catalogo, edito dalla Basilica Patriarcale di Santa Maria degli Angeli in Porziuncola: £ 5.000. L’opuscolo Perdono. Mostra di arte contemporanea contiene, oltre alle immagini a colori di tutte le opere in mostra, i saggi di Massimo Reschiglian (Ministro Provinciale dei Frati Minori dell’Umbria), Domenico Montalto, Nicola Dal Falco.


[exibart]

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  • Questa Sigalotti Annamaria è una poetessa..scrive benissimo.Penso che che sia una dote innata..bisognerebbe pagarla per quanto vale!!!Di veri scrittori se ne vedono pochi!!!!!!!! Complimenti per la professionalitĂ !!!!!

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