“Fin dalla prima infanzia, sono stato affascinato dalla Bibbia. Mi sembrava sempre, e così mi sembra adesso, la più grande radice della poesia di tutte le epoche”: diceva il pittore ebreo Marc Chagall, che realizzò sia un ciclo di pitture (1955–1966) sia un corpus grafico (1931-1956) sull’Antico Testamento.
La sua Bibbia incisa, una serie di 105 acqueforti su lastre di rame, è ora in mostra alla Galleria Civica di Palazzo Todeschini, a Desenzano del Garda.
Le illustrazioni del messaggio veterotestamentario furono commissionate all’artista dal gallerista francese Villard, che gli aveva in precedenza affidato i cicli incisori de “Le anime morte” di Gogol (1923-1927) e de “Le Favole” di La Fontaine (1927 – 1930). Era il 1931. Il Maestro russo decise, immediatamente, di partire per la Siria, L’Egitto e la Palestina, in cerca dell’anima della storia ebraica, non dello sfondo.
Al suo ritorno, fino al 1939, nella Villa di Montmorency, presso la Porte d’Auteuil, Marc Chagall scelse gli episodi da illustrare, eseguì i bozzetti di tutte le tavole e portò a termine 66 incisioni.
In quegli stessi anni, moriva Villard, il committente del lavoro. Ed il regime nazista proclamava l’antisemitismo politica di stato, iniziando, non solo in Germania, una forte ondata di persecuzioni contro gli ebrei. L’artista russo decise, pertanto, di interrompere la realizzazione del corpus grafico de “La Bibbia”, che riprese solo nel 1952, per volere dell’editore Tériade. Quattro anni più tardi, nel 1956, l’intero ciclo veniva pubblicato, in tiratura limitata (295 esemplari autografati), dalla casa editrice Verve di Parigi.
La lettura veterotestamentaria chagalliana si concentra sulle figure dei Patriarchi e dei Profeti: Noè, Abramo, Giacobbe, Mosè, Davide, Salomone, Elia, Geremia ed Ezechiele diventano i carismatici e potenti condottieri dell’epopea del “popolo eletto”. Per contro, l’artista tralascia di raffigurare alcuni episodi biblici celebri e celebrati, come la Cacciata di Adamo ed Eva, la storia di Caino ed Abele ed il Cantico dei Cantici.
Recitano un ruolo di prima fila, nella raffigurazione, pure, gli animali: un popolo zoomorfo di cavalli, asini, mucche, cammelli, cani e gatti che è sì protagonista dei racconti biblici, ma anche, e soprattutto, dell’infanzia del Maestro russo, che, persino, nelle canute figure dei protagonisti del suo corpus grafico traduce lo struggente ricordo degli anziani che vedeva pregare, nella Sinagoga del suo paese.
La Bibbia incisa presenta, dunque, la caratteristica principe della produzione di Marc Chagall: la tendenza ad elevare a ideale, mito ed archetipo il mondo familiare dell’amata città natale Vitebsk, creando un’ambientazione suggestiva, dal sapore spiccatamente onirico.
Annamaria Sigalotti
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Gentilissimi,come ben saprete, nella mia città è stata allestita la mostra delle incisioni di Marc Chagall al complesso Santa Sofia;com'è mio uso,prima di avvicinarmi ad un evento di tale portata,ho condotto diverse ricerche su vari siti Internet.Proprio nella home page di exibart alla voce-Invia messaggio all'amico per lo scambio di opinioni-ho avuto la delusione per l'inefficienza del servizio.
Spero vogliate attivarlo al più presto.
Distinti saluti.
La mia e-mail è la seguente:luxonline@yahoo.it