La mostra, organizzata dall’Assessore per la Cultura di Arona, Luca Caramella, con la collaborazione di Carlo Occhipinti, direttore artistico del programma Arona Arte – Grandi Mostre per Arona, presenta 125 dipinti che ripercorrono l’intero iter artistico del maestro siciliano, abbracciando un periodo che va dal 1935 al 1980.
Il percorso espositivo non si attiene ad un ordine cronologico e si apre con la sezione intitolata “Tra segno e colore”, in cui sono esposte anche le opere che segnarono il passaggio dalla collaborazione come critico e polemista con Giuseppe Bottai,allora Ministro dell’Istruzione del regime fascista e direttore della rivista Primato, alla frequentazione di Manzù, Birolli, Fontana e Quasimodo a Milano; alla successiva partecipazione al “Gruppo dei Quattro” a Roma, fino alla definitiva iscrizione al partito comunista, testimoniato prima da Fucilazione in campagna, dedicato all’assassinio del poeta Federico Garcia Lorca, poi dalla raccolta intitolata Gott mit uns, del 1944, che rimanda alla capacità grafica dei disegni di Grosz e alla forza evocativa di opere come Guernica.
Quest’ultima viene raffigurata in La mano di Picasso, del 1973, dove Guttuso percorre, in una dimensione narrativa, i principali momenti creativi del grande pittore: dalla citazione alle Demoiselles d’Avignon a quella di Guernica , dal Periodo blu al Cubismo, reinterpretato in precedenza nella composizione delle sue nature morte, che, dall’incessante ricerca cromatica del ’58 e del ’59, vanno alle quasi monocromatiche (nero, matita e sanguigna) nature morte del ’60 e del ’61; approdando ad una sintesi più drastica dei piani e delle linee compositive (nelle essenziali verticali e orizzontali, poiché “la terza dimensione è illusiva”, Argan) e alla caratterizzazione del segno, fino ad arrivare alle tracce nere che definiscono gli intrecci della paglia in Damigiane e barattoli del 1962.
In tal modo l’azione del pittore sulla tela caratterizza la scelta espressionista di Guttuso, partendo dal realismo con cui si può “arrivare alla totale libertà che, come nella vita, consiste nella verità”, partecipando attivamente alla cultura di lotta ed esprimendo l’inquietudine del suo tempo, che culmina “in forme acuite da pennellate come lingue fiammeggianti “ (E. Crispolti), come le fiamme del fuoco della Strega Malinconica, dipinto tra il 1982 e il 1983.
Sentimento di malinconia sempre più sentito dagli inizi degli anni ’60, nel momento del crollo delle certezze ideologiche e degli accenti più drammatici, che ritroviamo nella citazione della Salomè con l’opera che mostra la testa di Che Guevara su un vassoio e nelle opere che narrano gli episodi della lotta studentesca del ’68, intrisi dei presagi di morte e violenza che dipinse in Notte e metafisica del 1940, i cui la notte di Capodanno viene vissuta come l’ultima, prima della guerra, affrontata nella famosa Crocifissione (1941-42).
Tra le opere esposte vi sono le citazioni e gli omaggi a grandi artisti del passato: dal classicismo di Raffaello in Citazione a Raffello (1983) e di David in Il ratto delle Sabine (1979) al realismo di Caravaggio in Citazione a Caravaggio (1980) e vi sono i ritratti, che vanno dallo splendido Ritratto di Manzù fino alla densa sinuosità delle pennellate, di origine vangoghiana, di Donna al telefono, del 1970.
L’allestimento della mostra, in uno spazio un po’ limitato rispetto alle dimensioni e alla quantità delle opere, in qualche caso pecca di disattenzione, in particolare nella mancata considerazione del riflesso della luce sui vetri che proteggono i dipinti, come in Bivacco di streghe del 1980.
Giusy Checola
Crocevia culturale, snodo tra Est e Ovest, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato. Alla vigilia dell’apertura, Magnus Renfrew, co-fondatore di…
La stagione d’opera del Teatro Regio di Parma si apre con l'Orfeo ed Euridice di Gluck, affidato alla regia di…
Nel pieno delle proteste in Iran, emergono notizie sulla morte di artisti coinvolti o colpiti dalla violenza statale, mentre continua…
160 gallerie provenienti da 24 Paesi, con diverse new entry, progetti speciali e nuove sezioni per la 30ma edizione di…
Quella di Kochi-Muziris è molto più di una Biennale: tra antichi palazzi coloniali e mercati di spezie, l’arte trova tempi…
Partito il programma di L’Aquila Capitale della Cultura 2026: tra i protagonisti, Marinella Senatore, Liu Bolin e Maurizio Cattelan nelle…
Visualizza commenti
Solo voi siete stati così attenti ad accorgervi di questa mostra così importante anche se collocata così in "periferia" nel circuito delle grandi esposizioni. COMPLIMENTI
Non ci sono notizie su questa mostra neanche sul sito ufficiale di Arona.Grazie e complimenti.