Categorie: altrecittà

fino al 04.XI.2012 | Gli Anni del Boom | Palazzo Mathis, Bra (CN)

di - 8 Ottobre 2012
Una mostra affronta lo spirito di un’epoca, ricostruendola attraverso una prospettiva creativa e immaginifica e focalizzando lo sguardo dello spettatore su specifici settori: l’industria, l’automobile, la macchina da scrivere, l’urbanistica. Le opere di maestri, appartenenti a diverse scuole e tendenze, intessono un singolare dialogo con le innovazioni grafiche, pubblicitarie, industriali. In questo modo, creatività e comunicazione di massa ritrovano la radice che, a partire dalla metà del Novecento, le ha indissolubilmente e problematicamente legate.

La New York immortalata da Ezio Gribaudo, negli omaggi a Hans Hofmann e Willem DeKooning, rappresenta la testimonianza di una cultura che rinasce, aprendosi al viaggio e alla condivisione. La pagina stampata e l’informazione dilagante rinnovano una poesia che diventa concreta, riconducendo nel proprio dettato tutti i cinque sensi e ricatturando, letteralmente, le parole in libertà del futurismo nella rete dei Logogrifi. Lucio Fontana trarrà ispirazione da questi viaggi reali e immaginari per rinnovare il proprio linguaggio e oltrepassare la dimensione fenomenica della tela.

Mario Merz, che scavalcherà in altro modo la rappresentazione pittorica per intrecciare arte, coscienza antropologica e occasione esistenziale, è presentato, eccezionalmente, accanto ai tre artisti piemontesi con cui approda a Milano, alla Galleria del Milione, nel 1957: Piero Ruggeri, Sergio Saroni e Giacomo Soffiantino. I loro soggetti rimandano all’universo organico e lasciano emergere un nuovo approccio all’Arte Informale e alle possibilità del linguaggio astratto. L’espressionismo è la stessa matrice che genera, in quegli anni, la pittura della crudeltà di Carol Rama e la mortifera danza delle stilizzate figure di Enrico Colombotto Rosso.

Le opere di Ugo Nespolo ricercano, al di là dell’assunto lirico o comunitario, una nuova sintesi linguistica, in cui l’opera d’arte possa liberamente amalgamarsi con la cultura popolare: pubblicità, divulgazione, mass media, gioco e irriverenza scanzonata.

L’olio su tela Porta Nuova di Michelangelo Pistoletto inizia a ricreare, embrionalmente, illusori effetti specchianti. Oggettivati e veicolati in un sistema di corrispondenze, gli specchi informeranno la produzione dell’artista fino a oggi, fornendo all’intero movimento dell’Arte Povera una solida base per i propri innovativi ideali di esperienza estetica partecipativa.

Ivan Fassio

Gli Anni del Boom

Dalla Ricostruzione alla Contestazione

Arte in Piemonte dal 1946 al 1968

Palazzo Mathis, Bra (CN)

Mostra e catalogo a cura di Gianfranco Schialvino

Piazza Caduti per la Liberta’, 20 – (12042) Bra (CN)
Orari: dal lunedì al venerdì 16,30-19, sabato e festivi dalle 10-12,30 e 16-20

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