Serpentine Pavilion 2026 a serpentine, designed by Isabel Abascal and Alessandro Arienzo, LANZA atelier. Exterior view, c. LANZA atelier, Photo Iwan Baan, Courtesy Serpentine
Dal 6 giugno 2026, sarà visitabile al pubblico il Serpentine Pavilion 2026 firmato da LANZA atelier, studio d’architettura con sede a Città del Messico, fondato da Isabel Abascal e Alessandro Arienzo, selezionato per realizzare il 25mo capitolo di questa storia. Tra le commissioni più osservate dell’architettura contemporanea, anche per la visibilità garantita dai Kensington Gardens di Londra, il Serpentine Pavilion nel tempo si è trasformato in una piattaforma capace di intercettare il dibattito internazionale nel settore della progettazione, spesso anticipand consacrazioni e nuove traiettorie.
Intitolato A Serpentine, il nuovo padiglione si presenta come una lunga struttura sinuosa in laterizio rosso che attraversa il prato di fronte alla Serpentine South, reinterpretando le cosiddette crinkle-crankle walls, i caratteristici muri ondulati diffusi nei giardini inglesi. Costruite con un solo mattone di spessore, queste pareti sfruttano l’andamento curvilineo per ottenere stabilità strutturale utilizzando una quantità ridotta di materiale. È proprio questa logica costruttiva, fondata sull’economia dei mezzi e sull’intelligenza della forma, ad aver affascinato i progettisti.
Per la prima volta nella storia del Serpentine Pavilion, il mattone diventa il materiale principale dell’intera struttura. «Non c’era mai stato un Serpentine Pavilion costruito in mattoni», ha spiegato Alessandro Arienzo durante la presentazione alla stampa. «Volevamo realizzare qualcosa di diverso e ci siamo appassionati all’idea del muro serpentino, che riflette anche la filosofia del nostro studio: costruire di più utilizzando meno». Il muro «Rivela e trattiene», delimitando lo spazio senza mai chiuderlo completamente.
Il padiglione è organizzato attorno a due spazi complementari. Da un lato un ambiente coperto, delimitato dalle pareti sinuose e protetto da una leggera copertura trasparente sostenuta da sottili colonne in laterizio rinforzate da elementi metallici; dall’altro un’area aperta definita da una panca continua che segue l’andamento delle murature. L’interno è pensato come uno spazio flessibile, destinato a incontri, performance, conferenze e attività pubbliche, senza funzioni rigidamente predeterminate. Sedute e sgabelli in legno progettati dagli stessi architetti possono essere spostati liberamente dai visitatori, incoraggiando forme spontanee di appropriazione dello spazio.
La struttura è stata realizzata senza l’utilizzo di malta, attraverso un sistema di piastre in acciaio che consentirà lo smontaggio e il riutilizzo dei materiali al termine della stagione. Una scelta coerente con la ricerca di LANZA atelier, che da anni lavora sul rapporto tra costruzione, risorse e processi collettivi. Fondato nel 2015, lo studio messicano ha costruito la propria identità attorno a un’architettura attenta alle pratiche quotidiane, all’artigianato e alle forme informali di occupazione dello spazio.
L’ispirazione del progetto nasce anche da una riflessione sul significato stesso del termine “serpentine”. Oltre a richiamare il nome della galleria e il vicino lago dei Kensington Gardens, il titolo evoca il movimento sinuoso del serpente e la capacità dell’architettura di guidare il corpo attraverso soglie, pause e cambiamenti di prospettiva.
Nato nel 2000 con il padiglione progettato da Zaha Hadid, il programma del Serpentine Pavilion è diventato negli anni uno dei più importanti osservatori dell’architettura contemporanea. La regola non scritta che guida la selezione prevede spesso l’invito ad architetti che non hanno ancora costruito nel Regno Unito, offrendo loro una prima occasione di confronto con il pubblico londinese. Negli anni hanno lavorato alla commissione personalità quali Álvaro Siza, Herzog & de Meuron con Ai Weiwei, Frida Escobedo, Theaster Gates e Lina Ghotmeh.
L’edizione 2026 assume inoltre un valore particolare perché coincide con il venticinquesimo anniversario del programma. Per l’occasione le Serpentine hanno avviato una collaborazione speciale con la Zaha Hadid Foundation, che accompagnerà il programma pubblico estivo con incontri e approfondimenti dedicati alla figura dell’architetta anglo-irachena. Il padiglione resterà aperto fino al 25 ottobre 2026 e ospiterà, come da tradizione, conferenze, performance, attività educative e una serie di eventi interdisciplinari.
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