Categorie: Attualità

Leoni dei Visitatori, è polemica: gli artisti contestano la Biennale in una lettera

di - 3 Giugno 2026

La pace tra Pietrangelo Buttafuoco e Alessandro Giuli, suggellata pubblicamente nei giorni scorsi, dopo lunghe settimane di tensioni tra la Biennale di Venezia e il Ministero della Cultura, sembrava aver chiuso uno dei fronti che hanno accompagnato l’apertura della 61ma Esposizione Internazionale d’Arte. Ma mentre si attenua il conflitto interno e istituzionale, se ne riapre un altro. Oggi, 3 giugno, un nutrito gruppo di artisti e curatori partecipanti alla mostra internazionale In Minor Keys e a numerosi Padiglioni nazionali ha denunciato la mancata risposta della Fondazione La Biennale a una lettera inviata il 20 maggio, nella quale si chiedeva di essere esclusi dai cosiddetti “Leoni dei Visitatori”, i nuovi premi assegnati dal pubblico.

Come si è arrivati ai Leoni dei Visitatori

Già nei mesi precedenti l’inaugurazione, infatti, la Biennale è stata al centro di proteste, prese di posizione e richieste di esclusione. Associazioni, artisti e attivisti contestavano la presenza del Padiglione Israele, in riferimento ai mandati di arresto emessi nei confronti di Benjamin Netanyahu nel 2024, per i crimini di guerra perpetrati dall’esercito israeliano a Gaza. Oggetto di critiche da parte di esponenti del mondo culturale ucraino e internazionale anche il ritorno del Padiglione Russia, dopo diverse edizioni di assenza.

Il Padiglione Spagna chiuso durante lo sciopero dell’8 maggio 2026

In questo contesto si è aperta anche una seconda frattura, relativa al sistema dei premi ufficiali della Biennale. Il 22 aprile erano stati annunciati i membri della giuria internazionale selezionata dalla curatrice Koyo Kouoh. Secondo quanto ricostruito dagli artisti firmatari della lettera, il giorno successivo, la giuria – presieduta da Solange Farkas e composta da Zoe Butt, Elvira Dyangani Ose, Marta Kuzma e Giovanna Zapperi – avrebbe deciso di escludere dalla valutazione i Padiglioni coinvolti in questioni oggetto di indagini della Corte Penale Internazionale.

Una decisione che avrebbe generato conseguenze legali e personali tali da spingere la giuria a dimettersi il 30 aprile. Nella ricostruzione proposta dagli artisti, la Biennale avrebbe preso atto delle dimissioni senza offrire sostegno pubblico o privato ai giurati. Nello stesso giorno l’istituzione veneziana annunciava però la creazione dei “Leoni dei Visitatori”, un nuovo sistema di riconoscimenti affidato direttamente al giudizio dei visitatori. È proprio questo passaggio ad aver provocato la protesta.

Il 9 maggio, primo giorno di apertura al pubblico, 52 artisti della mostra internazionale In Minor Keys e 16 artisti dei Padiglioni nazionali avevano comunicato formalmente il proprio rifiuto di partecipare ai premi del pubblico, dichiarando di voler agire in solidarietà con la giuria dimissionaria e in difesa dell’indipendenza del processo di valutazione originariamente previsto.

Il Padiglione Belgio chiuso durante lo sciopero dell’8 maggio 2026

«I Leoni dei Visitatori sono una contraddizione»: la ricostruzione dei firmatari della lettera

Secondo i firmatari, i Leoni dei Visitatori rappresenterebbero infatti una risposta impropria alla crisi generata dalle dimissioni della giuria. Nella lettera del 20 maggio si legge che gli artisti non contestano il principio di un premio assegnato dai visitatori, ma considerano la sua introduzione in questa fase «Una deviazione rispetto alle dimissioni della giuria» e «Una contraddizione diretta rispetto al processo che tutti avevamo accettato quando siamo stati invitati a esporre».

La protesta si è intensificata quando, il 14 maggio, i visitatori che avevano acquistato il biglietto per Giardini e Arsenale hanno ricevuto le schede di voto. Tra le opzioni comparivano ancora i nomi degli artisti che avevano già comunicato pubblicamente la propria volontà di essere esclusi.

La stessa Biennale, pochi giorni fa, il 29 maggio, ha comunicato sul proprio sito le modalità di voto per i visitatori. Possono dunque votare i titolari di biglietto che hanno visitato entrambe le sedi di mostra – Giardini e Arsenale -, con visita comprovata dal tracciamento effettuato dal sistema di biglietteria. All’esito della verifica dell’utilizzo del biglietto per entrambe le sedi, la Biennale invierà via email il link per l’espressione del voto. Il sistema di voto garantisce l’anonimato. Il titolare del biglietto potrà esprimere un solo voto per ciascuno dei due premi, in un’unica sessione.

Il voto è aperto per tutta la durata della manifestazione dal 9 maggio al 22 novembre 2026 e i risultati saranno proclamati a conclusione. «Per il Leone destinato a un artista partecipante, i collettivi di artisti verranno identificati come singoli partecipanti, come da lista ufficiale della mostra In Minor Keys. Al Leone dei Visitatori per una Partecipazione Nazionale concorrono tutte le Partecipazioni Nazionali presenti alla 61ma Esposizione, come da lista ufficiale», spiegano dalla Biennale.

Dunque, i Leoni vanno avanti come programmato e nella comunicazione diffusa dagli artisti il 3 giugno, i firmatari affermano di non aver ricevuto alcuna risposta né conferma di ricezione da parte della Biennale. Una situazione che definiscono «Altamente irrispettosa» non soltanto nei confronti degli artisti coinvolti ma anche del pubblico, invitato a esprimere preferenze che, secondo le richieste avanzate, non dovrebbero essere conteggiate. Per questo motivo il gruppo annuncia ora l’avvio di ulteriori iniziative e la valutazione di possibili azioni legali.

Nel testo inviato alla Fondazione, gli artisti chiedono la rimozione immediata dei propri nomi da qualsiasi contesto collegato ai Premi, comprese schede di voto, piattaforme digitali, materiali promozionali e comunicazioni ufficiali. Chiedono inoltre l’annullamento di eventuali voti già espressi a loro favore e una conferma scritta dell’avvenuta modifica.

I firmatari della lettera

Firmatari della lettera, al 3 giugno 2026: Pio Abad, Fabric Aragno, arms ache avid aeon, Sammy Baloji, Éric Baudelaire, Sabian Baumann, Nancy Brooks Brody Estate, BuBu de la madeleine, Carolina Caycedo, Annalee Davis, Bonnie Devine, Nolan Oswald Dennis, rana elnemr, Joy Episalla, Rachel Fallon, Sofía Gallisá Muriente, Joana Hadjithomas, Khalil Joreige, Sohrab Hura, Mohammed Joha, fierce pussy, Alfredo Jaar, Michael Joo, Nina Katchadourian, Guadalupe Maravilla, Natalia Lassalle Morillo, Florence Lazar, Zoe Leonard, Alice Maher, lugar a dudas (Ericka Florez, Sahara Rosero, Marcela Muñoz, María del Mar Nuñez, Sally Mizrachi), Avi Mograbi, Avital Barak, Tuan Andrew Nguyen, Otobong Nkanga, Hagar Ophir, Uriel Orlow, Thania Petersen, Alan Phelan, Walid Raad, Mohammed Z. Rahman, Tabita Rezaire, Guadalupe Rosales, Yo-E Ryou, Rose Salane, Carrie Schneider, Hala Schoukair, Berni Searle, Yoshiko Shimada, Himali Singh Soin, David Soin Tappeser, Cauleen Smith, Vera Tamari, Jo-ey Tang, Carrie Yamaoka, Raed Yassin, Laurie Anderson, Leonard Pongo, Theo Eshetu, Alexa Kumiko Hatanaka, Philip Aguirre, María Magdalena Campos-Pons, Kamaal Malak, Denniston Hill, Kemang Wa Lehulere, Buhlebezwe Siwani, Eustáquio Neves, Miet Warlop, Caroline Dumalin, Aline Bouvy, Stilbé Schroeder, Yto Barrada, Nonument Group (Neja Tomšič, Martin Bricelj Baraga, Nika Grabar, Miloš Kosec), Nataša Petrešin-Bachelez, MAREUNROL’S, Bruno Birmanis, Egle Budvytyte, Louise O’Kelly, Gianmaria Andreetta, Luca Beeler, Miriam Laura Leonardi, Lithic Alliance, Yul Tomatala, Nina Wakeford, Oriol Vilanova, Carles Guerra, Dries Verhoeven, Rieke Vos, Bogna Burska, Daniel Kotowski, Ewa Chomicka, Jolanta Woszczenko, Alexandre Estrela, Ana Baliza, Tawna Collective (Sani Montahuano, Mukutsawa Montahuano, Lucia Ferre, Enoc Merino, Boloh Miranda, Tatiana Lopez), Isabel Nolan, Georgina Jackson, Cian O’Brien, Brilant Milazimi, Juha Huuskonen, Jenna Sutela, Jakub Jansa, Selmeci Kocka Jusko, Peter Sit, Marina Xenofontos, Genti Korini, Farah Al Qasimi, Nilbar Güreş, Başak Doğa Temür, Susan Mains, Ásta Fanney Sigurðardóttir, Cecilie Gaihede, Pavel Brăila, Adelina Luft, Merike Estna, Natalia Sielewicz, Zhanna Kadyrova, Ksenia Malykh, Leonid Marushchak, Katia Khimei, Ivanna Kozachenko, Dubravka Lošić, Branko Franceschi, Ministero della Cultura e dei Media della Croazia, Chiara Camoni e studio team, Florentina Holzinger, Mark Francis, Benjamin Orlow, Klara Kristalova, Tori Wrånes, Anna Mustonen, Maja Malou Lyse, DIS, Chus Martínez, Commons Accounts, Lubaina Himid, Norton Maza, Martina Yordanova, Veneta Androva, Gery Georgieva, Maria Nalbantova, Rayna Teneva, Jon Cuyson, Mara Gladstone, Anca Benera, Arnold Estefán, Corina Oprea, Diana Marincu, RojoNegro, Noé Martínez, María Sosa, Raphael Vella, Charlie Cauchi, Adrian Abela, Margerita Pulè, Fiona Pardington e team.

Tra i firmatari provenienti dai Padiglioni nazionali figurano inoltre, al 3 giugno 2026: Miet Warlop, Caroline Dumalin (Belgio); Aline Bouvy, Stilbé Schroeder (Lussemburgo); Yto Barrada (Francia); Nonument Group – Neja Tomšič, Martin Bricelj Baraga, Nika Grabar, Miloš Kosec – e la curatrice Nataša Petrešin-Bachelez (Slovenia); MAREUNROL’S e Bruno Birmanis (Lettonia); Egle Budvytyte e Louise O’Kelly (Lituania); Gianmaria Andreetta, Luca Beeler, Miriam Laura Leonardi, Lithic Alliance, Yul Tomatala e Nina Wakeford (Svizzera); Oriol Vilanova e Carles Guerra (Spagna); Dries Verhoeven e Rieke Vos (Paesi Bassi); Bogna Burska, Daniel Kotowski, Ewa Chomicka e Jolanta Woszczenko (Polonia); Alexandre Estrela e Ana Baliza (Portogallo); Tawna Collective – Sani Montahuano, Mukutsawa Montahuano, Lucia Ferre, Enoc Merino, Boloh Miranda e Tatiana Lopez – (Ecuador); Isabel Nolan, Georgina Jackson e Cian O’Brien (Irlanda); Brilant Milazimi (Kosovo); Juha Huuskonen e Jenna Sutela (Finlandia); Jakub Jansa, Selmeci Kocka Jusko e Peter Sit (Padiglione Ceco e Slovacco); Marina Xenofontos (Cipro); Genti Korini (Albania); Farah Al Qasimi (Emirati Arabi Uniti); Nilbar Güreş e Başak Doğa Temür (Turchia); Susan Mains (Grenada); Ásta Fanney Sigurðardóttir e Cecilie Gaihede (Islanda); Pavel Brăila e Adelina Luft (Moldavia); Merike Estna e Natalia Sielewicz (Estonia); Zhanna Kadyrova, Ksenia Malykh, Leonid Marushchak, Katia Khimei e Ivanna Kozachenko (Ucraina); Dubravka Lošić, Branko Franceschi e il Ministero della Cultura e dei Media della Croazia (Croazia); Chiara Camoni e studio team (Italia); Florentina Holzinger (Austria); Mark Francis (San Marino); Benjamin Orlow, Klara Kristalova, Tori Wrånes e Anna Mustonen (Paesi Nordici); Maja Malou Lyse, DIS, Chus Martínez e Commons Accounts (Danimarca); Lubaina Himid (Gran Bretagna); Norton Maza (Cile); Martina Yordanova, Veneta Androva, Gery Georgieva, Maria Nalbantova e Rayna Teneva (Bulgaria); Jon Cuyson e Mara Gladstone (Filippine); Anca Benera, Arnold Estefán, Corina Oprea e Diana Marincu (Romania); RojoNegro, Noé Martínez e María Sosa (Messico); Raphael Vella, Charlie Cauchi, Adrian Abela e Margerita Pulè (Malta); Fiona Pardington e team (Aotearoa Nuova Zelanda).

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