In fondo, le edicole – quelle che rimangono – sono sempre quelle di una volta. Luoghi di passaggio e di sosta, punti di incontro dove lo scambio non avviene solo tra beni e servizi, moneta e informazione stampata. Attorno ai giornali, alle riviste e ai fumetti si costruiscono relazioni, conversazioni, appartenenze. Si mostra qualcosa di sé attraverso ciò che si sceglie di leggere: una forma discreta di esibizionismo culturale affidata alle pagine tenute sotto il braccio o sfogliate davanti a una vetrina. È anche da questa intuizione che, dieci anni fa, è nato a Perugia il progetto di Edicola 518. E oggi, nel momento in cui festeggia il suo primo decennio di attività, quella riflessione si rinnova con un’ennesima trasformazione del chiosco di via Sant’Ercolano.
A dieci anni dalla sua inaugurazione, Edicola 518 riapre infatti il proprio storico spazio come «Oasi urbana per l’esibizionismo culturale», ridefinendo ancora una volta il ruolo dell’edicola nello spazio pubblico. La vendita di giornali, libri e riviste continuerà attraverso la libreria Paradiso 518, mentre il chiosco si trasforma in un luogo dedicato alla lettura, al riposo, all’incontro e all’iniziativa culturale aperta alla cittadinanza.
«Ribaltiamo in positivo il concetto di esibizionismo», spiega il fondatore Antonio Brizioli: «Riteniamo che in questi tempi di difficoltà culturale la lettura non possa essere più solo un privato esercizio intellettuale ma debba essere un gesto da ostentare su pubblica piazza, per propagare l’abitudine e innescare reazioni a catena positive».
Nato l’1 giugno 2016 dalla riattivazione di un vecchio chiosco di giornali nel centro storico di Perugia, Edicola 518 è stato tra i primi esempi italiani di riconversione di un’edicola senza rinunciare alle sue funzioni originarie. Piuttosto che trasformare il chiosco in un’attività completamente diversa, il progetto ha scelto di aggiornare la sua vocazione storica: presidio sociale di quartiere e diffusione della cultura attraverso la carta stampata.
Fondata da scrittori, artisti e studenti legati a Emergenze Publishing, l’edicola è diventata rapidamente un punto di riferimento per magazine indipendenti, libri d’artista e pubblicazioni difficilmente reperibili nei circuiti tradizionali. In dieci anni ha organizzato oltre 200 eventi culturali nello spazio pubblico, partecipato a festival, conferenze e incontri in tutta Europa ed è stata raccontata da testate come Monocle e Financial Times. Oggi il progetto è cresciuto fino a diventare una cooperativa con sei dipendenti e tre sedi nel centro storico di Perugia: l’edicola originaria, la libreria Paradiso 518 e l’enoteca di quartiere Quasi 518.
La nuova configurazione del chiosco nasce dal progetto partecipativo L’Edicola che vorrei, sostenuto dal Laboratorio di Creatività Contemporanea della DGCC – Direzione Generale Creatività Contemporanea del MIC – Ministero della Cultura, con il contributo di Seed Festival e Umbra Acque. Attraverso mesi di laboratori, installazioni partecipate, una radio autogestita e attività di ascolto diffuse sul territorio, il gruppo di lavoro coordinato dall’architetta Francesca Gotti e dal fotografo Giovanni Galanello ha raccolto desideri e suggerimenti dei cittadini, individuando alcune funzioni centrali per il futuro dell’edicola: riposo, lettura, accesso all’acqua potabile e possibilità di organizzare incontri spontanei nello spazio pubblico.
Da queste indicazioni è nato il progetto del designer Giuseppe Arezzi, che ha immaginato il chiosco come una sorta di infrastruttura minima per la socialità urbana. Una gradinata lignea circonda una fontana centrale, mentre moduli mobili in legno possono essere utilizzati sia come sedute che come leggii.
«Osservando la posizione delle scalette di Sant’Ercolano, ho voluto preservare il rito della quotidianità che storicamente appartiene all’edicola», racconta Arezzi. «Se un tempo ci si fermava per acquistare informazioni, oggi ci si ferma per elaborarle attraverso il riposo e la lettura». Al centro del progetto compare l’acqua, bene primario che viene accostato simbolicamente all’informazione di qualità: «Inserirla in questo contesto significa restituire un valore sociale e un servizio concreto alla comunità e ai passanti».
La trasformazione coinvolge anche l’aspetto visivo del chiosco. Le tre saracinesche ospitano infatti un intervento del muralista Nic Alessandrini, che ha scelto di confrontarsi con uno dei miti fondativi della città. Al centro della composizione compare la testa di Sant’Ercolano, il vescovo che secondo la tradizione fu decapitato durante l’assedio ostrogoto di Perugia nel VI secolo e il cui corpo sarebbe stato ritrovato proprio nei pressi delle scalette dove oggi sorge l’edicola. Per Alessandrini quella figura diventa metafora del sapere e della memoria collettiva. «La sua testa diviene simbolicamente uno scrigno di sapere», spiega l’artista.
Se per decenni le edicole sono state il luogo fisico attraverso cui le informazioni raggiungevano la città, oggi il progetto perugino prova a immaginarle come dispositivi culturali più ampi: spazi in cui leggere, incontrarsi, sostare e rendere visibile, anche pubblicamente, il desiderio di partecipare alla vita culturale di una comunità.
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