Categorie: altrecittà

Fino al 10.III.2019 | Phoebe Unwin, Field | Collezione Maramotti, Reggio Emilia

di - 18 Ottobre 2018
I nuovi dipinti ad olio, realizzati appositamente per la Pattern Room della Collezione Maramotti,
e i carboncini su carta della pittrice inglese Phoebe Unwin (1979) hanno una forte componente cinematografica. L’idea di campo, la qualità del movimento e la messa a fuoco dell’immagine, la relazione tra colore e monocromo, tra frammento e intero, tra prossimità e distanza; il taglio e le visioni orizzontali e verticali e la possibilità per l’immagine di estendersi oltre i limiti della tela.
“Field”, titolo emblematico della mostra, richiama il campo della visione, modellato da memoria e osservazione e, soprattutto, la profondità di campo. C’è una linea tanto magica quanto sottile che demarca i confini tra sfocato e l’immagine morbidamente a fuoco in primo piano, in un dipinto come Approach (2017), particella di un discorso in cui i colori solidi come blocchi da costruzione lavorano insieme alle forme, alla verticalità del quadro e alle sue dimensioni per creare un campo atmosferico.
“Voglio che il dipinto salti fuori”, rivela Phoebe Unwin ed è proprio ciò che accade nella relazione intima che si instaura tra l’osservatore e i ritratti di panorami presenti in “Field”. I colori vivaci e brillanti (in prevalenza giallo, rosa e verde) con le loro qualità fisiche (stratificazione e Impasto) che condensano oggetti e pensieri, persone e luoghi pulsano, si accendono ed esplodono.
Oltre a manipolare il fuoco dell’immagine per dirottare l’attenzione in una specifica porzione della cornice che viene attivata, l’artista utilizza questo espediente per rivelare la dinamica intrinseca al dipinto. Il movimento ha un carattere lento, fitto, ma irruente. In un tempo sospeso come nello spazio, mentre vicino e lontano coesistono, le figure umane si trasformano in “sculture di sentimenti” e si impastano con i luoghi rendendosi talvolta indistinguibili.
Phoebe Unwin, Field, vista della mostra
Prosegue così un’indagine iniziata nel 2018 con la mostra Pregnant Landscapes alla galleria Amanda Wilkinson di Londra e rivolta al paesaggio con un senso del corporeo, fertile perché contiene una tensione ed eloquente perché assorbe in sé il cambiamento.
Phoebe Unwin definisce la sua pratica come un movimento di “Astrazione al contrario” in cui l’astrazione viene utilizzata come innesco per la figurazione. Non si tratta di una tensione agli antipodi, piuttosto di una transizione rapida e omogenea di luce e colore che stupisce, seduce e connette. “La visione prende la qualità del cinema con la suggestione della narrazione, del movimento e dell’attenzione agli strani dettagli”, dice l’artista. I carboncini su carta in mostra ricordano i bozzetti del cinema e ricalcano la struttura del montaggio e, nonostante vengano trattati più come disegni preparatori, costituiscono un nucleo rigoglioso a sé stante a testimonianza della maestria con cui Phoebe Unwin spazia da una scala di grigi a colori più esuberanti e immaginifici.
“Field” riguarda il ricordo struggente delle emozioni, del sentimento che permea il contorno distante di una figura fuori fuoco, che si dissolve e delinea come una nube nel tempo presente, ma è anche memoria di un futuro appena accennato, misterioso e ricco di nuove possibilità.
Petra Chiodi
mostra visitata il 13 ottobre 2018

Dal 14 ottobre 2018 al 10 marzo 2019
Phoebe Unwin, Field
Collezione Maramotti, Reggio Emilia
via Fratelli Cervi 66
orari: giovedì e venerdì 14.30 – 18.30; sabato e domenica 10.30 – 18.30
info: collezionemaramotti.org

Articoli recenti

  • Mostre

Le soulimages di Marta Fàbregas, opere che ricompongono l’identità femminile

Alla Saraceno Art Gallery di Roma, Marta Fàbregas presenta una mostra che indaga il tema dell'identità femminile, partendo dalla stratificazione…

23 Marzo 2026 10:30
  • Bandi e concorsi

L’Accademia Carrara cerca un responsabile dei servizi educativi: il bando

A Bergamo l’Accademia Carrara ha aperto un bando per individuare il Responsabile per i Servizi Educativi: per candidarsi c'è tempo…

23 Marzo 2026 9:23
  • Mostre

…dove tu stai, anche io sarò: Giuseppe Pietroniro in mostra a Bologna

Fino all'1 aprile LABS Contemporary Art ospita "…dove tu stai, anche io sarò", la prima personale di Giuseppe Pietroniro presso…

23 Marzo 2026 0:02
  • Mostre

Un futurista nella classicità: le opere di Depero al Museo Bagatti Valsecchi di Milano

Fino al 2 agosto 2026, Milano accoglie un progetto espositivo assai particolare: opere della tarda produzione di Fortunato Depero esposte…

22 Marzo 2026 18:05
  • Arte contemporanea

Da ArtNoble Gallery l’uranio impoverito diventa opera: la mostra di Fabio Marullo

A Milano, Fabio Marullo in mostra da ArtNoble Gallery. Dipinti, installazioni e persino un canarino esplorano il rapporto tra uomo…

22 Marzo 2026 17:30
  • Mercato

A Milano c’è un’asta interamente dedicata all’arte della chiave

Chiavi, lucchetti, serrature, forzieri e scrigni attraverso i secoli, dal Medioevo all’Ottocento. Da Cambi Casa d’Aste, la Collezione Leopoldo Conforti…

22 Marzo 2026 14:31