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Fino al 10.XI.2013 | Piero Cattaneo, La costruzione della forma | Bergamo, sedi varie

di - 7 Novembre 2013
La ricerca artistica di Piero Cattaneo, ricca di originalità e di ascendenze informali, ha segnato profondamente il panorama delle arti visive del secolo scorso. A distanza di dieci anni dalla scomparsa dell’artista, la città di Bergamo celebra l’opera del Maestro attraverso un grande evento espositivo che coinvolge le sedi più prestigiose della città alta e della città bassa a cominciare dall’Accademia Carrara di Belle Arti dove una sezione viene dedicata all’apprendistato accademico del giovane Cattaneo.

Allievo di Achille Funi, artista che pur avendo aderito alla corrente futurista formò un linguaggio personale di scomposizione delle forme e dei volumi, Cattaneo riprende gli insegnamenti funiani, ma li trasforma e rende la sua opera pulsione espressiva e tensione visiva. Lo si può notare osservando i lavori esposti alla GAMeC, che ripercorrono i primi anni Cinquanta, quando il suo lavoro era ancora figurativo (Autoritratto; Ballerina; Il tavolo rosso), e gli anni Settanta caratterizzati da una ricerca informale attenta alle circostanze della luce e dei colori (Segnificato bianco e nero; Segnificato blu e rosso; Frontale spaccato; Infrazione su parallelepipedo).
Riguardo ai quadri esposti qui Claudio Cerritelli, curatore della mostra assieme a Marcella Cattaneo, definisce i cosiddetti “Segnificati” «opere parallele alle sculture, composizioni bidimensionali giocate prevalentemente sul contrasto bi-cromatico e sulla conseguente ambiguità tra pieni e vuoti frastagliati, con un senso di raffinata esecuzione in sintonia con le morfologie segniche delle grandi sculture».
La Fondazione Bernareggi, altra sede espositiva, riflette invece sul rapporto dell’artista con la tematica sacra ed accoglie il visitatore con una grande scultura che raffigura un Vescovo stilita per poi presentare lavori plastici raffiguranti animali (Toro ferito) che testimoniano – come scrive in un pannello Don Giuliani Zanchi –  «la sua meditazione giovanile di un alfabeto arcaico della vita, fatto di animali e di veneri, di una specie di Lauscaux che prende vita nel legno di uno scultore del Novecento». Più astratte sono le opere esposte nella seconda sala che colpiscono per il coordinamento geometrico delle immagini e per il dinamismo stilistico (Predella dell’Annunciazione; Paliotto dell’Annunciazione).
Un altro luogo simbolo della città di Bergamo che ospita i lavori di Cattaneo è l’ottocentesco Palazzo della Provincia valorizzato da grandi sculture in bronzo e acciaio inox inserite tra le colonne di granito bianco nel porticato del cortile interno. Ingranaggi, elementi decorativi floreali e geometrici scolpiscono la materia bronzea e mostrano la forte personalità dell’artista e una sorta di umore segreto fatto di liricità tenera ed inquieta allo stesso tempo. Ogni scultura viene poi magicamente decorata dalle immagini delle colonne e del porticato che si riflettono, con un gioco di luci e colori, negli specchi che incorniciano le opere stesse (The house of the sun; Doppio pilastro; Una memoria storica). Di grande impatto visivo sono le prime realizzazioni in bronzo di Piero Cattaneo, ottenute con un complesso processo della fusione a cera persa e collocate anch’esse nello spazio aperto dell’antico palazzo medievale della Ragione.
La qualità eccelsa delle sculture viene valorizzata dalla cornice suggestiva della piazza tuttavia, essendo avvolte da plexiglass, che svolge una funzione protettiva, non risaltano come dovrebbero e non coinvolgono totalmente il fruitore che, attirato dalla simbologia delle micro decorazioni che sembrano ingranaggi, non riesce a mettere bene a fuoco il minuzioso lavoro di cesellatura realizzato dall’artista.
Silvia Bonomini
Mostra visitata il 20 ottobre
Dal 5 ottobre  al 10 novembre 2013
Piero Cattaneo. La costruzione della forma. Itinerari di ricerca tra disegno, pittura e scultura.
GAMeC, Palazzo della Ragione, Palazzo della Provincia, Fondazione Adriano Bernareggi, Accademia Carrara di Belle Arti, Bergamo

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