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fino al 10.XII.2011 | Kit Craig | Roma, Galleria Maria Grazia Del Prete

di - 9 Novembre 2011
Giungono a Roma le opere del giovane artista inglese Kit Craig (Oxford, 1980) realizzate appositamente per la location. Colpisce fin da subito il titolo della mostra: Nine Men’s Morris che si riferisce al tradizionale gioco del filetto, forse da tutti meglio conosciuto come “tris”. Un gioco, questo, in cui vince solo chi sa prevedere le mosse dell’avversario e sa trovare, ogni volta, strategie diverse, per risultare imprevedibile. Craig, lavora esattamente con questa stessa logica. Le sue opere sono fatte di pura razionalità, fornendo all’osservatore infinite soluzioni di rette che si sfiorano, a volte si intersecano, si evitano, per poi perdersi nei limiti del foglio o fermarsi improvvisamente.
Questa continua esplorazione del mondo ragionevolmente conscio dell’uomo, fa sì che l’artista si concentri sul linguaggio dei segni e sulla loro valenza, attraverso superfici chiare e acromatiche per i disegni; materiali poveri come legno, gesso e bronzo per le istallazioni.

Ma se in queste ultime le linee del pensiero sono solo immaginarie, perché lasciano spazio al vuoto e al silenzio che riempie le forme solide disposte quasi sempre ad accennare un moto concentrico,
nei suoi disegni tutto diventa piĂą esplicito.
Viene riproposta dall’artista una superficie in cui tutto sembra essersi già compiuto, le linee sono poste secondo le mosse previste dallo stesso, il chiaroscuro accentua una bidimensionalità che si presenta già imponente.
L’elemento importante, che agisce da catalizzatore e centro nevralgico delle opere è la presenza, piccola ma solida e rigorosa, delle mandorle e delle noci scolpite in bronzo, che si pongono all’interno di queste composizioni e nelle istallazioni.
Questi elementi, disposti lungo le traiettorie previste dall’artista, sembrano svolgere la funzione di pedine inusuali, immobili nel tempo, che aspettano di essere mosse.
Direzionano lo sguardo e rompono, con le loro forme curve, la griglia esile ma presente, formata dal tratto dell’artista.

Il linguaggio di Craig è dato unicamente da questi segni, linee rette più esili o più imponenti, qualche accenno di linee curve e l’assenza totale di lettere o parole che permettano all’osservatore di avere un aiuto nell’interpretazione dell’opera.
Non c’è firma, non c’è data, predomina l’anonimato, il silenzio e l’immobilità del tempo, che sembrano far scomparire anche lo stesso artista, permettendo di vedere l’opera come se non avesse avuto un origine.
Il silenzio e la concentrazione, sono le uniche armi per leggere nella mente dell’artista e per seguirlo in questo suo viaggio verso il processo creativo.

claudia fiasca
mostra visitata il 29 ottobre 2011

dal 27 Ottobre al 10 Dicembre
Kit Craig – Nine Men’s Morris
a cura di Silvia Colaiacomo, in collaborazione con Pericle Guaglianone
Galleria Maria Grazia Del Prete
Via di Monserrato 21 – 00186 Roma
Orari: dal Martedì al Sabato
11.00 – 15.00
16.00 – 20.00
Ingresso libero

[exibart]

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