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Fino al 10.XII.2017 | Pubblicità! | Fondazione Magnani Rocca, Mamiano Di Traversetolo

di - 7 Dicembre 2017
La nuova mostra ospitata dalla Fondazione Magnani Rocca si pone l’obiettivo di far scoprire o gustare di nuovo le origini e gli sviluppi dell’arte pubblicitaria. “Pubblicità!” è il titolo dell’esibizione che viene letto mentalmente con quel tono di voce squillante da presentatore televisivo, che oltre a far godere della bellezza di oltre 200 manifesti pubblicitari mette sotto la giusta luce anche l’arte dell’illustrazione.
I curatori, Stefano Roffi e Dario Cimorelli, hanno scelto quei manifesti del primo Novecento che si trasformano nelle luminose sale della Fondazione in nostalgici rimandi a ricordi o epoche mai vissute, Amarcord l’uno di fila all’altro che sfilano sotto gli occhi del visitatore, che ode in sottofondo caroselli musicali.
La pasta Barilla, il liquore Strega, ma anche le località di villeggiatura più note come Capri brillano piene di colore sulle strade idealmente ricostruite dall’allestimento semplice e pulito della mostra, un vero e proprio elogio al Bel Paese, al cibo, al paesaggio ma soprattutto all’arte della comunicazione, dove è impossibile non provare sollievo nel pensare che anni fa era la grafica elegante a guidare la mano dei creativi del settore. “Siate sempre artisti, anche disegnando clichés di pubblicità!” disse Egisto Roggero, critico d’arte, ai pittori prestati alla pubblicità nel 1920, perché l’artista non doveva scordare la missione estetica sottesa alla creazione del manifesto pubblicitario. Agli inizi del secolo scorso grandi nomi come Leonetto Cappiello o Marcello Dudovich  o ancora Marcello Nizzoli stupivano il pubblico generico ma anche pittori d’avanguardia come De Chirico, che a Parigi ammirava i cartelloni con il marchio “Affiches Cappiello”.
Cinzano Soda
Sono manifesti intrisi di Art Decò e magnificamente semplici, eleganti e con un intento comunicativo chiaro e diretto, distribuiti in ordine cronologico, “Pubblicità!” vuole narrare gli sviluppi di questa, si arriva agli anni ’30 alla grande diffusione anche grazie alla radio, il messaggio pubblicitario si integra alla perfezione con l’illustrazione, nessuno di questi due aspetti toglie spazio all’altro in quegli anni. Nelle ultime sale, dedicate agli anni ’50 e ’60, maggiore tratto distintivo dei manifesti diviene il segno grafico, il logo più dichiarato e il messaggio è spesso ironico e facilmente memorizzabile, non a caso qui trova spazio un grande maestro come Armando Testa. Il manifesto si trasforma ma non viene scalfito nella sua bellezza anche se l’incalzante presenza della televisione andrà a trasformare il rapporto tra industria, consumatore e prodotto.
Lo spettatore è l’ultimo tassello, testimone del mondo odierno e dunque del cambiamento ultimo del mondo della pubblicità, che trova nella televisione e nel mezzo digitale la sua via d’elezione, alle volte anche troppo libera. 
Non ci resta dunque che canticchiare il motivo che odiamo nelle sale “Quando alla fine d’un giorno noioso la gaiezza risorge nel cuor…” e brindare con un bitter Campari. 
Chiara Tonelli
mostra visitata il 10 ottobre
Dal 9 settembre al 10 dicembre 2017
Pubblicità!
Fondazione Magnani Rocca, via Fondazione Magnani Rocca 4
43029 Mamiano di Traversetolo, Parma.
Info: Tel. 0521 848327 / 848148

È laureata in Italianistica e Scienze Linguistiche all'Università di Bologna. Cofondatrice del magazine online Comò Mag. Attualmente lavora alla Collezione Maramotti di Reggio Emilia.

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