Categorie: altrecittĂ 

fino al 12.XI.2011 | Andrea Sala | Roma, Federica Schiavo Gallery

di - 26 Ottobre 2011
Se pensiamo alle tavole di Piranesi, ai suoi paesaggi, ai Capricci e all’Architettura Razionalista di Gropious e della Bauhaus, riesce difficile trovare istintivamente dei punti in comune. Eppure Andrea Sala (Como, 1976), riesce perfettamente a tradurre nei dodici lavori esposti tutte le sue influenze, dimostrandosi un artista colto, capace di produrre lavori compositi e profondi nel loro essenziale rigore formale. Nelle tre sale, Sala mette in scena una rivisitazione dei camini di Piranesi attraverso la sovrapposizione di due livelli compositivi. L’immaginario dell’artista è composto da concetti e fantasie che combaciano come tessere di un puzzle. Una di queste è la mostra  “LE ARTI DI PIRANESI. ARCHITETTO, INCISORE, ANTIQUARIO, VEDUTISTA, DESIGNER” che visitò a Venezia un anno fa e nella quale poté notare come l’eclettico artista riusciva a sospendere armoniosamente la coerenza stilistica attraverso l’utilizzo di forme apparentemente libere e casuali, come si vede nei camini appunto. Nella prima sala vediamo la prima opera della serie Empire. Si presenta come un’installazione di metallo specchiante il quale ricorda vagamente un piano cartesiano che indica le coordinate per la visione della mostra. Il nome è un omaggio all’Empire State Building e all’architettura anni ’20, il metodo si ispira a quello utilizzato da Gropious per la mostra “Bauhaus 1919-1938” che si tenne a New York nel 1938, e nella quale, rispettando la tradizione razionalista, venne predisposto un sistema di mappatura visiva che guidava lo spettatore nella fruizione.

Dalla superficie si elevano orizzontalmente i fumi, Strutture composte di forme essenziali, in legno tulipier, gesso colato e colori primari. La sostanza ferma e tangibile a rappresentare il fumo, elemento in dispersione in balìa delle forze entropiche. L’artista, direttore unico del percorso, suggerisce le direttive prospettiche mediante il posizionamento di sgabelli in Ceppo di Cre, una pietra originaria del Lago di Como, luogo di nascita di Andrea Sala. Un modo per celebrare le proprie radici e ricordare l’importanza che riveste l’artigianato per il nostro paese. Da una posizione privilegiata si possono cogliere nella prima sala le sfumature prospettiche e luminose indicate dalla superficie riflettente del display.

L’attenzione per i materiale, i relativi processi di trasformazione e tecniche di lavorazione sono a volte esplicitati nel nome, come nel caso di Bulino, un’opera in ferro, ottone e acrilico. Ancora una volta in ricordo del genio di Piranesi. Il percorso si conclude con Ziqqurat, un’opera del 2001 che risulta essere un’anticipazione della produzione futura. Un finale circolare che annuncia un nuovo inizio. Attendiamo il prossimo passo sperando che quest’ultima sigaretta sia come la sigaretta di Zeno Cosini…

ilaria carvani
mostra visitata il 30 settembre 2011

dal 23 settembre al 12 novembre 2011
Andrea Sala – L’ultima sigaretta
Federica Schiavo Gallery
Piazza Montevecchio, 16 (zona Parione) – 00186 Roma
Orario: da martedì a sabato ore 12-19
Ingresso libero
Info: tel. +39 0645432028; fax +39 0645433739;

[exibart]

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