Lo spazio offre un’ottima cornice alla preziosità dei libri esposti nella seconda edizione biennale della mostra d’arte Libero libro d’artista libero: e come se non bastasse l’importanza intrinseca del libro, a valorizzare l’oggetto c’è l’intervento degli artisti. Il volume, fatto di pensieri, parole, immagini, contenitore e testimonianza d’idee, tra le mani dell’artista assume un nuovo significato, la possibilità di rinnovare in maniera originale la propria essenza.
Il libro non è più ciò che contiene, ma ciò che diventa, in una sublimazione del già nobile valore intellettuale dell’oggetto. Il libro, che porta con sé un bagaglio di significati derivati dal corso infinito della storia, stavolta diventa la base della sperimentazione degli artisti. La stessa fruizione diventa più intima, non di sola lettura ma anche di semplice visione senza lettura, di comprensione pensata, dedotta, associata. Il libro non perde il suo ruolo originale ma la sua idea iniziale è la chiave d’accesso a questo
Tutti i testi presenti nella mostra si possono toccare, mantenendo quella sacralità tangibile che viene fecondata dall’intervento del lettore. Ogni volume è un pezzo unico in una continua metamorfosi con la scultura. E come scolpite sul marmo ci sono le teorie concettuali/minimaliste dell’americano Sol LeWitt, mentre Mirella Bentivoglio presenta il libro La Cancellata da cui Federico Fellini prese l’immagine della donna afgana, utilizzata poi nel film La città delle donne.
Nel libro I Professori di Marco Lodoli sono interessanti le incisioni di Stefano di Stasio; mentre è il fascino la caratteristica principale di Kòkkora dell’artista Piero Dorazio con serigrafie e racconti dello stesso. Significative le opere ispirate al libro di Luca Patella, che ha realizzato un libro di elucubrazioni concettuali con testi e fotografie. Interessante è pure l’essenziale concezione strutturale del libro d’artista dell’americano Jack Sal ed è suggestivo il connubio tra lo scultore Carlo Lorenzetti e il poeta Valerio Magrelli.
Tra i giovani presenti, la cui sezione è stata curata dall’artista Aldo Grazzi dell’Accademia di Belle Arti di Venezia, sono notevoli i lavori di Giovanni Termini che ha realizzato un intero libro con pagine di piombo, metafora concreta del “peso della cultura”, e l’opera di Sarah Persello che ha creato un libro con pagine di mosaico intitolato Passo dopo passo. Il ruolo dell’artista e quello dello scrittore sembrano coesistere senza problemi in uno spazio, che si chiude e si apre come il libro, ma che lascia infinite possibilità di pensiero e di interpretazione.
Nell’altro luogo espositivo, presso la chiesetta della Madonna del Pozzo (Porta Monterone) a Spoleto, è l’installazione dell’artista Stefano Bonacci. Un intervento nello spazio con un segno contemporaneo ispirato alla tempesta di Giorgine: un neon luminoso, che attraversa lo spazio della chiesetta. Quasi a collegare il divino con la vita terrena.
daniele di lodovico
mostra vista il 5 gennaio 2005
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