È il poema cavalleresco che racconta le avventure del più valoroso paladino di Francia, Orlando. Alla corte parigina di Carlo Magno, durante un sontuoso banchetto al quale partecipano guerrieri cristiani e saraceni, a fare il suo ingresso è la bellissima Angelica, figlia del re del Catai, accompagnata dal fratello Argalìa, e promette che sposerà chiunque riuscirà a disarcionare suo fratello in duello. C’è solo un piccolo dettaglio: Argalìa è protetto da una armatura magica, che lo rende quasi invincibile. È l’inizio di tutta la storia.
Ebbene, la fortuna dell’Orlando Innamorato di Boiardo, e il successivo enorme successo dell’Orlando furioso di Ariosto, si riverbera con eleganza anche fuori dalla letteratura, dritta nella pittura seicentesca italiana. È il caso di pittori come Giovanni Bilivert, Pietro Liberi, fino a opere come l’Angelica e Medoro di Giovanni Martinelli (passato all’asta da Pandolfini nel 2015), o il più recente Zerbino, Isabella e l’eremita di Jacopo Vignali (battuto all’incanto nell’asta Giovanni Pratesi | Homo Faber Parte I nell’ottobre del 2024). Adesso, da Pandolfini, un nuovo capitolo della storia con l’opera Angelica e Agricane di Antonio Molinari: andrà in vendita l’11 marzo, a Firenze, in occasione della prossima asta Arcade | Dipinti dal XVI al XX secolo. La stima? € 15.000-25.000.
Ma sono tanti – e raccontano altrettante storie – i lotti sul catalogo di Pandolfini, divisi tra due sessioni (dipinti dal XV al XVIII secolo, e poi dipinti dal XIX al XX secolo, nella stessa data). Come il capolavoro di Andrea Commodi, Giovane donna in cucina, ampiamente pubblicata ed esposta perfino agli Uffizi nel 2014. Ancora, l’inedita Testa d’uomo barbuto di profilo ricondotta da Donatella Biagi Maino a Ubaldo Gandolfi. Inoltre, sarà presentata una selezione di tavole, dalla più antica Madonna con Bambino di un pittore veneto attivo tra le fine del XIV e l’inizio del XV secolo, alle Nozze di Cana di un pittore fiorentino della fine del XVI secolo. La sessione dedicata ai dipinti dal XIX al XX secolo, invece, presenta in catalogo circa 200 lotti, incluse due rare tempere di Ricciardo Meacci, tra cui Allegoria delle sette opere di carità, mentre una piccola sessione è dedicata alle opere dell’artista Eugenio Scorzelli e alle opere dei tre artisti Silvio, Ottorino e Silvio jr, Bicchi come Autoritratto – Effetto di luce. Appuntamento a Firenze.
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