Categorie: Mercato

Cinque domande ad Adrien Meyer, il battitore d’asta che ha orchestrato 1,1 miliardi in una notte soltanto

di - 11 Giugno 2026

Le grandi aste si raccontano attraverso i numeri. Ma si consumano come uno spettacolo, pochi istanti soltanto a condensare mesi interi di trattative, relazioni, attese spasmodiche che muoiono nel loro trionfo, nel gesto effimero di un solo bid. Quando Adrien Meyer sale su quel rostro, al Rockefeller Center di New York, già sa che la collezione di S. I. Newhouse Jr (seguita a ruota dalla 20th Century Evening Sale) è destinata a fare la storia. C’è la Danaïde (1913) di Constantin Brâncusi, incarnazione scultorea del desiderio, che vola dritta a $ 107,6 milioni, e fa record. C’è Number 7° (1948) di Jackson Pollock, che infiamma la sala e spinge fino a $ 181,2 milioni – la quarta opera più costosa mai venduta all’asta, davanti a Pollock solo Leonardo, Warhol e Klimt. Applauso in sala. Due settimane più tardi, abbiamo chiesto ad Adrien Meyer – che da Christie’s è auctioneer, ma anche Head of Private Sales e Co-Chair of Impressionist & Modern Art – che cosa resta quando le luci si spengono, quando il brusio delle offerte lascia spazio al silenzio. Ai bilanci che misurano l’accaduto, e il suo effettivo valore.

Ha guidato una vendita che in poche ore ha superato il miliardo di dollari, con un Pollock oltre i $ 180 milioni. Quanto lavoro invisibile c’è dietro una serata di questo livello?
«È una magia che si fonda su mesi, anzi, spesso anni, di rapporti di fiducia che i nostri specialisti costruiscono con i clienti. È la loro capacità di trasmettere il senso di “opportunità davvero irripetibile” a convincere un collezionista a rilanciare ancora una volta durante la vendita. Anche l’atmosfera in sala è fondamentale per il buon esito dell’asta. Sono le persone presenti a determinarne il tono, e tutto sta nel riuscire a entrare in sintonia con loro nel modo più coinvolgente possibile. Bisogna essere accoglienti, mantenendo al contempo un ritmo costante che contribuisca ad accrescere la tensione».

Constantin Brancusi, Danaïde, circa 1913. Christie’s Images Ltd. 2026

A partire da quest’asta: che cosa è cambiato davvero nel modo in cui i grandi buyers prendono decisioni?
«I collezionisti sono disposti a spingersi oltre quando sanno di trovarsi di fronte a occasioni uniche, che capitano una sola volta nella vita – e i risultati di questa vendita lo hanno dimostrato. Il Pollock, per esempio, era il più grande drip painting ancora in mani private e non era mai stato offerto all’asta. Il Rothko proveniente dalla collezione di Agnes Gund, ex presidente del MoMA, era uno dei pochissimi lavori acquistati direttamente dall’artista e tuttora conservati in una collezione privata. È la combinazione tra la qualità dell’opera, il prestigio del proprietario e una provenienza straordinaria a generare risultati da record».

E sul piano dell’esperienza dell’evento, invece: in un mercato sempre più digitale e data-driven, la dimensione fisica ed emotiva della sala d’asta ha ancora lo stesso peso del 2019?
«Sicuramente la capienza delle sale si è ridotta, eppure proprio questo formato più raccolto, inserito in un contesto quasi teatrale, offre un’esperienza estremamente personale, amplificata in maniera esponenziale dalle piattaforme digitali di Christie’s. È un po’ come assistere a una cerimonia di premiazione trasmessa in diretta».

Joan Mirò, Portrait de Madame K., 1924. Christie’s Images Ltd. 2026

Secondo lei, risultati di questa portata possono essere letti come un vero segnale di ripresa del mercato dell’arte nel suo complesso? Oppure si limitano a raccontare un segmento ultra-prime, ancora separato dal resto del mercato?
«Sì, il mercato è tornato pienamente in movimento. Lo scorso autunno si è percepito un risveglio e il mercato era semplicemente in attesa di una conferma. Le Evening Sales conquistano i titoli dei giornali, ma sono le Day Sales a fornire la prova più concreta dello stato di salute del sistema».

Per chiudere: che cosa resta, alla fine dell’asta – per il mercato e per chi la conduce?
«Un enorme senso di sollievo. E l’entusiasmo per la prossima asta già in preparazione».

Articoli recenti

  • Mostre

Sulle tracce del lapislazzulo e dell’Armenia: due mostre personali da Artopia a Milano

Negli spazi di via Lazzaro Papi 2 a Milano, la galleria Artopia ospita due mostre personali che si sviluppano in…

11 Giugno 2026 12:30
  • Bandi e concorsi

Germinale 2026, due bandi per artisti emergenti tra residenze e mostre

Germinale Monferrato Art Fest lancia due bandi dedicati agli artisti emergenti: residenze under 35 in luoghi suggestivi e le opportunità…

11 Giugno 2026 11:30
  • Personaggi

È morto Duane Michals: scompare il visionario che ha usato la fotografia per ritrarre i pensieri

Il mondo della fotografia contemporanea perde uno dei suoi più grandi e lucidi rivoluzionari. È morto a Manhattan, all'età di…

11 Giugno 2026 10:57
  • Beni culturali

I siti UNESCO del Libano sotto attacco: cresce l’allarme per il patrimonio culturale

L'UNESCO e le autorità libanesi denunciano ingenti danni ai siti di Tiro, Beaufort e Shamaa, inseriti nella lista del Patrimonio…

11 Giugno 2026 10:30
  • Attualità

Cultura in sciopero: il 12 giugno la mobilitazione di lavoratori, associazioni e sindacati

Associazioni e sindacati chiamano allo sciopero il settore culturale, che scende nelle piazze di varie città il 12 giugno. Tra…

11 Giugno 2026 9:27
  • Mostre

Ensemble_2026: accordi e risonanze della pittura emergente in mostra a Bassano del Grappa

Una mostra a Bassano del Grappa traccia i nuovi orientamenti della pittura contemporanea in Italia. Presso THE BANK, oltre cento…

11 Giugno 2026 0:20