Galleria Massimo Minini, Art Basel 2025. Courtesy of Art Basel
Tutto quello che c’è da sapere sulla fiera regina dell’arte contemporanea, per districarsi tra novità e sezioni speciali. C’è Art Basel 2026 ad attirare i grandi collezionisti internazionali dal 18 al 21 giugno (First Choice per i top-tier collectors e i direttori museali il 15 giugno, preview vip solo su invito 16 e 17 giugno), con 90 gallerie da 43 Paesi sparse tra i settori. E un’eco che si estende ben oltre il perimetro dei booth.
Apriamo con i tradizionali – monumentali – interventi site-specific che interessano la città di Basilea. Si tratta di due importanti commissioni pubbliche di Nairy Baghramian e Ibrahim Mahama (vincitori Gold inaugurali degli Art Basel Awards), esposte rispettivamente in Messeplatz e in Münsterplatz, e pronte a rendere iconica l’edizione 2026 di Art Basel. Per Messeplatz, la scultrice tedesca di origini iraniane Nairy Baghramian ha creato Modèle vivant (S’empilant) (2026), con quattro grandi forme biomorfe che poggiano su supporti geometrici in acciaio costruiti attorno alle cascate dell’iconica fontana della piazza. In Münsterplatz, invece, l’artista ghanese Ibrahim Mahama presenta The God of Small Things (2026), un’installazione composta da elementi scultorei sospesi che creano un ambiente immersivo. Art Basel ridisegna la città, dentro e fuori i confini degli stand.
Ad Art Basel Basilea 2026 le opere migliori tornano a farsi desiderare – e soprattutto a farsi vedere solo dal vivo, al momento più opportuno. Si tratta del nuovo programma Basel Exclusive: le gallerie partecipanti riserveranno una selezione di opere importanti da rivelare per la prima volta al pubblico soltanto durante l’anteprima VIP della fiera. Effetto sorpresa garantito. E riservato ovviamente alle opere migliori, e ai migliori collezionisti della First Choice VIP Preview del 16 giugno. Tra le gallerie già confermate, da cui aspettarsi capolavori “dell’ultimo minuto”: Galerie Chantal Crousel, Gomide & Co, Massimodecarlo, Van De Weghe, Sadie Coles HQ, Galleria Continua, Lévy Gorvy Dayan, Mennour, Hauser & Wirth, Pace Gallery, Gagosian, David Zwirner, Fortes D’Aloia & Gabriel, Xavier Hufkens, Larkin Erdmann. Ne parliamo in questo articolo.
È Ruba Katrib a curare Unlimited, il settore delle opere sul larga scala, fuori dalla logica tradizionale dei booth. Chief Curator e Director of Curatorial Affairs del MoMA PS1, la curatrice succede a Giovanni Carmine – in carica dal 2021 – nella guida della sezione fuori scala di Art Basel, quella più d’impatto, letteralmente monumentale, dove sculture e installazioni di grandi dimensioni incontrano pitture murali immersive, ampie serie fotografiche e ambiziose opere video. «Unlimited è una piattaforma unica e vitale», ha dichiarato Katrib, «che permette agli artisti di realizzare opere di una portata e di un’ambizione raramente possibili in altri contesti. È un onore dare forma a questo celebre settore e collaborare con artisti e gallerie a progetti che troveranno riscontro nel pubblico di Basilea, e non solo». La notizia completa qui.
Dopo le edizioni di Miami e Hong Kong, Zero 10 approda finalmente nella sede-madre di Basilea. E ci aspettiamo qualcosa di grande, considerata l’eco rumorosa dei cani di Beeple portati per il lancio in Florida, a dicembre. Interamente dedicata all’arte digitale e curata da Eli Scheinman e dall’artista Trevor Paglen, Zero 10 trasforma la sala eventi della Messe Basel in una piattaforma per la sperimentazione e lo scambio artistico, tra mostre, conversazioni dal vivo e nuove forme di creazione di immagini. Il filo rosso? The Condition, come da titolo dell’edizione di lancio.
Non solo Unlimited e Zero 10. C’è Feature, tra i settori dell’edizione 2026, che consentirà ancora una volta di incontrare opere storiche e presentazioni curate del XX secolo, come parte integrante del paesaggio contemporaneo della manifestazione. Notevole poi l’espansione del settore Premiere, ampliato da 10 a 17 presentazioni, tutto dedicato a opere realizzate negli ultimi cinque anni. Ancora Statements, con 18 progetti personali di artisti emergenti, spesso caratterizzati da ricerca, sperimentazione materiale e impegno sociale – la Blue Velvet di Zurigo porta un’installazione di Mónica Mays, la Gypsum Gallery del Cairo seleziona Plot Twist (2026) di Hana El-Sagini. Mentre il settore Edition riunirà sette gallerie di riferimento nel campo delle stampe e delle opere in edizione, da Cristea Roberts Gallery a Gemini G.E.L.
Ed ecco la sezione che porta l’arte negli spazi pubblici, un’altra habitué di Art Basel: nel 2026, Parcours sarà curata per il terzo anno da Stefanie Hessler, già alla direzione del Swiss Institute (SI), e sarà incentrata sul tema della convivialità. I protagonisti? 22 progetti presentati da 31 gallerie, con opere site-specific diffuse lungo Clarastrasse, sul Reno. «Lo spazio pubblico, dai beni comuni alle architetture della vita civica, è centrale nelle discussioni su come viviamo insieme», ha dichiarato Hessler. «La presentazione di quest’anno esplora la promessa e la complessità della ‘convivialità’ attraverso interventi artistici che si estendono nel tessuto della città di Basilea». Due nomi per tutti: Haegue Yang con interventi ispirati a miti coreani e materiali industriali; e ancora Sarah Crowner con poster diffusi in città.
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