Cinquemila opere tra acquarelli, oli, pastelli, sanguigne e pittura murale, senza mai cadere nella ripetività. Segno che l’opera di Gustavo Benucci (Perugia 1950- 1990) andava oltre il semplice atto pratico per coincidere con la vita che nella similitudine dei momenti, in realtà, non è mai la stessa.
Il suo percorso artistico è lungo. Dagli esordi, in cui ancora è la ricerca stilistica la vera protagonista attraverso il linguaggio figurativo neocubista, la linea e la forma cézanniana, fino all’equilibrio assoluto di Mondrian. Affronta soluzioni nuove senza tuttavia abbandonare la visione del paesaggio che lo accompagnerà per tutta la vita.
Il soggetto è colto nella varietà stilistica affrontata dal pittore lungo lo svilupparsi della sua carriera artistica, ma non perde mai la sua vera identità. Nei quadri esposti, il Trasimeno è visto e vissuto non solo lungo il corso degli anni, ma nell’alternarsi delle stagioni e dai vari luoghi sopra le colline circostanti. Ogni quadro sembra però riassumere tutta la personalità e la visione del pittore.
Lungo la sua notevole carriera produttiva non esiste altro soggetto così ricorrente. Gustavo Benucci in ogni suo quadro rappresenta se stesso. Il quadro parla per lui. Il soggetto, da un ritratto ad un paesaggio, ad un semplice scorcio, non è altro che una
daniele di lodovico
mostra vista il 5 luglio 2003
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