Palazzo Tagliaferro di Andora, da qualche anno centro di arte contemporanea, ospita la mostra di Dario Ghibaudo (nato a Cuneo ne 1951, vive e lavora a Milano).
Dal 1990 lâartista porta avanti il progetto del Museo di Storia Innaturale, un tributo al gioco, alla creazione fantastica: una grande istituzione ideata per ospitare le sezioni di un ipotetico museo volto a catalogare e ad archiviare i risultati e i prodotti di una realtĂ ibrida e manipolata.
Gli spazi di Palazzo Tagliaferro si popolano cosĂŹ di oggetti provenienti da alcune sezioni del suo museo: ibridi innaturali e suggestioni estetiche fanno da padrone nelle stanze. Catalogare, e quindi definire, allâinterno del Museo di Storia Innaturale i possibili percorsi evolutivi di una natura non-darwiniana è il principale motivo dâessere delle creazioni di Ghibaudo.
âIgnoriamo il senso del drago, come ignoriamo il senso dellâuniverso, ma câè qualcosa nella sua immagine che si accorda con lâimmaginazione degli uomini, e cosĂŹ il drago appare in epoche e a latitudini diverseâ; la frase è di Borges, ma potrebbe averla pronunciata lâartista, il quale, indagando la natura, riscopre lâuomo e la sua sensibilitĂ ai temi dettati dal fantastico e dalla leggenda. In ultima analisi: riscoprire lâimportanza del racconto come forma di relazione con lâalteritĂ , esistente o inventata che sia. Prevalentemente sotto forma di sculture, gli spazi espositivi diventano le pagine di un vero e proprio bestiario medievale: câè il Piscis Elephas Perlucidus, disegno su carta che illustra una possibile fusione anfibio-mammiferina, lâAvis cum cauda pesciorum, la serie delle Sculture da viaggio, piccoli scrigni contenenti pesci, ranocchi e cervi ibridati tra loro, e tra gli altri figura anche una grande scultura in porcellana, Il cervo di San Giuliano, tributo al racconto di Flaubert.
Presente anche lâinstallazione 550 pesci fuor dâacqua, ovvero 550 pesci in resina poliuretanica e argento in foglia, in unâonda dove non manca chi va contro il flusso della corrente, esposta per la prima volta alla 54esima Biennale di Venezia negli spazi di Caâ dâOro.
Ghibaudo, con le sue opere, fa collidere alfabeti, codici, scritture e rappresentazioni. La chiave interpretativa di questi lavori è polisemica, fortemente ambigua, e giace anche nella sensibilità emotiva di chi guarda.
Accanto alle sculture e ai disegni dellâartista sono presenti anche le fotografie di Jean-Claude Meynard, artista francese che declina il tema del rapporto uomo-natura in termini di analisi scientifica e filosofica: fotografie âfrattalicheâ, questo il suo lavoro, incentrate sulla rappresentazione della natura e sulle possibilitĂ offerte dalle suggestioni che da esse scaturiscono.
Alessandro Ferraro
mostra visitata il 24 novembre 2015
Dal 31 ottobre al 13 dicembre 2015
Museo di storia innaturale, Dario Ghibaudo
Lâanimal fractal que je suis, Jean-Claude Meynard
Palazzo Tagliaferro, Largo Milano, Andora
Orari: da giovedĂŹ a domenica dalle 15:00 alle 19:00