Categorie: altrecittà

fino al 15.I.2012 | Imbalance and Insecutity | Milano, Galleria Amy-D

di - 8 Dicembre 2011
Tematiche come il mercato, la crisi economica, la precarietà sono più che frequenti oggi. Riflessione che si concretizza negli spazi della galleria i quali progetti sono pensati in una osmosi continua tra arte contemporanea ed economia, e lo si percepisce anche dalla presa di posizione nel voler partecipare non tanto alle fiere di settore come Step09, ma anche a quelle di robotica, il Matching, dell’energia alternativa, della moda, mantenendo come primo desiderio quello di valorizzare la ricerca artistica accostando agli artisti emergenti quelli già affermati all’interno di un dialogo continuo, una continua crescita. In Imbalance and Insecutity, mostra che sfocia dal progetto “Balance” presentato a Step09, queste tematiche si fanno mostra, in particolare qui la precarietà è esplorata attraverso singoli episodi diventando elemento distintivo della poetica di numerosi artisti. Il nucleo di artisti chiamati a partecipare al progetto, pur proponendo lavori diversi tra loro condividono molteplici volontà comunicative mantenendo salde caratteristiche di sobrietà, dinamismo, antimonumentalità, spazialità, caducità dove la precarietà è considerata come condivisione esistenziale. Iniziamo il percorso con le fotografie di Azadeh Safdari che indagano il movimento conturbante e talvolta instabile delle sue danzatrici, alla ricerca di un’armonia naturale , celata dalla scelta cromatica; per giungere alla fragilità dell’installazione di Alessio Tibaldi: un’indagine sui processi naturali e sociali attraverso l’uso riciclato di un materiale delicato e biodegradabile sul quale fluttuano scure sagome umane,  in continuo viaggio.

Rimanendo nell’ambito del riuso e del riciclo, Emilia Castioni e Nicola Torcoli costruiscono dei paesaggi immaginari attraverso il riposizionamento di diversi materiali ed oggetti come scarti del prodotto industriale immersi in una vegetazione vera, una ricerca di un possibile equilibrio tra oggetto e soggetto. Claudia Maina attraverso i suoi palazzi, costruiti con oggetti di vetro all’interno dei quali compaiono piccole scene di uomini di legno in scenografie create col ferro, riflette sull’identità e incomunicabilità dell’uomo contemporaneo, sempre alla ricerca di un equilibrio sospeso. Giungiamo alle grandi installazioni che predominano nel centro delle stanze. Nell’installazione di Alexander Brodsky, artista che nei suoi lavori indaga il tema della memoria, sono presenti dei pesi simili a quelli delle vecchie bilance realizzati in creta che assumono la funzione di fermacarte per impedire ai messaggi scritti su foglietti di carta di volare via. Nell’altra stanza è protagonista il lavoro di Giuseppe Buffoli: un’installazione in cui l’artista si avvale del legno, che seppur di grandi dimensioni riflette sulla immutabile instabilità della scultura, in cui tutto si basa su un equilibrio delle forze, delle strutture, delle masse e dei materiali dove il magnetismo, imprevedibile e imponderabile è elemento caratterizzante tutta la sua produzione artistica.

Infine la performance di Nicoletta Braga che sarà protagonista del finissage, attraverso la quale l’artista indaga l’equilibrio precario in relazione alla questione economica del vivere con riferimento alla dimensione onirica, progettuale e immaginaria comune. Ma il tutto non finisce qui, infatti il progetto prevede successivamente a questa mostra il presentare una serie di mini personali dedicate ai singoli artisti accompagnate da contributi teorici e eventi con diversi studiosi e critici.
tiziana leopizzi
mostra visitata il 1 dicembre 2011
dal primo dicembre 2011 al 15 gennaio 2012
Imbalance and Insecutity
Galleria Amy-D
Via Lovanio 6 (20124) Milano
Orario: da lunedì a venerdì ore 9-12 e 14.30-19, sabato e domenica su appuntamento
Ingresso libero
Info: +39 02654872,
info@amyd.it, www.amyd.it
[exibart]

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