Categorie: altrecittà

Fino al 15.III.2015 | Fabrizio Cicero, Exit | www.anmgallery.com

di - 6 Marzo 2015
Asa Nisi Masa è un neonato progetto di base romana che, almeno in Italia, è una novità. Negli anni del web 2.0 (quasi 3.0), del dibattito tra il godimento “reale” dell’opera e quella mediato, vincolato e a volte condizionato dalla multimedialità, l’idea della Galleria on line Asa Nisi Masa taglia questo problema alla radice: nell’era del web, la fruizione deve esser tale.
Giunta al suo quarto appuntamento, il 16 febbraio è stata la volta di “Exit”, personale di Fabrizio Cicero (Barcellona Pozzo Di Gotto, 1982) curata da Paola Paleari.
C’è da dire che questo approccio può avere i suoi effetti morgana e ci si riferisce in particolare a quelle occasioni dove la realtà simulata surclassa quella vera. Ma è pur vero che internet ha abituato i suoi utenti ad avere contenuti sempre reperibili e a tempo indeterminato. Due questioni superate in primo luogo puntando su quelle arti che possono avere una loro “spendibilità” (a livello di visione), su un dispositivo elettronico. Il secondo fattore è affrontato riportando nella rete le caratteristiche “classiche” della vita dell’opera nel sistema artistico tradizionale (museo o galleria): un vernissage e una scadenza, al termine della quale il contenuto non sarà più reperibile.

Francesco Cicero è disegnatore, scultore e light designer. Esperienze confluite in questa serie di video che partono da un elemento di base, il triangolo disegnato su carta. Come afferma l’artista, la molla che ha fatto scattare questo lavoro è stata la sfida di privare la forma della sua dimensione bidimensionale e “testarla” in altri contesti. Nessun riferimento simbolico: il triangolo è (tra le forme regolari), quella che più si adatta ad esprimersi in un volume. Solo il tentativo di testare quanto un segno resiste in altre vesti, ad esempio se si trasforma in una forma teatredica. Una volta “conquistata” la dimensione tridimensionale ecco il solido interagire con l’atmosfera, che in questo caso è un balletto tra la luce e la sua privazione, l’ombra.
I video, sei, scorrono in sequenza muta: una dialettica che alla fine porta alla creazione di forme, che sono effimere (ma presenti e registrate dalla telecamera) e legate al tempo. Questo perché, come dichiara Cicero, se non ci sono simbologie cabalistiche dietro la scelta dei numeri, ciò non vuol dire che manchi un approccio speculativo: «i triangoli hanno tutti la stessa dimensione, dunque se si volesse determinare la superficie esatta di queste sculture, lo si potrebbe fare partendo dai lati. Si finisce a fantasticare di misurare il cielo, no? La missione concettuale del lavoro è questa, riuscire a calcolare l’immisurabile».
Eleonora Minna
mostra visitata il 21 febbraio
Dal 16 febbraio al 15 marzo 2015
Fabrizio Cicero, Exit
mostra visitabile su www.anmgallery.com

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