A Kiev, uno dei luoghi più simbolici della storia religiosa e culturale dell’Ucraina è stato colpito durante la nuova ondata di bombardamenti russi che, nella notte tra il 14 e il 15 giugno, ha investito diverse città del Paese. Tra gli edifici danneggiati figura infatti il complesso monastico della Kyiv-Pechersk Lavra, il celebre Monastero delle Grotte di Kiev, sito iscritto nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO e dal 2023 inserito anche tra i beni in pericolo.
Secondo le autorità ucraine, l’attacco ha provocato almeno nove vittime e una ventina di feriti nella capitale. Il sindaco di Kiev, Vitali Klitschko, ha inoltre riferito che i bombardamenti hanno danneggiato le infrastrutture energetiche, lasciando senza elettricità circa 140mila residenti. All’interno del complesso monastico un incendio è divampato sul tetto della Cattedrale della Dormizione, l’edificio principale della Lavra, riconoscibile per le sue cupole dorate che dominano il profilo della città.
Il metropolita Epifanio di Kiev, guida della Chiesa ortodossa d’Ucraina, ha definito quanto accaduto «Un crimine contro l’umanità, contro la storia, contro la cristianità», invitando i fedeli a pregare per la salvaguardia del santuario. Mosca respinge invece le accuse e sostiene che l’incendio sarebbe stato provocato dalla caduta di un missile Patriot lanciato dalla difesa aerea ucraina.
Il bombardamento arriva in un momento già particolarmente delicato per il sito. La Lavra era stata infatti danneggiata anche nei mesi scorsi ed è al centro delle tensioni che dal 2022 coinvolgono i rapporti tra lo Stato ucraino e la Chiesa ortodossa storicamente legata al Patriarcato di Mosca. Nel 2023 il governo di Kiev ha revocato alla Chiesa ortodossa ucraina affiliata a Mosca l’utilizzo di alcuni degli edifici principali del complesso, tra cui la Cattedrale della Dormizione, riportandoli sotto il controllo diretto dello Stato.
L’attacco assume inoltre un forte valore simbolico perché segue di pochi giorni il bombardamento che il 10 giugno aveva colpito a Sebastopoli, in Crimea, il Museo della Difesa del 1854-1855, sede del celebre ciclorama dedicato all’assedio della città durante la Guerra di Crimea. Secondo le autorità locali russe, l’opera monumentale realizzata da Franz Roubaud tra il 1902 e il 1904 avrebbe subito danni gravissimi a causa degli attacchi dei droni ucraini.
Fondato nel 1051 dai monaci Antonio e Teodosio, il Monastero delle Grotte di Kiev rappresenta uno dei più antichi e importanti centri spirituali dell’Europa orientale. Il suo nome deriva dalle grotte naturali scavate nella collina del monte Berestov, sulle rive del fiume Dnepr, dove i primi monaci si ritirarono per condurre una vita ascetica.
Nel corso dei secoli il complesso si trasformò progressivamente in uno dei principali poli religiosi, culturali e intellettuali della Rus’ di Kiev. Oltre alla funzione monastica, ospitò scuole, laboratori per la produzione di icone, attività assistenziali e una delle prime tipografie dell’Europa orientale. Le sue mura fortificate, le chiese dalle cupole dorate e il vasto sistema di grotte sotterranee ne fecero una meta di pellegrinaggio di primaria importanza per il mondo ortodosso.
Tra il XVII e il XVIII secolo il monastero raggiunse il suo massimo splendore grazie a importanti ampliamenti in stile barocco e rococò. Durante il periodo sovietico subì invece chiusure, spoliazioni e distruzioni, culminate con la perdita della Cattedrale della Dormizione durante la Seconda guerra mondiale. L’edificio è stato successivamente ricostruito dopo l’indipendenza dell’Ucraina.
Nel 1990 il complesso è stato inserito nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO insieme alla vicina Cattedrale di Santa Sofia. Oggi ospita musei, archivi, istituzioni religiose e la residenza del metropolita di Kiev. Dal settembre 2023 figura anche nella Lista dei patrimoni mondiali in pericolo a causa delle minacce derivanti dall’invasione russa dell’Ucraina. Per una stima precisa dei danni si dovrà ancora aspettare.
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