Il Vitra Design Museum raddoppia: la casa madre di Weil am Rhein, alloggiata in uno splendido edificio progettato da Frank O´Ghery, ha aperto da poco piú di due una „filiale“ nella capitale, nel vivace (anche se lontano dai classici percorsi berlinesi dell´arte) Prenzlauerberg, ex quartiere operaio della Berlino Est e ora centro della vita notturna della cittá. Seguendo il trend che da qualche tempo anima gli architetti berlinesi, sede prescelta è una fabbrica in stile neogotico degli anni Venti per la trasformazione della tensione, ora adatatta a luogo espositivo. E il risultato dimostra dimostra ancora una volta come la coppia design e archeologia industriale sia davvero azzeccata; per rendersene conto basta visitare la mostra con cui il Vitra Museum Berlin si è inaugurato, dedicata al designer danese Verner Panton.
Una esposizone piccola, ma completa e soprattutto divertente, dove largo spazio è lasciato al gusto per il gioco e per la sperimentazione tipici dell´opera di Panton, a cominciare dalle famosissime sedie in pezzo unico di polietilene, la „Panton chair“ che ha imperversato nelle case, nelle pubblicitá e nelle riviste per tutti gli anni Settanta. Tenendo fede al motto del designer „Il colore gioca un ruolo piú importante della forma“, il curatore del museo Matteho Kries ha deciso di movimentare lo spazio della mostra, un unico largo corridoio lungo circa cento metri e illuminato su un fianco da ampie finestre, allestendo nicchie e ambienti coloratissimi (arancione e azzurro le tinte predominanti), servendosi anche di pedane rotanti, specchi e pannelli, in stile col gusto sovraccarico ed eccessivo di Panton e ricreando dove possibili ambienti originali.
Ai numerosi pezzi esposti (lampade, divani, stoffe ma soprattutto sedie, dalle „Flyng Chairs“ sospese a cavi, alla „Heart Cone Chair), si affianca poi una esauriente documentazione multimediale, nonché fotografie e disegni del designer, in un percorso che si satura sempre piú di oggetti e di colore, fino ad arrivare alla sorpresa finale: basta togliersi le scarpe e salire qualche gradino per penetrare nella leggendaria installazione „Visiona II“, realizzata per la fiera del Mobile di Colonia del 1970, uno spazio completamente rivestito di stoffa imbottita a formare sedili, cunette, avvallementi, a colori sfumanti l´uno nell´altro (blu, viola, rosso, arancione) e con una luce diffusa filtrata attraverso le stoffe. Con un immediato effetto relax per gli adulti, e con un ancora piú immediato effetto parco giochi per i piú piccoli, dimostrare che per visitare un museo non bisogna farsi venire per forza mal di testa e mal di piedi.
Crocevia culturale, snodo tra Est e Ovest, osservatorio privilegiato sulle trasformazioni del mercato. Alla vigilia dell’apertura, Magnus Renfrew, co-fondatore di…
La stagione d’opera del Teatro Regio di Parma si apre con l'Orfeo ed Euridice di Gluck, affidato alla regia di…
Nel pieno delle proteste in Iran, emergono notizie sulla morte di artisti coinvolti o colpiti dalla violenza statale, mentre continua…
160 gallerie provenienti da 24 Paesi, con diverse new entry, progetti speciali e nuove sezioni per la 30ma edizione di…
Quella di Kochi-Muziris è molto più di una Biennale: tra antichi palazzi coloniali e mercati di spezie, l’arte trova tempi…
Partito il programma di L’Aquila Capitale della Cultura 2026: tra i protagonisti, Marinella Senatore, Liu Bolin e Maurizio Cattelan nelle…