Categorie: altrecittà

fino al 15.V.2011 | Alberto Giacometti e l’Ombra della Sera | Villa Manzoni (Scuderie) – Lecco |

di - 6 Maggio 2011

Nel nero del percorso espositivo, con la sola luce delle teche che illumina i passi, si scorgono da lontano le due statuette. Piano piano, ci si avvicina, quasi con reverenza. Chi è il giovinetto dell’Ombra della Sera (III secolo a.C ?). Cosa rappresentava esattamente e quale significato nasconde ai nostri giorni? Perché quella linea allungata e semplificata lo trasforma in “scettro” della storia dell’arte?

Il suo nome viene romanticamente attribuito a Gabriele D’Annunzio, che avrebbe associato la scultura alla forma proiettata sul terreno dal sole che tramonta. In realtà, questo racconto sembra essere una delle tante leggende che circondano il bronzetto.

Alberto Giacometti (Borgonovo, 1901-Coira, 1966) avrà visto l’Ombra della Sera? Avrà avuto l’opportunità di studiarla per attingerne ispirazione?

Sono questioni irrisolte, su cui gli studiosi si confrontano. Non esiste certezza che lo scultore svizzero abbia visionato dal vero il reperto etrusco, ma molto probabilmente doveva conoscerlo, data la notorietà dell’oggetto artistico.Ancora più dibattuto il legame tra le due opere.

Il catalogo, edito da Electa, con testi di Michele Tavola, Chiara Gatti, Alessandro Furiesi, Véronique Wiesinger è uno strumento prezioso per cercare le risposte a questi interrogativi. La più scettica è la direttrice della Fondation Alberto et Annette Giacometti di Parigi, Véronique Wiesinger: “l’Ombra della Sera “perseguita” Giacometti e l’associazione tra le due sculture si basa su “immagini scorse troppo velocemente”.

L’Ombra della Sera è sviluppata in verticale, a tutto tondo, simile ai modelli ellenistici, con la testa, i piedi e gli organi genitali ben definiti. Come scrive Alessandro Furiesi, non aveva sostegno e nessun segno che possa in qualche modo far pensare a un basamento, si presume quindi che fosse un’offerta votiva. Le fattezze, vagamente mostruose, fanno pensare a un demone – “un lemure o un lare”- o a un malato affetto da gigantismo o deformità. Oppure ancora al dio Tagete, “il bambino saggio come un vecchio che emerse dalla terra a Tarquinia per insegnare ai sacerdoti le regole della divinazione etrusca”. La scultura è leggermente curvata a sinistra, come scelta precisa, per conferire una parvenza di movimento.

Anche l’opera Femme debout (c.a.1952) dal busto breve e le gambe lunghissime è sviluppata in verticale, per suggerire quel senso di leggerezza della figura che cammina, come spiega Giacometti stesso in uno dei suoi innumerevoli scritti. Tutto il corpo e il viso sono un fremito di materia inquieta, indefinita, angosciosa, assolutamente vicina alla sensibilità contemporanea. I piedi? Enormi, “larghi come delle radici”, stabile base di quel corpo che pare consumarsi nell’aria.

In mostra anche i disegni che segnano la scoperta da parte dello scultore svizzero della trasformazione del corpo femminile in afflato ascensionale (Nu debout, 1949-1962) e dei passanti parigini in effimeri fantasmi della città (Paris Sans Fin, 1969).

vera agosti

mostra visitata il 2 aprile 2011

dal 5 marzo al 15 maggio 2011

Alberto Giacometti e l’Ombra della Sera

Dialogo tra due capolavori .Dall’arte etrusca al Novecento

VILLA MANZONI – EX SCUDERIE

Via Don Luigi Guanella 1 (23900)Lecco

+39 0341481249 , +39 0341369251 (fax), +39 0341481247

patrocini: della Regione Lombardia-Cultura e della Provincia di Lecco

curatori: Chiara Gatti

orario: da martedì a venerdì 9.30-17.30 – sabato e domenica 9.30-18.30

chiusura tutti i lunedì, Pasqua e 1 maggio – apertura lunedì 25 aprile 9.30-17.30

(possono variare, verificare sempre via telefono)

Ingresso libero

vernissage: 4 marzo 2011. ore 18 su invito

In collaborazione con la Fondation Alberto et Annette Giacometti di Parigi e il Museo Etrusco Guarnacci di Volterra

associazione.amici@tin.it

[exibart]

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Quando la memoria si incrina e il tempo smette di scorrere: Andro Wekua a Milano

Nello spazio di sperimentazione Ordet, una mostra che trasforma il ricordo in architettura emotiva: sculture, film e collage per raccontare…

21 Febbraio 2026 18:00
  • Progetti e iniziative

Un nuovo modello di officina culturale: la Società delle Api a Roma

Ha inaugurato a Roma la Società delle Api di Silvia Fiorucci, un’apertura che segna l’avvio di nuove officine culturali, sintomo…

21 Febbraio 2026 17:00
  • Mercato

Freud, Bacon, Kossoff: la School of London va all’asta da Sotheby’s

Quattro capolavori provenienti dalla collezione di Joe Lewis sono pronti a sfidare il mercato. Raccontano con straordinaria immediatezza la complessità…

21 Febbraio 2026 16:08
  • Teatro

L’Orlando di Virginia Woolf diventa un monologo sulla bellezza e sulla morte

Il regista Andrea De Rosa mette in scena il celebre Orlando di Virginia Woolf dandogli la forma di un monologo…

21 Febbraio 2026 13:30
  • Design

Torna la Lidl mania: tutti in fila per la nuova bag disegnata da Nik Bentel

Lidl lancia la Trolley Bag firmata Nik Bentel: una borsa in acciaio ispirata al carrello della spesa e destinata a…

21 Febbraio 2026 12:30
  • Arte contemporanea

Il caso Goliath si chiude: il Sudafrica non parteciperà alla Biennale di Venezia 2026

Dopo la cancellazione del progetto di Gabrielle Goliath, considerato "divisivo" per il coinvolgimento di una poetessa palestinese, il Sudafrica conferma…

21 Febbraio 2026 11:30