Categorie: altrecittà

Fino al 16.IV.2011 | Paolo Consorti. Rebellio Patroni. | Roma. Galleria Emmeotto

di - 4 Aprile 2011
L’impressione è quella di un’esposizione un po’ kitsch nella quale colpiscono sicuramente le tonalità sgargianti e i finti fiori applicati come decorazione attorno ai grandi protagonisti delle opere del marchigiano Paolo Consorti (San Benedetto del Tronto, 1964).

Se precedentemente la sua arte si è ispirata alla Divina Commedia e ai temi biblici, qui l’artista presenta il suo ultimo progetto – Rebellio Patroni – per il quale è partito da una reinterpretazione in chiave del tutto provocatoria delle iconografie dei santi patroni, riferimenti di devozione popolare. Dal nord al sud del Belpaese, tutte le città fanno riferimento ad un santo protettore al quale le comunità dedicano i loro culti devozionali. In questi personaggi la tradizione religiosa si fonde a quella antropologica dei singoli territori e attorno ad essi si crea un vero e proprio mercato legato alla produzione di oggetti di culto. Le loro rappresentazioni si ritrovano nelle chiese e nelle strade come ammonizione, protezione, e come esempio di vita sacrificata per un importante principio.

Paolo Consorti fa rivivere questi Santi patroni utilizzandoli come ambasciatori di un nuovo messaggio legato alla situazione culturale ed etica dell’Italia attuale, e con una chiara posizione contraria a coloro che vogliono creare uno Stato diviso tra nord e sud. Una schiera di “santi combattenti” che scendono dalla loro ambientazione aurea e si fanno terreni, di carne ed ossa, e si ribellano ad una situazione giunta alla deriva.

La mostra si apre con l’opera che ha dato il via a tutto il progetto: i Santi Ambrogio da Milano e Rosalia da Palermo che uniti combattono contro l’arroganza di un manager con la faccia da maiale, devoto solamente alla volgarità e allo sfruttamento.

E’ una denuncia – dice Paolo Consorti –  di un’Italia sfatta e smarrita distante anni luce dall’esempio dei santi e dei martiri cristiani che hanno sacrificato se stessi per un’idea, testimoniando una lotta non violenta. Oggi la menzogna e la sopraffazione attraversano un paese che non “sa più a che santo votarsi, perché anche loro sono stanchi di troneggiare nelle cattedrali a testimoniare virtù estinte”.

Siamo di fronte a Santi che reagiscono con esemplari ed ironiche punizioni, come la Santa Giustina da Padova che, a chiusura della mostra, sculaccia un rospo incravattato con la mutanda verde (e con questo colore ogni riferimento politico non è del tutto casuale!). E l’ironia e lo sbeffeggiamento fanno da padroni nel ritratto di Elio Belisari nelle vesti di un San Francesco inorridito di fronte alle rovine e alla vergogna che hanno preso il posto dei politici al Senato. Al suo fianco un’affascinante Santa Caterina da Siena in preghiera contornata dalle piccole scene che narrano la sua Pietà nei confronti di un perduto uomo-animale.

La fotografia mescolata alla pittura continuano ad essere gli strumenti per le composizioni, che l’artista amalgama attraverso l’elaborazione digitale. Il risultato sono scene onoriche il cui linguaggio vuole rifarsi all’arte medievale e alle folli mostruosità di Bosch.

articoli correlati:

“Hyperlandscapes”. Personale di Paolo Consorti alla Sergio Tossi di Firenze.

“Natura: morte e resurrezione”. Collettiva a Castel di Lama (AP).

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claudia pettinari

mostra visitata il 6 marzo 2011

dal 6 marzo al 16 aprile 2011

Paolo Consorti. Rebellio Patroni.

A cura di Lorenzo Canova

Roma – Galleria Emmeotto

via Margutta n. 8

orario: da martedì a sabto 11.00-14.00 / 15.00-20.00

Ingresso libero

Info: 063216540

info@emmeotto.net 

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