La Galleria Francesca Aversa inaugura la nuova stagione espositiva con due giovani artisti, Yuri Ancarani e Laura Henno. Entrambi presentano pochi selezionati lavori, ma altamente rappresentativi delle loro ricerche.
Il lavoro centrale di Yuri Ancarani (Ravenna, 1972) è il video Andrea Doria, girato nel 2005 nella zona di Comacchio. È il racconto di un viaggio, di quello che alcuni turisti, a bordo della nave Andrea Doria, compiono al tramonto per vedere da vicino le “isole d’acciaio”, imponenti piattaforme di estrazione del metano. Con l’allontanamento della barca dal porto il video acquista un climax emotivo e un’atmosfera sempre più misteriosa, amplificata dall’insolito audio che ricorda il suono di un carillon. Elementi come la musica e le lente inquadrature, che si fermano ciclicamente sui volti dei turisti, sull’acqua e sulle “isole”, creano nello spettatore un cortocircuito di senso, che allontana il lavoro da un semplice documentario amatoriale per renderlo surreale, metafora di un viaggio molto più profondo. Quando la barca raggiunge la meta ormai è sera e le piattaforme, completamente illuminate, acquistano una bellezza suggestiva, da ammirare quasi estasiati. Corollario del video sono tre fotografie che rappresentano tre diverse piattaforme di estrazione.
Laura Henno (Lille, 1976) rivolge la sua attenzione alla figura umana, colta sempre in interni, ma che di domestico hanno ben poco. Stanze vuote, desolate e in penombra, dove l’unica presenza è un letto sfatto, sono il campo d’azione dove si muovono delle giovani donne in abbigliamento intimo, casalingo.
Tutte le protagoniste, fortemente illuminate rispetto al resto dell’ambiente, hanno un’aria malinconica, lo sguardo mai rivolto verso lo spettatore e assumono casuali posizioni: stese sul letto, nascoste sotto di esso, sedute in terra o di spalle, voltate in cerca di qualcosa. Cos’è successo? C’è qualcun altro nella stanza? Le immagini sono colte in un istante sospeso, nel quale l’allusione e il non detto acquistano un peso enorme. Ogni scena possiede un prima e un dopo ma sta alla personale sensibilità dello spettatore decifrarli e cercare di capire lo stato d’animo delle ragazze; lavoro questo nel quale di sicuro non sono d’aiuto i titoli delle opere, volutamente indefiniti.
Anche i cinque lavori di Henno, perfettamente in sintonia con quelli di Ancarani, contribuiscono a creare un’atmosfera soffusa e misteriosa che pervade l’intera galleria.
alessandra olivi
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