Categorie: Musica

Yann Tiersen alle OGR Torino: pianoforte, elettronica e un pubblico disteso a terra

di - 13 Marzo 2026

Il 7 marzo 2026, la Sala Fucine delle OGR Torino ha accolto Yann Tiersen, compositore e polistrumentista che negli anni ha sviluppato una ricerca musicale riconoscibile, attraversando pianoforte, elettronica e sperimentazione sonora. Conosciuto dal grande pubblico soprattutto per le colonne sonore de Il favoloso mondo di Amélie e Good Bye, Lenin!, l’artista francese è arrivato a Torino per presentare dal vivo Rathlin from a Distance | The Liquid Hour, progetto che mette in dialogo pianoforte ed elettronica e che segna una fase ulteriore della sua ricerca sonora.

Yann Tiersen, ph. Giorgio Perottino for OGR Torino, 2026

Lo spazio della sala appariva ampio e completamente libero. Non c’erano sedie e il pubblico ha iniziato lentamente a occupare il pavimento, sedendosi o distendendosi a terra fino a formare una grande distesa silenziosa rivolta verso il palco. Ad aprire la serata sono state Alice Boyd e Rachel Kitchlew, con una performance costruita su arpa, voce, sintetizzatori e field recordings. Il loro set ha introdotto un registro sonoro vicino all’ambient e al folk sperimentale, preparando il pubblico a un concerto che si è sviluppato come un unico flusso in costante evoluzione.

Yann Tiersen, ph. Giorgio Perottino for OGR Torino, 2026

L’ascolto ha assunto subito una dimensione raccolta e attenta. Il concerto si è aperto con il pianoforte. Poco alla volta sono entrati i sintetizzatori e le trame ambient hanno iniziato ad allargare il campo sonoro. Anche la luce è cambiata, passando gradualmente dal blu a un bianco più netto. Con l’ingresso delle stratificazioni elettroniche il suono ha preso maggiore densità e il ritmo ha iniziato a crescere, rendendo la struttura musicale progressivamente più incalzante.

Yann Tiersen, ph. Giorgio Perottino for OGR Torino, 2026

Il progetto presentato alle OGR nasce da un viaggio lungo le coste del Nord Atlantico, tra Irlanda, Scozia e Isole Faroe. Da quell’esperienza hanno preso forma due dimensioni complementari: da un lato una scrittura pianistica essenziale e contemplativa; dall’altro una materia elettronica più dinamica, costruita su sequenze e stratificazioni sonore. Nel concerto queste due componenti non si sono alternate in modo rigido ma si sono intrecciate con continuità, dando forma a un percorso sonoro che si muoveva dalla quiete iniziale verso una progressiva intensificazione ritmica.

Negli ultimi anni, il lavoro di Tiersen si è progressivamente allontanato dall’immaginario legato alle sue prime colonne sonore. Riconosciamo che il pianoforte resta il centro della sua scrittura ma l’elettronica assume ormai un ruolo strutturale ampliando la dimensione delle composizioni e trasformando il concerto in una costruzione sonora più estesa.

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