Oltre 5000 volumi per l’arte contemporanea: apre BIBLIOheart a Vimercate

di - 22 Giugno 2026

Oltre 5000 volumi tra cartacei e digitali, molti dei quali impossibili da trovare altrove. Questo patrimonio librario, raccolto nel tempo grazie alle donazioni di artisti, archivi e fondazioni, è il cuore culturale e il punto di partenza di BIBLIOheart, la nuova biblioteca di Vimercate dedicata all’arte con una specifica attenzione al territorio di Monza e Brianza. Un’iniziativa che non nasce ex novo, ma rappresenta il felice esito di un percorso di quindici anni di lavoro e presidio culturale dell’Associazione heart pulsazioni culturali di Vimercate, che vede alla guida Simona Bartolena e Armando Fettolini. Una storia nata nello spazio heart, che ha accolto nel corso della sua storia 115 mostre e oltre un centinaio in sedi esterne, con la pubblicazione di altrettanti cataloghi che hanno contribuito alla costruzione di un fondo di critica e documentazione artistica. Un nuovo capitolo, quindi, per un progetto culturale che punta non solo alla conservazione libraria, ma ad affermarsi come realtà attiva sul territorio e in costante evoluzione. Ne abbiamo parlato con Simona Bartolena, responsabile di BIBLIOheart.

BIBLIOheart nasce per raccogliere cataloghi, pubblicazioni e materiali spesso esclusi dai grandi circuiti editoriali e bibliotecari. In un momento in cui gran parte della fruizione culturale passa attraverso il digitale, come considera il valore di una biblioteca fisica dedicata all’arte contemporanea e alla memoria del territorio?

«Credo che il digitale sia uno strumento prezioso sotto molto aspetti, ma non credo che possa in alcun modo sostituirsi del tutto alla carta stampata. Il libro stampato ha ancora un ruolo nella nostra cultura. A parte questo, credo che in questo senso una biblioteca abbia anche il valore di un archivio della memoria: un luogo in cui vecchi cataloghi o volumi che potrebbero smarrirsi vengono custoditi e catalogati, resi consultabili, facendosi portatori di conoscenza anche per le generazioni future. Sebbene la stragrande maggioranza di volumi presenti in biblioheart siano cartacei, abbiamo anche volumi in digitale. L’archivio Nanni Valentini, ad esempio, ci ha donato l’intera serie di cataloghi e pubblicazioni dedicate all’artista già scansiti in pdf. Un patrimonio importante, perché alcuni sono molto rari, che sarà consultabile in forma digitale».

Ci può fare qualche esempio di volumi e pubblicazioni che sono entrati a far parte del patrimonio di BIBLIOheart di cui andate particolarmente fieri, per rarità o specificità?

«La specificità della nostra biblioteca è data soprattutto dalla presenza di cataloghi poco rintracciabili altrove, non tanto perché rari nel senso del collezionismo, ma perché pubblicati da gallerie, singoli artisti, piccoli musei, quindi non diffusi nella grande distribuzione, destinati a una nicchia di fruitori (talvolta solo ai frequentatori di una mostra o di una galleria). Un altro aspetto preziosissimo sta nel fatto che molti artisti ci hanno donato tutte le pubblicazioni relative alla loro ricerca… Anche artisti molto noti (o i loro archivi) hanno capito il valore culturale di un’operazione di questo tipo: ad esempio Grazia Varisco, Ugo La Pietra e molti altri artisti milanesi e del territorio. Per noi il loro gesto è stato preziosissimo, anche a livello simbolico».

Parallelamente alla biblioteca state sviluppando un’attività di supporto agli archivi d’artista, un tema caldo e sempre più al centro del dibattito. Quali sono oggi, secondo lei, le principali criticità nella gestione delle eredità artistiche e quale ruolo possono svolgere realtà indipendenti come Heart?

«Questo è un punto più complicato, senza dubbio. Paradossalmente è stato più semplice organizzare una biblioteca che pensare alla gestione degli archivi! Stiamo avviando un’attività di archiviazione destinata ad artisti importanti e significativi per la loro ricerca, ma parzialmente dimenticati dal grande sistema dell’arte (ad esempio stiamo lavorando su Gianni Secomandi e Adelio Maronati). Personalmente facevo già parte di alcuni archivi d’artista e so bene quanto sia complessa la gestione. La criticità non sta tanto nella catalogazione e archiviazione, quanto nella promozione della ricerca dell’artista e la sua difesa sul piano commerciale e culturale. Non è semplice. Realtà indipendenti come heart possono certamente muovere le acque, accendere l’interesse intorno a questi artisti, portare la loro ricerca in giro, con mostre, conferenze, attività varie».

BIBLIOheart consiste in un progetto ambizioso culminato a seguito di oltre dieci anni di attività dell’Associazione heart. Quali sono i principali obiettivi perseguiti e portati a termine dall’associazione e in che modo queste due realtà continueranno a percorrere il proprio cammino assieme?

«A volte penso che heart, in tutte le sue molteplici facce, sia un’azione eroica: non è facile tenere attivo un presidio indipendente, senza fine di lucro, che vuole muoversi a livelli alti nella proposta espositiva e culturale, in alternativa (ma non in opposizione) al sistema ufficiale e al mercato. Un atto eroico che chi sta partecipando a questa avventura sa bene quanto sacrifici comporti. Vediamo però i risultati: un seguito sempre più ampio, riconoscimenti importanti anche da parte dei media… Insomma: il nostro entusiasmo dopo quindici anni di attività (quest’anno siamo arrivati a quindici!) non si spegne e questo è un buon segno. Biblioheart è un nuovo motivo di orgoglio. È una costola di heart e le due realtà vivono in simbiosi. Il dialogo sarà costante e insieme potranno creare nuove opportunità. Il nostro fine è quello di dare voce all’arte e alla cultura con proposte curiose, inaspettate, spesso difficili da trovare altrove».

Una biblioteca non è solo un luogo di studio e ricerca, ma può diventare un presidio culturale e cittadino atto a rispondere a valori di aggregazione, comunità e coesione. Sarà, in questo senso, sviluppato un public program di BIBLIOheart?

«Si, senza dubbio, Creando Biblioheart abbiamo pensato innanzi tutto ai giovani, agli studenti. Ma in realtà la biblioteca sta richiamando l’attenzione anche dei collezionisti, degli appassionati in materia… Le richieste sono arrivate anche da alcuni Musei italiani. Credo che uno degli elementi più interessanti di heart sia questa sua molteplicità di volti: il nostro pubblico è eterogeneo, muta a seconda delle proposte. Immagino sarà così anche per il futuro della biblioteca, che desideriamo sia un luogo dinamico, inclusivo, che possa coinvolgere la comunità come già fanno le altre attività dell’associazione. La sede di heart sta di fronte a un grande plesso scolastico che cerchiamo sempre di coinvolgere. In passato abbiamo lavorato con alcuni istituti di detenzione lombardi e abbiamo nuovi progetti anche in quella direzione… Le possibilità di sviluppo sono molte».

Simona Bartolena Responsabile Spazio heart

Pensando all’impatto culturale che questo tipo di biblioteca può avere sul territorio, si auspica che possa stimolare la nascita di nuovi spazi e iniziative culturali legate all’arte contemporanea?

«Vimercate è una piccola realtà, ma molto vivace. Ha un bellissimo museo (il MUST), vari spazi espositivi, associazioni, una biblioteca civica molto attiva… Heart ha ottime relazioni con altre realtà culturali del territorio. Spesso intrecciamo il nostro percorso al loro. Più questa rete si amplia e si fortifica e meglio è. Senza dubbio. Biblioheart è stato l’ennesimo sforzo di heart in questa direzione. Sono certa che costituirà un riferimento e un esempio per altri».

Nata a Pesaro nel 1991, è laureanda nel corso di Visual Cultures e Pratiche Curatoriali presso l'Accademia di Brera. È residente a Milano dove vive e lavora come giornalista freelance per diverse testate di arte, concentrandosi sul panorama contemporaneo tramite news, recensioni e interviste su online e cartaceo. Oscilla tra utopia e inquietudine; ancora tanti sogni da realizzare.

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