Fondazione Prada accende l’estate: le mostre da vedere a Milano e Venezia

di - 22 Giugno 2026

Fondazione Prada attraversa l’estate con un programma diffuso tra Milano e Venezia, articolato tra arte contemporanea, cinema, ricerca tecnologica e riflessione sulle trasformazioni sociali del presente. Mostre, appuntamenti e proiezioni accompagneranno i mesi estivi nelle tre sedi dell’istituzione, dalla sede principale di Largo Isarco all’Osservatorio in Galleria Vittorio Emanuele II, fino a Ca’ Corner della Regina durante la Biennale Arte di Venezia.

Dall’agricoltura tecnologica di Cao Fei alle architetture instabili di Mona Hatoum, dalle isole sommerse di Hito Steyerl alle mitologie violente dell’America contemporanea esplorate da Arthur Jafa e Richard Prince, le mostre affrontano alcuni dei nodi più urgenti del nostro tempo: il rapporto tra tecnologia e natura, la fragilità dei sistemi politici e sociali, la circolazione delle immagini, la memoria culturale e le possibilità ancora aperte dell’immaginazione.

Osservatorio Fondazione Prada. Foto Delfino Sisto Legnani e Marco Cappelletti. Courtesy Fondazione Prada.

Dash: Cao Fei e l’agricoltura nell’era dell’intelligenza artificiale

A Milano, nella sede principale della Fondazione, prosegue fino al 28 settembre Dash, il progetto multimediale concepito da Cao Fei a partire da una ricerca condotta negli ultimi tre anni tra le campagne coltivate della Cina meridionale e nordoccidentale e il Sud-est asiatico. Attraverso fotografia, videoinstallazione, realtà virtuale, documentario e materiali d’archivio, l’artista indaga lo sviluppo della smart agriculture, osservando come droni, algoritmi, automazione e sistemi di monitoraggio stiano ridefinendo il rapporto tra esseri umani, terra e produzione alimentare.

Immagini della mostra “Dash” di Cao Fei Foto: Marta Marinotti e Federico Floriani Courtesy Fondazione Prada. Cao Fei, Dash, 2026 Installazione multimediale, dimensioni variabili Video a due schermi 47’05”, installazione fotografica a 9 pannelli, strutture da risaia, stazioni meteorologiche, droni agricoli, veicoli automatici e filmati promozionali XAG, arredi, Struttura dell’installazione sviluppata da Small Production, Courtesy dell’artista, Vitamin Creative Space and Sprüth Magers, Opera prodotta da Fondazione Prada in occasione della mostra “Dash”

Il progetto affronta alcune delle grandi questioni che attraversano oggi l’agricoltura globale: il cambiamento climatico, la scarsità d’acqua, lo spopolamento delle campagne, l’invecchiamento delle comunità rurali e la progressiva sostituzione dei saperi tradizionali con sistemi tecnologici sempre più sofisticati. Al piano terra del Podium, Cao Fei costruisce un ambiente immersivo composto da un granaio, una postazione di lavoro, un tempio e una piccola piantagione di banani circondata da attrezzature per l’agricoltura intelligente, pannelli solari e schermi. Al primo piano, documentari, interviste, fotografie, materiali storici e archivi visivi ampliano la riflessione sul ruolo dell’agricoltura nella costruzione sociale, economica e simbolica della Cina contemporanea.

Over, under and in between: Mona Hatoum nella Cisterna

Sempre nella sede di Milano, fino al 9 novembre è visitabile Over, under and in between, progetto site specific di Mona Hatoum negli spazi della Cisterna. La mostra si articola in tre installazioni autonome, costruite attorno a tre elementi centrali nel vocabolario dell’artista: la ragnatela, la mappa e la griglia. In ciascuna sala, Hatoum lavora sul rapporto tra spazio, corpo e percezione, trasformando motivi apparentemente ordinati in strutture instabili, ambigue e attraversate da tensioni.

Immagine della mostra “Over, under and in between” di Mona Hatoum Foto: Roberto Marossi Courtesy Fondazione Prada

Nella prima sala una grande ragnatela composta da sfere di vetro soffiato sospese sopra il pubblico evoca allo stesso tempo protezione e minaccia, casa e prigionia. Nella sala centrale, oltre trentamila sfere traslucide di vetro rosso disposte sul pavimento formano una mappa del mondo priva di confini politici, instabile e vulnerabile alle forze esterne. Nell’ultima sala, l’installazione cinetica all of a quiver si presenta come una struttura metallica a griglia alta 8,6 metri, che oscilla lentamente tra crollo e ricostruzione. L’opera diventa così una figura della precarietà contemporanea, sospesa tra resistenza e fragilità, costruzione e collasso.

Cinema Godard: #Flashback prima della pausa estiva

Fino al 12 luglio prosegue inoltre la programmazione del Cinema Godard, curata da Paolo Moretti, con la sezione #Flashback, che ripropone alcuni dei titoli più apprezzati dal pubblico nella stagione recente. Tra i film in calendario figurano Un semplice incidente di Jafar Panahi, Sentimental Value di Joachim Trier, The Rocky Horror Picture Show di Jim Sharman, L’agente segreto di Kleber Mendonça Filho, Sirât di Óliver Laxe, La voce di Hind Rajab di Kaouther Ben Hania, Le città di pianura di Francesco Sossai, Die, My Love di Lynne Ramsay, Nouvelle Vague di Richard Linklater e Fino all’ultimo respiro di Jean-Luc Godard. La programmazione riprenderà poi il 4 settembre.

Cinema Godard, ph t-space

The Island: Hito Steyerl tra fantascienza, ecologia e AI

Negli spazi dell’Osservatorio, in Galleria Vittorio Emanuele II, è invece visitabile fino al 30 ottobre The Island, progetto site specific di Hito Steyerl che intreccia fantascienza, intelligenza artificiale, ecologia, archeologia e fisica quantistica. La mostra prende avvio da un racconto del critico letterario Darko Suvin, autore di Le metamorfosi della fantascienza, che durante un bombardamento a Zagabria nel 1941 immaginò di trovarsi all’interno della serie cinematografica Flash Gordon alla conquista di Marte. Da questo episodio Steyerl costruisce un percorso che attraversa mondi paralleli, salti temporali e stati diversi della materia.

Immagine della mostra “The Island” di Hito Steyerl Osservatorio Fondazione Prada, Milano Foto: Andrea Rossetti Courtesy: Fondazione Prada Hito Steyerl The Island, 2025 V ideo HD monocanale, c inema; ologrammi con rumori quantistici; sfere con proiezioni archeologiche; video documentari. Durata 26 minuti (video HD monocanale); installazione di dimensioni variabili Courtesy l’artista, Fondazione Prada, Andrew Kreps Gallery, New York ed Esther Schipper, Berlin/Paris/Seou

Il progetto si articola in quattro nuclei narrativi: The Artificial Island, dedicato alla scoperta di un’isola artificiale neolitica sommersa al largo della Dalmazia; Lucciole, incentrato sul plancton bioluminescente e sulla molecola della luciferina; The Birth of Science Fiction, che indaga l’eredità teorica di Suvin; e Flash!, che rievoca le immagini fantascientifiche dell’infanzia dello studioso. Tra installazioni video, interviste, scansioni 3D, materiali scientifici e riferimenti alla cultura popolare, Steyerl mette in relazione crisi climatica, derive autoritarie della tecnologia e possibilità immaginative della fantascienza.

Helter Skelter: Arthur Jafa e Richard Prince a Venezia

A Venezia, nella sede di Ca’ Corner della Regina, Fondazione Prada presenta fino al 23 novembre, durante la Biennale Arte, Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince, doppia mostra personale a cura di Nancy Spector. Il progetto mette in dialogo due artisti statunitensi che, pur provenendo da percorsi differenti, condividono un rapporto radicale con l’appropriazione e la manipolazione delle immagini. Film, fumetti, romanzi pulp, video YouTube, copertine di dischi, pubblicità, social media, materiali d’archivio e cultura popolare americana diventano il terreno comune di una riflessione sulle contraddizioni degli Stati Uniti.

Exhibition view of “Helter Skelter: Arthur Jafa and Richard Prince” Photo: Andrea Rossetti Courtesy Fondazione Prada Arthur Jafa Love Is The Message, The Message Is Death, 2016

La mostra riunisce oltre cinquanta opere tra fotografie, video, installazioni, sculture e dipinti, includendo nuovi lavori realizzati per l’occasione e una zine nata dallo scambio di immagini tra i due artisti. Se Arthur Jafa riflette sull’identità afroamericana, sulla cultura Black, sulla violenza sistemica e sulla spiritualità, Richard Prince attraversa il lato oscuro dell’immaginario bianco americano, tra mascolinità, desiderio, pubblicità e sottoculture. Il titolo Helter Skelter condensa questa stratificazione di riferimenti: dall’attrazione da luna park alla canzone dei Beatles, dalla lettura apocalittica di Charles Manson alla storia delle mostre e delle omissioni nel sistema dell’arte statunitense.

Dopo l’estate: antichità globali, spazio pubblico e neuroscienze

L’autunno segnerà anche l’avvio di una nuova stagione espositiva. Dal 5 novembre 2026 all’1 marzo 2027, il Podium di Fondazione Prada ospiterà Global Antiquity, un ampio progetto di ricerca a cura di Salvatore Settis e Anna Anguissola, con la collaborazione di Chiara Ballestrazzi e un allestimento concepito da Rem Koolhaas e AMO/OMA.

La mostra proporrà una rilettura delle relazioni tra il Mediterraneo, l’Africa orientale e l’Asia tra il VI secolo a.C. e il IX secolo d.C., mettendo in discussione una visione lineare della storia e mostrando come il mondo antico fosse già attraversato da reti di scambio, migrazioni e contaminazioni culturali. Il progetto si interrogherà inoltre sul rapporto tra la “globalità” del mondo antico e le forme contemporanee della globalizzazione.

Fondazione Prada Milano, foto Bas Princen

Dal 3 dicembre 2026 al 26 luglio 2027, gli spazi dell’Osservatorio accoglieranno invece un nuovo progetto di Cyprien Gaillard, dedicato alla progressiva erosione dello spazio pubblico e alle tensioni tra conservazione del patrimonio, processi di privatizzazione e trasformazioni del paesaggio urbano. Pensata in dialogo con la Galleria Vittorio Emanuele II e con la storia di Milano, la mostra proseguirà la riflessione dell’artista sulle tracce lasciate dalle società nei propri ambienti costruiti.

Accanto alle esposizioni, Fondazione Prada anticipa anche una serie di appuntamenti interdisciplinari: il nuovo capitolo del progetto Human Brains, in programma a Milano tra ottobre 2026 e aprile 2027, una performance musicale nella Chiesa di Santa Maria Annunciata in Chiesa Rossa, prevista per novembre, e un evento speciale del Festival Luigi Nono a Venezia, sempre nel mese di novembre. Un programma che conferma la volontà della Fondazione di attraversare territori diversi – dall’archeologia alla contemporaneità, dalle neuroscienze alla musica – facendo dialogare discipline e temporalità differenti.

Articoli recenti

  • Arte contemporanea

Oltre le mura. Reclaiming Collective, il secondo capitolo di FORT Biennale

Nato per difendere e separare, il Forte di Fortezza diventa il luogo in cui immaginare nuove forme dello stare insieme.…

22 Giugno 2026 18:00
  • Teatro

In Scena: gli spettacoli e i festival della settimana, dal 22 al 28 giugno

Una selezione degli spettacoli e dei festival piĂą interessanti della settimana, dal 22 al 28 giugno, in scena nei teatri…

22 Giugno 2026 17:30
  • Arte contemporanea

Una cooking session con Rirkrit Tiravanija? Da Pirelli HangarBicocca Milano succede anche questo

L'artista thailandese incontra i visitatori insieme alla curatrice Angela Vettese, portando nel vivo della sua pratica artistica con una conversazione,…

22 Giugno 2026 17:00
  • Mercato

Da Degas a Basquiat: la Collezione Anthony Favaro protagonista all’asta di Fidelis Auctions

Il 23 giugno, la casa d'aste Fidelis Auctions presenterĂ  a Bologna una vendita d'arte moderna e contemporanea impreziosita da due…

22 Giugno 2026 15:09
  • Mercato

Altro che gastronomia molecolare: all’asta la Cucina Futurista di Marinetti e Fillìa

Fragolamammella, uova divorziate e brodi solari. Finarte mette in vendita la prima edizione del libro che trasformò la tavola in…

22 Giugno 2026 13:11
  • Musei

L’Albertina di Vienna celebra 250 anni e guarda al futuro: intervista al direttore Ralph Gleis

L’Albertina di Vienna celebra 250 anni con tre mostre dedicate alle sue preziosissime collezioni: il direttore Ralph Gleis ci racconta…

22 Giugno 2026 11:30