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Fino al 16.VI.2018 | Carol Rama opere su carta 1962-1998 | MEB Arte Studio, Borgomanero

di - 5 Giugno 2018
Smentendo l’antico adagio per cui nessuno può essere “profeta in patria”, una delle artiste più note e controverse del secolo passato, torna in pompa magna nel suo Piemonte, vicino a quella Torino benpensante e conservatrice che nel ‘900 aveva osservato sbigottita il suo battesimo artistico. Tra i vicoli di una cittadina a due passi dal Lago Maggiore, sui muri bianchi e immacolati di una piccola galleria di Borgomanero, si staglia impudica e titanica l’opera di Carol Rama. Il MEB Arte Studio ha inaugurato il 5 maggio la personale “Carol Rama – opere su carta 1962-1998”, curata da Marco Emilio Bertona. Le opere selezionate dal gallerista, realizzate tra il ’62 e il ’98, catturano l’occhio dello spettatore che, di lampo, attraversa il tormentato iter artistico e biografico della Rama, compartecipando alla travagliata evoluzione di un’artista rivoluzionaria e provocatoria, un’autodidatta cresciuta lontana dalle accademie, come avrà a dire di se stessa: «Non ho avuto maestri pittori, il senso del peccato è il mio maestro. Il peccato è una trasgressione del pensiero». A partire dagli anni ’60, in mostra il periodo “organico”, le forme pure che contraddistinguono quelli che paiono essere cartogrammi dell’anima, rappresentazioni grafiche di un’emotività eterogenea e sanguigna; i bricolage, così definiti dall’amico Edoardo Sanguineti, con il loro comporto simbolico; gli esperimenti con le camere d’aria, “correlativo oggettivo” della figura paterna: Amabile Rama, morto suicida, era infatti un piccolo industriale del settore automobilistico.
Carol Rama opere su carta 1962-1998 MEB Arte Studio, Borgomanero
E poi gli anni ’80 e ’90 con il ritorno alla figurazione, abbandonata appena dopo l’esordio negli anni ’30, forse anche a causa delle critiche e dello sgomento scaturiti, tra pubblico e critica, dalla sua prima serie d’acquerelli sulla condizione femminile. Si riaffacciano così sulle tele le figure umane, i dettagli anatomici, gli organi genitali, le vulve e i falli, quella sensualità violenta, quell’erotismo osceno, provocatorio e ribelle, «il grande tabù» – dirà lei – che le era costato la censura del regime.  A popolare l’oscuro immaginario nelle carte in mostra della Rama sopraggiungono anche temi d’attualità, dal morbo della mucca pazza a Buster Keaton con un pezzo della serie a lui dedicata, ma sembra sempre essere la “donna” il fil rouge che accompagna lo spettatore nell’articolato universo interiore della Rama, ritratta a nudo, calata nello squallore e nell’oscenità del reale: disabilità, aborto, abusi, sangue e carne tratteggiano prepotentemente una femminilità terrena e primordiale, con l’invasione di punte non celate d’autobiografismo. «Dopo oltre 15 anni le opere di Carol tornano a Borgomanero –  racconta il curatore – ho selezionato una decina di opere che, eseguite dagli anni ’60 fino all’alba del nuovo millennio, permettono di indagare i vari periodi che hanno scandito la sua carriera. La serie fornisce una visione completa del suo operato artistico, stimolando approfondimenti su questa artista fuori dall’ordinario.»
Barbara Taccone
Mostra visitata il 5 maggio
Dal 5 maggio al 16 giugno 2018
Marco Emilio Bertona
MEB Arte Studio
Via San Giovanni 26 Borgomanero (NO)
Orari: sabato 10-12.30 / 14-19 o su appuntamento
Info: cell. 342.8854339 / Mail: mebartestudio@gmail.com, www.mebartestudio.it

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