Categorie: altrecittà

Fino al 16.VII.2017 | Marco Maria Zanin, Dio è nei frammenti | Galleria Civica, Modena

di - 12 Luglio 2017
L’essenza di un frammento. La vita vissuta che si scompone e si ricompone nei particolari di un oggetto, logoro, abusato, sfinito ma proprio per questo denso di significazione. Nel suo lavoro Marco Maria Zanin ci conduce alle origini della società occidentale attraverso un percorso di ricordi familiari assunti come tracce e rimandi a ideali antropologici e archetipici. I racconti del lavoro del nonno Arduino, la sua falegnameria, i suoi utensili, le sue pialle, il legno consunto, diventano i modelli di una contemporaneità che necessità di ritrovare un legame più stretto con la sua stessa essenza. Memoria e radici della società occidentale, sulla scorta del pensiero di Didi-Huberman, si incarnano in questi attrezzi tipici della comunità rurale veneta – o in quel resta di loro – e diventano testimonianze di valori umani universali sopravvissuti lungo le epoche storiche tradotti. «Girando per i mercatini dell’antiquariato – racconta Zanin nella lunga intervista rilasciata a Daniele De Luigi, curatore della Galleria Civica di Modena, e riportata nel catalogo che accompagna la mostra – continuavo ad essere attratto da queste vecchie pialle, che vedevo usare al nonno quando lavorava il legno. Più le guardavo e più vi riconoscevo delle forme quasi archetipiche, come se le mani di questi artigiani fossero state guidate da qualcosa di profondo, un’intuizione proveniente da uno spazio umano in cui è registrata l’origine di tutto, ma nello stesso tempo dalla capacità di recepire e tradurre una specifica identità locale. Il taglio libera la forma che avevo intuito al loro interno e apre una porta, un canale».
Marco Maria Zanin, Mezzogiorno Locale Vero, 2017 stampa fine art su carta cotone fine art print on cotton paper 60 x 48 cm
Accompagna la riflessione di Zanin sulla storia della sua famiglia, il confronto con il suo presente, la vita a San Paolo, città in cui l’artista risiede abitualmente da qualche anno. Nella megalopoli brasiliana, questo confronto tra presente e passato si fa evidente e pressante, in una società che cerca di adeguarsi ai ritmi di sviluppo occidentale, ma restando inevitabilmente legata alle proprie origini. Qui il segno della vita che passa lo si ritrova nelle architetture urbane, demolite e ricostruite come fossero precarie strutture di carta. E quel che resta del passato distrutto, mattoni, calcinacci, schegge, Zanin lo raccoglie e lo fotografa, gli da una vitalità, lo combina in composizioni che si traducono in immagini dal chiaro rimando morandiano. Ed esattamente come quelle ritratte dal maestro bolognese, anche queste forme si perdono nella luce che le inonda; una luce carica di valenze mistiche e spirituali. E la domanda, istintiva, che ci poniamo resta sempre la stessa e attorno alla quale sembra ruotare tutto il pensiero di Zanin: può un oggetto avere un’anima?
Leonardo Regano
mostra visitata il 27 giugno
Dal 21 maggio al 16 luglio 2017
Marco Maria Zanin, Dio è nei frammenti
Galleria Civica di Modena,
corso Canalgrande 103, 41121 Modena
Orari: mercoledì-venerdì 10.30-13.00 e 16.00-19.30; sabato, domenica e festivi 10.30-19.30. Lunedì e martedì chiuso.
Info: www.galleriacivicadimodena.it

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