Categorie: Personaggi

Diya Vij è la nuova commissaria alla Cultura di New York: la nomina che segna la linea Mamdani

di - 2 Marzo 2026

Il sindaco di New York Zohran Mamdani ha scelto Diya Vij come nuova commissaria del Department of Cultural Affairs – DCA, uno degli incarichi più rilevanti dell’ecosistema artistico cittadino. La nomina, anticipata da fonti interne e confermata dal New York Times, colloca alla guida del più grande ente municipale nel campo della cultura degli Stati Uniti una figura con un profilo curatoriale e politico marcato.

Il DCA è il principale finanziatore pubblico delle arti negli Stati Uniti: solo nell’ultimo anno fiscale ha distribuito 245 milioni di dollari a oltre 800 organizzazioni nei cinque borough. In un contesto in cui ogni cambio di amministrazione rende particolarmente osservata la scelta del commissario, l’ascesa di Mamdani – la cui campagna elettorale si è distinta per un uso consapevole e aggiornato dei linguaggi visivi e per un’attenzione esplicita alla cultura – aveva acceso un intenso dibattito sulle future politiche culturali della città. Il fatto che la moglie del sindaco, Rama Duwaji, sia un’artista, ha contribuito a rafforzare l’idea di un’amministrazione sensibile alla dimensione estetica e simbolica.

In una dichiarazione ufficiale, Mamdani ha definito Vij «Una leader visionaria e profondamente riflessiva che comprende come l’arte non sia ornamentale per questa città ma essenziale». Il sindaco ha inoltre sottolineato l’intenzione di mantenere New York una città in cui gli artisti possano vivere e lavorare, garantendo accesso culturale in tutti i quartieri.

Quarantenne, Vij è attualmente vicepresidente dei programmi curatoriali e artistici di Powerhouse Arts, centro di produzione e programmazione con sede a Brooklyn, incarico assunto nel novembre scorso. Il suo percorso professionale si è sviluppato all’incrocio tra arte pubblica, pratiche socialmente impegnate e politiche culturali. In precedenza è stata curatrice presso Creative Time, dove ha lanciato CTHQ – spazio di incontro per artisti attivi tra arte e politica – e rilanciato il Creative Time Summit, oltre a contribuire alla realizzazione di commissioni di arte pubblica come The World’s UnFair (2023), progetto del collettivo indigeno New Red Order dedicato alla restituzione delle terre alle comunità native.

Peraltro non si tratta di un percorso estraneo alla macchina amministrativa. Tra il 2014 e il 2019 Vij aveva già lavorato all’interno del DCA sotto l’amministrazione De Blasio, occupandosi di comunicazione digitale, coordinando il programma Public Artists in Residence e guidando l’iniziativa DEI – Diversity Equity Inclusion dell’agenzia. In precedenza aveva mosso i primi passi professionali al Queens Museum.

La sua nomina avviene in una fase complessa per il sistema dell’arte newyorkese. L’instabilità economica e l’aumento dei costi hanno determinato la chiusura di numerose gallerie e la migrazione di artisti verso altre città. A ciò si aggiungono i tagli federali ai finanziamenti culturali e le tensioni politiche legate alle pressioni ideologiche esercitate dalla presidenza Trump su musei e istituzioni, in particolare sui temi DEI. «Questa instabilità crea un clima di paura che rende difficile per le organizzazioni assumersi i rischi necessari per affrontare le questioni del presente e restare spazi di comunità, immaginazione e dissenso», ha dichiarato Vij, che sarà la prima persona di origine sud-asiatica a ricoprire il ruolo di commissaria e riferirà alla vice sindaca per la giustizia economica, Julie Su.

Dunque, in una città dove l’arte è al tempo stesso motore economico e terreno di espressione di conflitti sociali, la nuova commissaria sarà chiamata a bilanciare sostenibilità finanziaria, accesso diffuso alla cultura e tutela della libertà espressiva. «Questa amministrazione ha rinnovato la mia convinzione che il governo cittadino possa essere un luogo di cambiamento reale — e che arte e cultura siano essenziali per questo progetto», ha commentato Vij. «Troppi artisti sono stati costretti ad andarsene dalla città che amano, schiacciati dalla crisi del costo della vita. Come Commissaria, estenderò l’agenda sull’accessibilità promossa dal sindaco di New York alle arti e alla cultura. È un onore contribuire a costruire una città in cui artisti, lavoratori culturali e cittadini di tutti e cinque i borough possano fare più che semplicemente sopravvivere — possano vivere vite piene, vibranti e curiose».

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