Quattro mesi di tempo ha impiegato il fotografo spagnolo David Ruiz Loridan per mostrare con semplice efficacia la complessa e preziosa tradizione dei Ngakpa, divulgata in Tibet dal Guru Padmsabhava nell’VIII secolo.
Un approccio spontaneo il suo, dopo aver spiegato i motivi e nel totale rispetto della concezione che la popolazione ha nei confronti della fotografia. Una concezione molto formale, visto che è utilizzata per immortalare occasioni importanti come quella dell’iniziazione religiosa e delle tappe che ne contraddistinguono il percorso. Ciò non ha costituito un limite per il fotografo, ma una presa di coscienza che nel rispetto stia la base della reciproca comprensione, visto anche l’obiettivo della mostra che è quello di “sensibilizzare sull’importanza di preservare il patrimonio culturale tibetano”.
Le foto esposte sono suddivise in sei sezioni, ognuna adatta ad illustrare un aspetto della società e della cultura Ngakpa. Si comincia con la sezione dedicata al paesaggio, per entrare a livello percettivo nel contesto ambientale ancora fondamentale mezzo di sostentamento e custode fortemente rispettato della vita di tutti i giorni e della spiritualità. La sezione del reportage, in cui è la quotidianità ad essere rappresentata. Un giorno al mercato, una donna a cavallo, un giovane che porta una pecora a spalla per venderla. Gesti e momenti di tutti i giorni ma che affondano le radici in un tempo troppo lontano anche per il pensiero.
Anche gli oggetti hanno una specifica identità. Sono stati privilegiati quelli a carattere religioso, come un blocchetto a stampa per i testi sacri, e i piatti di ottone per i riti tantrici, non perché ci sia una differenza di importanza con gli altri oggetti comunemente
link correlati
www.ngakman.org
www.asia-onlus.org
www.istitutoshangshung.org
daniele di lodovico
mostra vista il 17 maggio 2003
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