Categorie: altrecittà

Fino al 17.XI.2013 | Colloqui. Finte nature. Una nuova scena artistica Toscana | Monsummano Terme, MAC

di - 7 Ottobre 2013
I musei periferici hanno un modo tutto loro per farsi riconoscere, a partire dalla tranquilla quiete della provincia e dalla mancanza di concorrenza, reale o ignorata. I punti di riferimento sono concentrati sulla loro capacità di mantenimento amministrativo e sulle capacità di “attrazione” locale. Il bel museo di Monsummano è ricavato dalla ristrutturazione della villa di un maggiorente del paese, con tanto di vasca di marmo stile Paolina Bonaparte al piano terreno dietro lo scalone d’ingresso, voluto nello stile michelangiolesco della biblioteca laurenziana. L’aria è piacevole, le stanze ben illuminate, i lavori degli artisti, selezionati dal curatore Giacomo Bazzani, ottimamente installati, con tanto di schede tecniche da fare invidia a ben altri musei. Queste schede permettono la visita della mostra a visitatori anche non preparati, senza bisogno di guida. Nelle cucine della villa, naturalmente nel sottosuolo, si è svolta una performance di cucina etiope (la ragione rimane oscura) anche perché, sebbene ci sia attinenza fra cucina e cucine, questa pièce etnica non si è accordata bene col monumentale camino di pietra serena che avrebbe richiesto, piuttosto, una serie di spiedini di beccacce.
Fra gli artisti presenti Silvia Noferi presenta la sua recente serie fotografica Sottovetro consistente di dittici dove si confrontano pezzi di paesaggio la cui immutabile veridicità viene confutata dalla presenza di personaggi che voltano le spalle agli osservatori, e di pezzi di natura ricostruita nei diorami dei musei di storia naturale. I suoi lavori, pervasi di melanconia, sono delle moderne vanitas che alludono non alla breve durata della vita umana, come quelle classiche con i loro armamentari di teschi, frutta e candele che si consumano, ma alla breve durata del paesaggio, condannato a prossima  morte dalla eccessiva demografia umana e dall’uso dissennato che l’umanità stessa ne sta facendo.
Ancora Enrico Vezzi, intellettuale e raffinato, ricostruisce una città con libri che hanno per argomento l’utopia, che ne formano la pianta e l’alzato, a formare un precario intrico di strade che ci immaginiamo di poter percorrere, a nostro unico rischio o infinito piacere, dopo esserci rimpiccioliti alla sua scala in attesa che possa essere l’Emilio o l’Unico e la sua proprietà, piuttosto che il Walden ad offrirci la sperata ospitalità. Anche Filippo Basetti lavora sulla possibilità di educare con la cultura costruendo alla maniera degli architetti utopisti degli interventi, anche minimi, prima nel pensiero poi sulla carta e magari, in un futuro ideale, realizzandole anche sul territorio urbano, incominciando, come ha fatto, con dei segni verdi sulle strade di Monsummano.
Eva Sauer, in una penombra che le si addice, racconta attraverso un’immagine lunare il passaggio in quella terra di nessuno, dal clima rigido dell’inverno che sta per finire, che è la solitudine dei bambini, piena di dissolvenze e incomprensioni, che come quella degli animali non hanno voce. L’immagine in cui i profili dei personaggi sembrano perdere consistenza, trova la sua specularità al suolo dove col gessetto dei giochi è scritta una poesia che gli spettatori cancellano col loro passaggio. L’intensità poetica che lega i lavori esposti, rivela il malessere dato dalla consapevolezza che le immagini descritte in modi pur così diversi, posseggono tutte la solitudine dei luoghi non abitati.
Claudio Cosma
dal 21 settembre al 17 novembre 2013
Colloqui. Finte nature. Una nuova scena artistica Toscana
Museo di Arte Contemporanea e del ‘900
Villa Renatico Martini
Via Gragnano, 349 – 51015 Monsummano Terme (PT)
Orari: lunedì, giovedì, venerdì 16.00 – 19.00
mercoledì 9.30 – 12.30
sabato e domenica 9.30 – 12.30 e 16.00 – 19.00
Info: Tel. e fax 0572 952140 museoarte@comune.monsummano-terme.pt.itwww.macn.it

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