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fino al 2.IV.2006 | Federico Lombardo | Mantova, Bonelli Arte Contemporanea

di - 31 Marzo 2006

È spiazzante l’ultima pittura di Federico Lombardo (Castellammare di Stabia, 1970), concentrata con acutezza e poesia sui volti di donne e bambini. Una pittura che per convenzione si definisce figurativa, ma che nasconde un lavoro intenso per estrarre dalla realtà gli elementi nascosti che ne costituiscono il substrato emotivo. All’esprite de géometrie del realismo puro egli contrappone un esprite de finesse fatto di tratti morbidi e pennellate che non si vedono, lievi ma mai illanguidite. È una pittura aerea, impalpabile, cartesiana nella chiarezza e nella precisione, che passa sopra i dettagli della pelle e dei capelli, citando tinte e modalità care ad Alex Katz.
Le tele sono collocate alle pareti della galleria per serie. Si è accolti da trenta sguardi diversi, ognuno dei quali declina in maniera differente un modo di stare al mondo. Primo piano d5 (del 2005, come tutte le opere esposte) rappresenta una donna dai capelli rossi. Il suo sguardo è fiero, forse altezzoso, ma conserva degli elementi di dolcezza che vanno in corto circuito con la forza che esprime. Primo piano d3 è invece piacevolmente ambiguo nella presenza di tratti maschili e femminili, adolescenziali, con le ciglia appena segnate e gli occhi che puntano al cuore, quasi a chiedere una conferma di ciò che solo la natura potrà rivelare. Ma c’è anche molto eros, un’attrazione visiva che porta a caricare con malizia tutto ciò che non è spiegato. Lombardo conosce bene il gioco e fa lavorare con la testa lo spettatore. È questo che colpisce, l’impossibilità a lasciar decadere le domande che i soggetti rivolgono, diretti e frontali. Molto spesso è inquadrata solo una parte del volto, quasi a stringere il campo, a rendere ancora più intensa -e talvolta imbarazzante- la vista.

Discorso differente invece per gli acquerelli, che sono vibranti e danno forte la sensazione del non finito: i corpi di donna sono stagliati sullo sfondo bianco, senza alcun elemento di scenario, quasi fossero immagini oniriche o apparizioni notturne. La tecnica sembra paradossalmente espressionista ma non c’è né giudizio alcuno. C’è forse palesamento, la perdita dell’innocenza dei corpi e delle donne, che sembra si possano salvare solo nella loro aerea (in)consistenza. O perdendosi intensamente negli occhi dello spettatore.

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mostra visitata il 3 marzo 2006


Federico Lombardo
catalogo con testi di Luca Beatrice, Maurizio Sciaccaluga e un’intervista di Paola Artoni
Mantova, Bonelli Arte Contemporanea, via Corrado 34
da martedì a sabato 14.30-19.30
ingresso libero – per informazioni tel. fax 0376 244769 – info@bonelliarte.comwww.bonelliarte.com


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Visualizza commenti

  • spiazzante? ma avete importato del popper ? o vi fumate la salvia?

  • che tristezza!!! sono le uniche parole che mi vengono in mente a vedere un artista del genere e una galleria che investe cosi tanti soldi per artisti gia scoppiati ancora prima di incominciare......beh ma non dimentichiamoci che siamo in italia il paese del provincialismo

  • copia brutta di till freiwald, peccato che till è in molti musei americani

  • eiii!.. ma che vi rode il successo

    di un vero pittore?
    Bonelli è uno dei più dinamici e seri galleristi italiani,
    sta puntando anche e soprattutto all'estero, vedi i grandi successi ad Arco e Scope New York,

    noi Italiani siamo sempre in ritardo nel riconoscere i veri talenti .....ma va bene cosi

  • scopiazzatura e non sense! non ci servono questi artisti.
    Anzi si per sostenere quelli veri.
    comprate gente comprate.
    brutto lo stand di bonelli al miart per gli artisti presentati, quando ci vuole la bocca deve urlare.

  • till freiwald il piccolo ma che palle!
    originalita' per dio o arrivera' lo sfacello.
    il mercato italiano per collezionisti impreparati.

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