Categorie: Mostre

Un rave d’arte a Trastevere: l’installazione di Mattia Pajè da Supernova

di - 8 Aprile 2026

Nei suoi spazi a Piazza di Santa Maria in Trastevere, a Roma, SUPERNOVA ospita, fino al 15 aprile, Thats All Folks!, la nuova personale di Mattia Pajè, a cura di Niccolò Giacomazzi. Il progetto, che prevede anche gli interventi decorativi di Shiva Om Art, rimanda alla cultura del rave che, storicamente, nasce come spazio di alterità e sperimentazione collettiva, divenendo territorio effimero dove poter ridefinire regole sensoriali e sociali fondate sul corpo.

Mattia Pajè, That’s All Folks, veduta della mostra, Supernova, Roma. Foto Eleonora Cerri Pecorella

Thats All Folks! prende avvio da una riflessione di Giacomazzi sul concetto di rave, non nella sua forma espansa ma in quella di confine, dove l’evento è sul punto di accadere pur senza mai compiersi, dove ciò che sembra imminente resta disatteso. «L’artista ha creato per l’occasione un grande ready-made immersivo, a richiamare l’apparato estetico del rave, solitamente funzionale a una trance corale che qui, invece, diventa estetica pura, spogliata del suo scopo originario», ci ha spiegato il curatore.

Mattia Pajè, That’s All Folks, veduta della mostra, Supernova, Roma. Foto Eleonora Cerri Pecorella

Mattia Pajè, That’s All Folks, veduta della mostra, Supernova, Roma. Foto Eleonora Cerri Pecorella

L’esposizione sollecita lo spettatore a riflettere sui processi percettivi che mettono in relazione il piano visibile e quello potenziale, in una dinamica priva di un vero punto di origine o di conclusione. In questa attesa ricreata, Pajè intesse un ambiente dove unione e straniamento convivono nella coralità cromatica di un’intelligente malinconia. Stoffe fosforescenti e policrome sono tese lungo le mura in pietra, a inscenare una sensazione di esotismo, un’atmosfera vibrante che, in senso canoviano, prevede o posticipa una celebrazione. Il suo frastuono è udibile solo da lontano, in una condizione negoziata tra spazio ed esperienza. «La festa, infatti, è finita e rimane solo il suono del generatore che continua ad oltranza. È come se l’assenza diventasse materia sospesa, uno spazio senza corpo», conclude Giacomazzi.

Articoli recenti

  • Danza

goldroom: i fantasmi della memoria abitano l’Overlook Hotel del gruppo nanou

Al Ravenna Festival debutta goldroom del gruppo nanou: un’installazione coreografica ispirata all’Overlook Hotel di Stanley Kubrick, uno spazio di fantasmi,…

15 Giugno 2026 12:30
  • Beni culturali

Kiev sotto attacco: colpita la Lavra delle Grotte, in fiamme il monastero patrimonio UNESCO

I bombardamenti russi su Kiev hanno danneggiato seriamente la Kyiv-Pechersk Lavra, monastero fondato nell’XI secolo e patrimonio UNESCO, simbolo della…

15 Giugno 2026 11:26
  • Arte contemporanea

43 artisti per la Gwangju Biennale 2026, una mostra sul cambiamento

La Biennale di Gwangju ha annunciato i 43 artisti della sedicesima edizione, curata da Ho Tzu Nyen e in apertura…

15 Giugno 2026 10:33
  • Progetti e iniziative

L’avanguardia del Pop Pointillism di MaMà Dots arriva al Quirinale, con il ritratto di Mattarella

Presentato al Quirinale il ritratto di Sergio Mattarella realizzato dal duo artistico MaMà Dots nello stile del Pop Pointillism: migliaia…

15 Giugno 2026 9:49
  • Progetti e iniziative

Il grande schermo sotto le stelle in Piazza de’ Pitti: a Firenze torna Apriti Cinema

Una delle piazze più scenografiche del mondo si trasforma in un cinema a cielo aperto per l'intera estate: dal 15…

14 Giugno 2026 18:51
  • Arte contemporanea

La Biennale Gherdëina compie vent’anni e trasforma le Dolomiti in un giardino del futuro

Con Future Paradise Gardens, la decima edizione della Biennale Gherdëina mette in dialogo arte contemporanea, memoria del territorio e immaginazione…

14 Giugno 2026 18:02