La prima mostra prodotta da Casa Sanlorenzo a Venezia è un omaggio alle onde del mare

di - 24 Maggio 2026

Dopo Breathtaking di Fabrizio Ferri, la mostra WAVES segna una nuova tappa di Sanlorenzo Arts, l’iniziativa culturale avviata dal celebre marchio della nautica Sanlorenzo Yacht. La mostra trova spazio a Casa Sanlorenzo, nel cuore di Venezia, a punta della Dogana, trasformata per l’occasione in un luogo di ricerca e confronto tra linguaggi creativi, visioni scientifiche e riflessioni contemporanee. Collocata a pochi passi dai grandi centri veneziani dell’arte, come Collezione Guggenheim e Fondazione Pinault, si affaccia sull’ultimo ponte pedonale costruito a Venezia, con l’installazione di Marcello Maloberti Echo che conduce, l’attraverso l’esperienza sensoriale e olfattiva, al grande portale di Casa Sanlorenzo.

Waves ph © Ugo Carmeni Studio 2026

Varcando la soglia si entra in spazi armonici, di grande respiro, pareti bianche e grandi vetrate predispongono all’ascolto dell’onda, come vibrazione. L’esposizione dal titolo Waves nasce da un’idea tanto immediata quanto complessa: l’interpretazione del concetto di onda come forza capace di attraversare natura, tecnologia, percezione e memoria. Non si tratta quindi di una semplice suggestione marina, coerente con l’identità del marchio, ma di una chiave di lettura più ampia che guida l’intero percorso espositivo. L’onda viene intesa come movimento continuo, energia invisibile, trasformazione costante. Una presenza che modifica gli equilibri e mette in relazione spazio, materia e corpo.

Curata da Sergio Risaliti e Cristiano Seganfreddo, con il contributo scientifico dell’astrofisica Ersilia Vaudo, WAVES costruisce un dialogo tra artisti di diverse generazioni accomunati da una riflessione sul dinamismo e sulla mutevolezza della forma. Le opere storiche di Alexander Calder, Lucio Fontana e Fausto Melotti convivono con gli interventi contemporanei di Tony Cragg, Christine Safa, Marcello Maloberti e Friedrich Andreoni, in un allestimento che privilegia rimandi visivi e tensioni concettuali.

Waves ph © Ugo Carmeni Studio 2026

I curatori costruiscono attraverso il dialogo tra le opere scorci suggestivi, pieni e vuoti sapientemente calibrati per un’armonia di solida instabilità. Mentre i celebri tagli e i buchi sulle superfici monocrome di Fontana continuano ad aprire varchi verso dimensioni invisibili, i suoi segni ad olio su carta creano linee immaginarie e connessioni inaspettate. Melotti lavora sulla sottrazione e sull’equilibrio fragile della materia, che dona peso, lucentezza e armonia, per una costruzione di forme leggere che sembrano vibrare nel silenzio, in una libera e instabile poetica. Le strutture sospese di Calder sembrano sfidare la staticità dello spazio dando vita a opere dalla spontaneità giocosa in perfetta sintesi tra scultura e meccanica. Sul versante contemporaneo, le sculture di Tony Cragg sono in continua trasformazione, quasi modellate da correnti invisibili. Il mondo geologico, archeologico e scientifico si fonde nell’opera, conferendo forza nella materia. Christine Safa dissolve il paesaggio in superfici pittoriche sospese tra memoria e percezione. Tutti gli artisti esposti dialogano tra loro, nel gioco di addizione artistica. Ogni opera è il prosieguo dell’opera precedente e successiva, come un’onda senza tempo.

Waves ph © Ugo Carmeni Studio 2026

Uno degli aspetti più riusciti della mostra riguarda il rapporto con l’architettura di Casa Sanlorenzo. Gli ambienti non funzionano come semplice contenitore, ma diventano parte integrante del progetto. Non a caso, il tramite sognante tra il piano terra e il primo piano è una scala trasparente dell’architetto e designer Piero Lissoni, che ha firmato i restauri di Casa Sanlorenzo dotandola di quel fascino di eleganza domestica che contraddistingue il suo lavoro. Friedrich Andreoni lavora invece sugli elementi naturali e sonori del giardino, ampliando la dimensione sensoriale del percorso. Il suo è un lavoro di stratificazione sonora, in cui l’illusone diventa verità, alternando suoni naturali e modificati. Il visitatore viene così coinvolto non solo attraverso lo sguardo, ma anche tramite suoni, vibrazioni e percezioni ambientali, tanto da perdersi tra la morbidezza monumentale di Tony Cragg e i suoni di Andreoni.  Anche il percorso espositivo si è arricchito di una realtà olfattiva, sapientemente studiata da Xerjoff, che ne ha amplificato la dimensione sensoriale per un’immersione dei cinque sensi totale ed evocativa.

Waves ph © Ugo Carmeni Studio 2026

WAVES rappresenta anche una dichiarazione d’intenti. La nascita di Sanlorenzo Arts indica la volontà di creare uno spazio permanente, non un contenitore occasionale, ma un laboratorio culturale dedicato alla produzione artistica, scegliendo Venezia e la Biennale come naturale terreno di confronto internazionale.

La mostra prosegue un percorso decennale che ha già visto il marchio intrecciare importanti collaborazioni con istituzioni come Art Basel, Padiglione Italia alla Biennale Arte e la Triennale di Milano, vincendo anche il Compasso d’oro. In una Venezia costruita sull’instabilità dell’acqua e sull’equilibrio fragile delle sue architetture, WAVES trova una sintonia naturale, non come immagine puramente poetica o semplice scenario, ma struttura di pensiero e motore di energia trasformativa che converte la laguna, in una viva narrazione di resistenza e rigenerazione in continuo dialogo tra arte, artigianato e sostenibilità. In quest’ottica di ecocompatibilità, parteciperà, in qualità di partner fondatore, all’iniziativa Venice Climate Week dal 3 all’8 giugno e a Homo Faber in città dall’1 al 30 settembre, ospitando due mostre dedicate all’eccellenza artigianale di Venezia. Realtà che permettono di riconnettersi a tematiche del presente, cercando di portare concrete soluzioni.

Waves ph © Ugo Carmeni Studio 2026

Sanlorenzo yacht, Sanlorenzo Arts e Fondazione Sanlorenzo fanno capo all’Executive Chairman Massimo Perotti, la cui visione è quella di affiancare il sogno nautico alla condivisione della cultura. Per aprire una riflessione sullo stato di decadimento di alcune piccole isole, la casa Sanlorenzo presenterà un progetto della fotografa siciliana Roselena Ramistella dal 12 ottobre al 24 novembre.

L’acqua, l’onda e l’equilibrio instabile accompagnano Sanlorenzo nelle sue tre anime, non come un’eccezione ma una consolidata e consapevole realtà.

Articoli recenti

  • Mostre

Come algoritmi e piattaforme stanno cambiando l’arte: una mostra a Venezia

Inaugurato in occasione della Biennale Arte 2026, il progetto di Berggruen Arts & Culture mette in scena il lato invisibile…

21 Giugno 2026 19:43
  • Mostre

Un santuario digitale all’Espace Louis Vuitton: Lu Yang tra buddhismo e avatar

Fino al 4 ottobre, l’Espace Louis Vuitton Venezia ospita la mostra "DOKU The Illusion" dell'artista cinese Lu Yang: un progetto…

21 Giugno 2026 18:06
  • Mostre

Nella grande mostra della Tate Modern di Londra c’è l’ultimo saluto di Julio Le Parc

Il maestro dell'Arte Cinetica recentemente scomparso ha lavorato fino ai suoi ultimi giorni alla grande retrospettiva che ripercorre la sua…

21 Giugno 2026 17:16
  • Architettura

Come cambierà il complesso di Santa Maria della Scala di Siena? Una mostra ne racconta il futuro architettonico

A Siena una mostra ripercorre la trasformazione dell’antico ospedale in museo e presenta il Masterplan coordinato da Luca Molinari Studio.…

21 Giugno 2026 14:00
  • Beni culturali

L’ecosistema documentale del contemporaneo: il battito vivo degli archivi d’artista da AitArt

Un fitto intreccio di documenti, diari e progetti racchiude l'universo intimo dei più grandi autori del Novecento, connettendo la memoria…

21 Giugno 2026 12:30
  • Fotografia

I Mondiali 2026 visti da Annie Leibovitz: il calcio diventa opera d’arte

I Mondiali 2026 celebrano il loro impatto culturale attraverso le foto di Annie Leibovitz: la sua nuova mostra itinerante, FÚTBOL…

21 Giugno 2026 11:31