Il mare è ancora presente in questo terzo e ultimo appuntamento della rassegna Tra[mare] percorsi d’arte contemporanea (Daniela Tonelli e Dacia Manto le artiste delle mostre passate). L’oscurità totale introduce alla videoinstallazione di Alessandra Andrini (Ravenna, 1958), artista residente a Bologna. Un’inquadratura fissa della durata di alcuni minuti riprende una spiaggia non identificabile. Molto lavoro è lasciato alla capacità dell’osservatore di lasciarsi suggestionare da una scena, di fronte alla quale si rimane in attesa che accada qualcosa. La staticità del video arriva lentamente a produrre quell’effetto di coinvolgimento, cui tende l’occhio della cinepresa, con evidente intenzione mimetica dello sguardo dell’osservatore.
L’effetto di spiazzamento auspicato viene raggiunto solo in parte. Ci si chiede allora se la location scelta per la mostra non comprometta la riuscita dell’opera, poiché il “quotidiano balneare” non appare così banale, menchemmeno nella riviera romagnola. Ma forse si tratta di una scelta affatto casuale.
La ripetitività della scena, infatti, evoca allo spettatore la monotonia di paesaggi esteriori ed interiori a lui noti. Ma la serenità di un mare che ritmicamente lambisce la costa, accompagnato da suoni e colori conosciuti, di cui è facile immaginare anche i sapori e gli odori, fa subentrare il desiderio di raggiungere quella spiaggia e di lasciarsi coinvolgere da quell’atmosfera, così diversa da una quotidianità stancante, segnata dalla velocità e da un frastuono assordante.
E’ allora, più che la scena stessa, questo sentimento di ambivalenza di sensazioni, tipico dell’animo umano, che coinvolge lo spettatore e che lo induce a riflettere.
La fugace apparizione di una barca che si scorge al largo, o quella di alcuni passanti con il loro rilassato incedere sulla battigia, conferiscono alla scena una piccola nota dinamicizzante. Un elemento creativo è costituito dall’introduzione della voce confusa fuori campo di uno speaker d’altri tempi. La sovrapposizione cronotopica favorisce l’estraniamento dello sguardo dell’osservatore. L’effetto è amplificato dalla possibilità di identificare l’elemento acustico con la voce proveniente da uno degli altoparlanti dei tanti stabilimenti balneari, suggestione che conferma nuovamente l’apertura dell’opera ad una lettura non univoca.
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