Categorie: Mostre

A Catania si riscopre l’arte immaginativa e materica di Antonio Santacroce

di - 20 Febbraio 2026

Oggi, 20 febbraio, alle ore 17, nelle sale del Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane dell’Università degli Studi di Catania, inaugura la mostra Antonio Santacroce. Maestro dell’immaginazione e della materia, dedicata a uno dei protagonisti più autorevoli della scena artistica siciliana contemporanea. L’esposizione, visitabile fino al 30 aprile 2026 negli spazi del Palazzo centrale in piazza Università, è coordinata da Germana Barone e accompagnata da un catalogo curato da Vittorio Ugo Vicari.

Il progetto è co-organizzato dall’Università etnea, dall’Accademia di belle arti di Catania e dalla Fondazione Antonio Santacroce-Culture del Mediterraneo, con il sostegno di ANCE Catania e Nuova Officina d’Arte. L’iniziativa si inserisce in una collaborazione istituzionale ormai consolidata tra Università e Accademia, che negli ultimi anni hanno rafforzato la condivisione di obiettivi didattici e di ricerca, anche in vista del completamento del progetto sull’ex Ospedale Vittorio Emanuele II.

Antonio Santacroce, La danza della formazione, 2012, 100 x 220 cm, tempera e inchiostro su tela, inedito

«L’iniziativa si configura come un esempio emblematico di quella collaborazione virtuosa tra istituzioni, che considero uno dei principali motori di sviluppo del nostro territorio», ha dichiarato il rettore dell’Università di Catania, Enrico Foti: «In questo senso, la mostra non è soltanto una celebrazione dell’opera di un grande Maestro, ma si propone come una dichiarazione programmatica della visione culturale che il nostro Ateneo intende perseguire nel prossimo futuro».

«Non è la prima volta che le due istituzioni si relazionano strettamente», ha sottolineato Gianni Latino, direttore dell’Accademia etnea. «Tra le tante iniziative in comune mi piace ricordare la più importante e sistematica: quella che lega i miei due mandati alla Presidenza di Lina Scalisi – ordinaria di Storia moderna presso l’Università di Catania e oggi prorettrice – mentore dei molti successi fin qui conseguiti dall’istituzione che insieme rappresentiamo». Profonda soddisfazione, infine, traspare nelle dichiarazioni di Massimo Papa, vice Presidente della Fondazione Santacroce-Culture del Mediterraneo, secondo cui «Oggi più che mai, all’età di ottant’anni, il Maestro sente il bisogno di far conoscere alle nuove generazioni, la sua opera come parte integrante del patrimonio culturale del mare nostrum, teatro, quest’ultimo, troppo spesso vissuto come luogo di continue tragedie e non per ciò che esso ha significato per la nascita e crescita della nostra civiltà».

Antonio Santacroce, Attore, 1994, 54 x 16,5 x 20 cm, bronzo in fusione

Il profilo biografico di Santacroce restituisce un artista in costante movimento tra locale e globale. Nato a Rosolini nel 1945, Antonio Santacroce ha costruito nel corso di oltre 60 anni di attività un linguaggio radicato nell’immaginario mediterraneo arcaico e, insieme, aperto alle suggestioni della modernità europea. Dopo gli esordi legati all’artigianato artistico e le prime esperienze incisorie su torchio Brissè, unico nella Sicilia orientale all’epoca, l’artista si trasferisce tra Roma e la Svizzera, entrando in contatto con ambienti internazionali e confrontandosi con figure come Hans Bellmer, Käthe Kollwitz, Paul Klee e Wassily Kandinsky. Dal 1991 vive e lavora tra Svizzera e Italia.

La mostra si presenta come una retrospettiva e, al tempo stesso, un’antologia critica, per restituire la complessità di un artista poliedrico – pittore, incisore, scultore, scenografo e designer –, la cui ricerca è caratterizzata da una forte tensione immaginativa e da una rigorosa attenzione alla materia, intrecciando costruzione armonica, studio delle proporzioni e sovrapposizioni dinamiche del segno.  Il percorso espositivo mette in luce aspetti finora poco indagati della sua produzione, con numerosi inediti e un’attenzione particolare alla ricerca sulle carte e sulle tecniche incisorie. Centrale è anche il versante del Santacroce designer del tessile, una traiettoria più recente che ha dato vita a un vero e proprio brand e che dialoga con le figure ricorrenti dei suoi personaggi “con cappello”, sospesi tra ieraticità e dimensione onirica.

Antonio Santacroce, Piatto da Vendemmiatore con Apollo e il Serpente I, 2001, ø 43 cm, ceramica a ingobbio

La dimensione scientifica del progetto è affidata a un gruppo di giovani studiosi provenienti dalla scuola storico-artistica dell’Accademia e dell’Università di Catania, affiancati da firme della critica siciliana. Il catalogo, edito da Euracus, inaugura la collana 9/CENTO. Studi e ricerche sulle arti del secolo breve, diretta dallo stesso Vicari.

Il Museo dei Saperi e delle Mirabilia siciliane, diretto da Germana Barone, prosegue così il suo impegno come centro propulsivo della cultura erudita etnea. La mostra dialoga con il percorso permanente del museo, che già ospita alcune opere dell’artista anche in un itinerario tattile, rafforzando la funzione della sede come luogo di conservazione, studio e restituzione critica. Ad accogliere e guidare i visitatori sarà un gruppo di studenti dell’Accademia, coordinati da docenti di Storia dell’arte contemporanea e Museologia, a sottolineare la vocazione formativa del progetto.

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