Valentina Artone, 2026 (no name / extension)
«Una notte la gente dello specchio invase la terra. Ma dopo sanguinose battaglie, le arti magiche dell’imperatore Giallo prevalsero. Li privò di forza e di figura propria, riducendoli a meri riflessi servili. Un giorno, tuttavia, essi si scuoteranno da questo letargo magico», J.L. Borges e M. Guerriero, Manuale di zoologia fantastica. Se ci capitasse tra le mani un libro in cui si parla di strane creature, forse sognate dagli uomini, probabilmente saremmo di fronte al Manuale di zoologia fantastica di Jorge Luis Borges. Da sempre affascinato da letterature mitologiche, enciclopedie e dizionari, resoconti di viaggio e antichi bestiari, Borges scoprì come la zoologia fantastica fosse in realtà una metafora per entrare in un altro mondo, quello degli specchi, interiori.
Animali degli specchi di Valentina Artone, visitabile fino all’1 settembre alla Galleria Acappella di Napoli, prende ispirazione proprio dalla omonima leggenda, originaria della mitologia cinese, raccontata dal poeta e saggista argentino nel suo manuale. Ad attenderci in galleria, infatti, ci sono delle presenze che, proprio come le creature imprigionate negli specchi dalla magia del leggendario Imperatore Giallo, sembrano condannate a ripetere all’infinito tutti gli atti degli uomini. Queste rappresentazioni, che nella pittura di Artone assumono le sembianze di frammenti semiumani e vegetali, acquistano una fascinazione primordiale a cui è difficile sottrarsi, in quanto rimandano a quel limbo inconscio che fa da eco ai nostri spettri interiori.
Le opere in mostra, del 2025-2026, sono il continuum logico di una ricerca che l’artista porta avanti dalla precedente serie Sortilegi (2023), già presentata per la sua prima mostra nella galleria napoletana, che si ispirava al tema delle Metamorfosi di Apuleio.
Anche in questo caso, Artone riesce a ricreare una struttura a cornice simile a quella dell’immaginario borgesiano e a tradurla in figure ibride. L’artista utilizza infatti una serie di immagini raccolte durante i suoi viaggi o semplicemente di ricerca archeologica o storiografica per trasformarla e manipolarla con l’ausilio casuale dell’intelligenza artificiale, aggiungendo così all’opera quel quid inaspettato e a tratti disturbante.
Se nella favola del pesce – Borges racconta che il primo a svegliarsi sarà il Pesce – nell’olio su tavola Il pesce, si assiste proprio a questo risveglio, dato da un animale raffigurato con più occhi, quasi a voler alludere a un risveglio di coscienza collettiva. Anche nell’opera Dal fondo dello specchio la linea sottile di cui parla Borges sembra assumere le forme di un occhio capovolto e non ancora del tutto formato.
Artone dà vita, nei suoi collage pittorici dalle forme scultoree, così come nei disegni su carta, a frammenti di una realtà che sembra appartenere a un mondo dai colori antichi. Sebbene questa visione misteriosa, in parte visibile nell’opera No name/extension, dove un occhio sembra osservarci da quel che resta di un bassorilievo, sia intrappolata in una dimensione indefinita, resta la possibilità , come invece suggerisce l’opera No name/sogno in cassetta, che dietro l’immagine di un fiore o di una pianta si possa scorgere una via d’uscita.
Non le "solite" piscine californiane: The Only One with Waves, dipinto nel 1991, è piĂą un pretesto per ripensare alla…
C'è tempo fino al prossimo 24 settembre 2026 per candidarsi alla seconda edizione del Berlendis Venice Art Prize 2027, l'open…
Qatar Museums annuncia una caldissima stagione espositiva autunnale 2026, con oltre 15 mostre ad ampio raggio, da Giuseppe Penone al…
Paggeria Arte riapre a Sassuolo dopo il restauro PNRR e inaugura il nuovo corso con la curatela di Nicolas Ballario…
Quindici anni di attivitĂ dell'associazione heart confluiscono in una nuova biblioteca specializzata in arte contemporanea. Intervista a Simona Bartolena sul…
Nato per difendere e separare, il Forte di Fortezza diventa il luogo in cui immaginare nuove forme dello stare insieme.…